Quella che l’Attacco si appresta a raccontare è una storia dai contorni poco chiari, costellata di tanti interrogativi. Tutto ha inizio con un esposto, a cui fa seguito una verifica interna a Palazzo Celestini. Al centro della vicenda, i progetti di rigenerazione urbana e il responsabile dell’Area, Fabio Mucilli. Con Decreto del 19 ottobre 2022 del Capo del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’interno di concerto con il Capo del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze, venivano ammessi integralmente a contributo gli interventi proposti nell’istanza di candidatura, presentata in data 28 aprile 2022, nell’ambito dei “Contributi per investimenti in progetti di rigenerazione urbana, volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale”, per un costo complessivo di € 5.000.000, quattro progetti: “Mosaico di San Severo: Completamento dell’adeguamento alle norme di prevenzione incendi e restauro della sala concerti e delle sale polivalenti del Teatro Comunale” di importo pari a 350.000 euro; “Intervento di restauro e messa a norma ex teatro Real Borbone” di importo pari a 2.817.499 euro; “Mosaico di San Severo: Riqualificazione della rete di connessione tra i beni culturali della Città Antica – I lotto funzionale” di importo pari a 928.836 euro; “Mosaico di San Severo: Riqualificazione della rete di connessione tra i beni culturali della Città Antica – IV lotto funzionale” di importo pari a 903.665 euro. Al fine di ridurre i tempi procedurali, si valutò la possibilità di affidare le opere mediante appalti integrati, sulla base dei progetti di fattibilità tecnica ed economica. Si optò, inoltre, per procedure negoziate senza bando, basate quindi sull’invito diretto agli operatori economici. È opportuno ricordare che, per i lavori di importo pari o superiore a 150.000 euro e inferiore a un milione di euro, la normativa prevede l’invito di almeno cinque operatori economici, mentre per gli appalti di importo pari o superiore a un milione di euro e fino alla soglia europea, il numero minimo sale a dieci. Le anomalie, intese non nell’accezione tecnica propria del linguaggio degli appalti pubblici, ma semplicemente come scostamenti rispetto alla prassi, sono due. La prima riguarda i ribassi offerti, in alcuni casi sensibilmente inferiori alla media regionale, attestata intorno al 14,3%, e a quella nazionale, più alta di cinque punti percentuali. La seconda è che, in tutte e quattro le gare, sia stata presentata una sola offerta.
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San Severo, rigenerazione urbana di Mucilli: ribassi sotto la media e procedure negoziate con una sola offerta
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