Piano Sociale di Zona, Gaeta: “Una parte della sinistra vuole sminuire l’utilità di questa discussione”

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L’inchiesta de l’Attacco sui Servizi Sociali del Comune di San Severo sta catalizzando sempre più l’attenzione del mondo politico. Il tema era già emerso lo scorso 3 ottobre, in occasione del “Forum del centrodestra”, durante il quale si è discusso di come ricostruire il progetto politico della coalizione, partendo anche dagli errori commessi durante l’esperienza amministrativa guidata da Lidya Colangelo. Tra gli argomenti affrontati, proprio quello dei Servizi Sociali, che sembra destinato a ritagliarsi un ruolo centrale nella campagna elettorale in vista delle prossime elezioni amministrative. Gli interrogativi sollevati da l’Attacco rappresentano ormai un importante punto di partenza per il dibattito politico e un tema sul quale il centrodestra sta concentrando parte della propria iniziativa. Una questione che certamente diventerà anche uno strumento di propaganda, ma che, al di là delle dinamiche elettorali, necessita soprattutto di risposte chiare e concrete. Sabato prossimo, i Servizi Sociali saranno al centro del convegno promosso dal Centro Studi dell’Associazione politico-culturale “Comune Buonsenso”, in programma alle 17.30 nella sala conferenze dell’Hotel Palazzo Giancola, a San Severo. L’incontro, dal titolo “Il Piano Sociale di Zona Alto Tavoliere: tra gestione e nuovi bisogni delle persone”, si propone di approfondire le criticità e le prospettive di un settore che, pur potendo contare su risorse finanziarie significative – il Piano 2022-2024 prevedeva uno stanziamento di 26,8 milioni di euro – e su numerosi strumenti di intervento regionali e nazionali, continua a fare i conti con ritardi nella programmazione e blocchi nell’erogazione dei servizi. Al centro del dibattito, da un lato, la necessità di fare chiarezza, attraverso l’analisi degli atti amministrativi, sulla rete di incarichi, affidamenti e relazioni che nel corso degli anni si è sviluppata attorno ai Servizi Sociali; dall’altro, l’esigenza di individuare un nuovo modello di gestione delle risorse disponibili, capace di garantire una programmazione stabile e tempestiva e di rispondere in maniera efficace alle esigenze delle fasce più fragili della popolazione e ai nuovi bisogni sociali. A moderare il dibattito sarà Emilio Gaeta, dell’Associazione politico-culturale “Radici Comuni”. Tra gli interventi previsti figurano quelli del direttore de l’Attacco, Piero Paciello, di Damiano D’Ambrosio, esperto di servizi socio-sanitari, del Sindaco di Serracapriola, Michele Leombruno, di Diego Paesano, consigliere delegato alle Politiche sociali dello stesso Comune, e del Sindaco di Poggio Imperiale, Alessandro Leggieri.

La questione, dunque, non resta più confinata entro i confini della Città dei Campanili, ma si estende inevitabilmente a un territorio più ampio. Il Piano Sociale di Zona Alto Tavoliere, di cui il Comune di San Severo è capofila, coinvolge infatti altri sette Comuni: Apricena, Chieuti, Lesina, Poggio Imperiale, San Paolo di Civitate, Serracapriola e Torremaggiore. L’attenzione sulla gestione dei Servizi Sociali non riguarda soltanto San Severo, ma investe tutti gli enti che partecipano alla programmazione e all’organizzazione degli interventi sul territorio. Proprio per questo, la richiesta di maggiore trasparenza e di risposte puntuali non può essere considerata una questione esclusivamente locale, ma chiama in causa l’intero sistema del Piano Sociale di Zona e le amministrazioni che ne fanno parte.

“Non credo che la comunità sia stata sufficientemente attenta a ciò che è accaduto nel corso degli anni e, proprio per questo, ritengo che debba essere informata”, afferma a l’Attacco Emilio Gaeta, presentando il convegno. “Lo scopo principale dell’iniziativa è far comprendere che cosa sia il Piano di Zona, come sia stato strutturato fino a oggi e quali criticità siano emerse dalla sua attivazione. È necessario analizzare chi lo ha gestito, come sono stati distribuiti i contributi, come sono stati predisposti i bandi e se vi siano stati eventuali favoritismi. Alla luce dell’inchiesta, vogliamo approfondirne i contenuti e svolgere tutte le verifiche necessarie, per capire se ci siano stati errori o responsabilità e perché si sia sviluppata una discussione così ampia intorno all’ex dirigente Silvana Salvemini. Solo facendo chiarezza potremo valutare quali iniziative intraprendere”.

Gaeta si sofferma infine sul dissenso manifestato nei confronti dell’inchiesta: “Chi ha risposto in maniera abbastanza piccata è stata la Consulta delle Associazioni, che ha ritenuto di essere uno dei soggetti messi sotto accusa. Ma credo che non sia così”, afferma. “Ho avuto la sensazione che una parte della sinistra voglia sminuire l’utilità di questa discussione, come se volessimo sollevare questioni poco concrete. È un atteggiamento che riscontro soprattutto nei partiti di sinistra, che tendono a difendere anche i soggetti citati nei vostri articoli”.

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