Con grande probabilità è destinato a slittare l’accapo previsto per la seduta di consiglio comunale, a Foggia, di martedì inerente al “Permesso di costruire in deroga all’accordo di programma Cittadella Ecologica S. Maria programma integrato di edilizia residenziale pubblica”. Si tratta del via libera necessario ad Arca Capitanata per realizzare i previsti 64 alloggi popolari in via Lucera. Tutti i quattro eletti di centrodestra che siedono nella commissione ambiente e territorio –Amorese, di Mauro, Nunziante e Cataneo – ne hanno chiesto il rinvio temporaneo “sino all'acquisizione degli elementi istruttori essenziali per una consapevole valutazione dell'interesse pubblico e della legittimità  urbanistico-amministrativa dell'intervento, definendo contestualmente un  termine congruo e certo per il completamento dell'istruttoria, al fine di non pregiudicare la conservazione del finanziamento destinato alla realizzazione dei 64 alloggi ERP”. “La richiesta è formulata nel pieno riconoscimento dell’interesse pubblico alla realizzazione dei 64 alloggi ERP e alla conservazione del finanziamento, senza intento dilatorio”, hanno precisato. “Si richiede, tuttavia, che il consiglio sia posto nelle condizioni di distinguere il riconoscimento dell'interesse pubblico dalla verifica dei presupposti urbanistici per il rilascio del titolo edilizio e dall'eventuale revisione dell'accordo di programma e della convenzione vigente”. Tra i punti segnalati dal centrodestra la necessità di una “analitica quantificazione economica ed estimativa di tutte le opere di interesse pubblico e cessioni standard previste nell'originaria convenzione del 29/12/2011 e non più realizzabili o stravolte nella configurazione attuale, tra cui nello specifico: Palazzetto dello Sport (polivalente di 4.767 mq) per un valore nel 2011 di 5.291.370 euro; ludoteca pubblica (superficie di 350 mq); interventi di riparazione e manutenzione del campo sportivo comunale Croci Nord (manto erboso e parcheggi); 10 alloggi ad uso abitativo da cedere gratuitamente al patrimonio del Comune di Foggia per un valore nel 2011 di 775.350,18 euro; area di verde attrezzato (oltre 72.000 mq) ed aree a standard da cedere a titolo gratuito al Comune per un valore nel 2011 di 971.540 euro”. La convenzione del 2011 fu modificata nel 2019, a firma della curatela fallimentare della Pasquale Ciuffreda&Figli srl e di Giove società cooperativa edilizia. 

“Avevamo avvertito la sindaca e l’assessore competente già il 17 aprile. Avevamo documentato l’assurda concentrazione di dossi e attraversamenti pedonali in via Santoro, denunciato i disagi e segnalato i rischi per i mezzi di soccorso. Oggi arriva la notizia della rimozione disposta dopo gli accertamenti della Polizia Stradale. Per l’amministrazione Episcopo è una sonora bocciatura politica: prima si autorizzano gli interventi, poi si scopre che devono essere rimossi. In mezzo ci sono i cittadini, costretti a subirne le conseguenze”. È il duro attacco di Nunzio Angiola, consigliere comunale di Foggia e segretario provinciale del movimento civico Cambia, sulla vicenda dei dossi in via Santoro e via Balestrucci.

“La critica politica è un elemento essenziale della vita democratica ed è sempre legittima e opportuna quando contribuisce a fare chiarezza e a migliorare le scelte per la Città - la risposta della consigliera comunale Michelina Quitadamo (Molo 21) alle dichiarazioni rese a l’Attacco da Massimiliano Ritucci (AgiAMO) -. Affinché il dibattito sia davvero utile alla comunità, è però necessario che si fondi su elementi concreti e riscontri oggettivi, evitando di trasformare valutazioni personali o dubbi in verità assolute. Sul bilancio del Comune di Manfredonia e sulle decisioni che riguardano il Settore Ragioneria è doveroso discutere, chiedere chiarimenti e approfondire ogni aspetto, sicuramente più di altri settori”. 

“Non farei mai risanare i conti del Comune a chi li ha messi in disordine”. Questo è il senso della contestazione mossa dal consigliere comunale Massimiliano Ritucci sulla gestione finanziaria del Comune di Manfredonia. Il consigliere di AgiAMO esclude l’attacco personale alla dirigente economico-finanziaria Marica Distante e all’assessora Cecilia Simone. Contesta, invece, una scelta politica: affidare il risanamento a chi - secondo la sua ricostruzione - seguiva il settore anche nella fase di indebitamento, senza affiancargli una figura politica capace di parlarne la stessa lingua. La polemica si colloca nella discussione consiliare del 19 ottobre scorso sulla ratifica della delibera di Giunta relativa alla variazione urgente del bilancio 2026-2028. Secondo Ritucci, tutte e sette le variazioni adottate nell’anno sarebbero passate dalla procedura d’urgenza. Il consigliere ha messo in dubbio che fosse necessaria, dal momento che l’articolo 175 del Testo unico degli enti locali la consente se adeguatamente motivata. Un ulteriore vulnus risiede nell’assenza di una figura capace di comprendere il lavoro della ragioneria e verificarne le indicazioni. “Abbiamo affidato l’azione di risanamento a chi gestiva, comunque, quel settore anche nella fase di indebitamento. Io non farei mai risanare i conti a chi li ha messi in disordine”. Se si decide comunque di affidare il risanamento alla stessa persona, bisogna almeno “affiancare a quella persona qualcuno che parla la stessa lingua. Se ci mettiamo a fianco una figura politica che comunque non comprende le operazioni contabili che vengono fatte da quel settore, che senso ha?”, domanda Ritucci. La sua risposta è netta: “Si viene in Consiglio a raccontare quello che viene detto dagli uffici”, aggiungendovi anche le repliche agli interventi dei consiglieri che arriverebbero sul cellulare e l’assessora le legge in aula. Ritucci precisa che “l’assessora è una bravissima persona”, però richiama la formazione umanistica di Simone per sostenere che la delega richiederebbe competenze più solide e specifiche. Nella lettura del consigliere, il discrimine è tra il valore personale e l’idoneità a esercitare una funzione delicata. “Come si può pretendere da una persona così che possa vigilare, dialogare con gli uffici, dare degli atti di indirizzo?”. 

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