Di giorno a Cerignola, di notte a Stornara. L’intesa sul 118 nei Cinque Reali Siti arriva da Bari: dodici ore di servizio diurno nella città del Basso Tavoliere e dodici ore notturne a Stornara, con autista e soccorritore, senza medico a bordo. È l’esito dell’incontro con l’assessore regionale alla Salute Donato Pentassuglia e la direttrice generale dell’Asl Foggia Tiziana Di Matteo. Al tavolo erano presenti tutti i sindaci dei Cinque Reali Siti: Orta Nova, Stornara, Stornarella, Carapelle e Ordona. Con loro la consigliera regionale di Prossima, Graziamaria Starace e il consigliere regionale della Lega Napoleone Cera. L’appuntamento segue la mobilitazione davanti alla sede dell’Asl di Foggia e le contestazioni per il trasferimento del mezzo da Stornara a Cerignola, per ripristinare la seconda ambulanza H12. I sindaci contestavano il recupero di un presidio a scapito delle comunità vicine. Il nuovo assetto utilizza la stessa ambulanza nell’arco delle ventiquattro ore, alternandone la sede. Non significa, dunque, avere un mezzo aggiuntivo H24 in ciascuna sede. Restano la carenza di personale e l’attesa dei concorsi per superare l’assetto provvisorio. Nicola Gatta, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, rivendica il risultato della mobilitazione e dell’audizione urgente richiesta ieri in Asl. “L’incontro a Bari ha portato una risposta concreta e immediata a un territorio che rischiava di rimanere sguarnito di un presidio di emergenza fondamentale”, dichiara. Il ripristino notturno, sottolinea, riguarda un bacino di oltre 38mila cittadini. Resta la richiesta di criteri oggettivi: “Mi auguro che tutto questo non sia legato a scelte politiche, ma ai numeri”. Alla soddisfazione affianca però l’amarezza: “È brutto e amareggiante constatare che, per far valere un diritto fondamentale, si debba ricorrere alla protesta di piazza, ai sit-in e alla pressione politica, anziché seguire le vie naturali e ordinarie della programmazione sanitaria”. La salute, insiste, “non può e non deve essere una concessione conquistata a suon di mobilitazioni”. Il consigliere chiede una gestione tecnica efficiente, rispettosa dei bisogni dei territori, e promette di monitorare gli sviluppi: “Questa è una battaglia vinta, ma la partita per la tutela della sanità locale non finisce qui”. La consigliera di Prossima, Starace racconta invece un lungo fine settimana di interlocuzioni con Pentassuglia, Di Matteo e i sindaci, alla ricerca di un’alternativa che consentisse a Stornara di avere una copertura notturna e a Cerignola di mantenere il presidio aggiuntivo.
La soluzione, spiega, nasce dalla necessità di razionalizzare le risorse disponibili in un territorio che fa riferimento al grande bacino di Cerignola. “Quando si ascolta il territorio e se ne conoscono le dinamiche, si danno risposte appaganti”, sostiene, pur riconoscendo che “la coperta, al momento, resta comunque corta”. La consigliera riferisce di aver trovato “la massima disponibilità” nell’assessore, nella direttrice generale e nella direzione del 118, e parla di un lavoro accurato per individuare una risposta praticabile.
Ribadisce però il carattere transitorio dell’intesa, in attesa del concorso che indica come previsto entro fine anno. “L’invito è quello di farli lavorare tranquilli e sereni”, conclude. Duro il giudizio di Napoleone Cera, che durante la riunione in assessorato ha chiesto il ripristino integrale delle postazioni precedenti alla riorganizzazione. “Le ambulanze non possono essere spostate a seconda della tessera di partito dei sindaci o degli interessi elettorali del Pd”, afferma. “Davanti all’assessore, ai sindaci e al direttore generale la mia posizione è stata chiarissima: le ambulanze vanno rimesse dove stavano prima. Tutte. Giorno e notte”.
Secondo quanto riferisce Cera, la copertura delle dodici ore notturne a Stornara sarà assicurata sottraendo il mezzo alla seconda postazione di Ascoli Satriano. “Stornara si è fatta sentire e il merito è tutto dei cittadini che sono scesi in strada”, riconosce, contestando però la soluzione individuata: “Prima hanno tolto l’ambulanza a Stornara per darne mezza a Cerignola. Ora la tolgono ad Ascoli Satriano per ridarne mezza a Stornara. Spogliano un paese per vestirne un altro e alla fine restano tutti in mutande. Questa non è programmazione sanitaria, è una toppa sopra l’altra, cucita sulla pelle della gente”.
Il consigliere richiama anche la situazione del Gargano: Vieste e Vico, denuncia, continuano ad avere una sola ambulanza, mentre un trasferimento in ospedale, tra andata e ritorno, può impegnare il mezzo fino a quattro ore. “Se in quel tempo qualcun altro sta male, chi lo soccorre? Vieste e Vico non sono figli di un dio minore”. Cera rilancia infine il tema dei 40 soccorritori rimasti senza contratto, chiedendone il richiamo immediato: “Il personale c’è: è a casa. Richiamateli”! Alla Regione e all’Asl domanda inoltre di pubblicare la mappa completa delle postazioni della provincia, con mezzi e orari prima e dopo i tagli. “Il diritto a essere soccorsi non dipende dal colore politico del sindaco né dal calendario elettorale del Pd. Ogni paese deve riavere il suo 118. Punto”.
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