Sono trascorse due settimane dalle elezioni che a Lucera hanno visto la vittoria al primo turno dell'uscente Giuseppe Pitta. Per il riconfermato sindaco non c'è stata partita, una vittoria netta rispetto ai due sfidanti: Vincenzo Checchia, sostenuto dal consigliere regionale e cognato Antonio Tutolo, e Nicola Di Battista, appoggiato dai partiti di centrodestra. Trascorsi quindici giorni durante i quali il silenzio elettorale poco osservato, per la verità da due delle fazioni in campo, ha sostanzialmente lasciato il passo ad un commento vivace espresso soprattutto dai sostenitori della frangia vincitrice. Ma, al netto di cosa resti di questa campagna elettorale, riconosciuta senz'altro per i toni accesi, e assai poco eleganti, in barba persino alle elementari norme di buon comportamento, ora a Palazzo di città si è fatto tempo per costruire la squadra amministrativa che, si spera, reggerà le sorti di Lucera per i prossimi cinque anni. Secondo i beninformati, quasi tutte le deleghe resteranno saldamente nelle mani dei consiglieri rieletti, prima fra tutte quella alla cultura, affidata durante il Pitta uno a Maria Angela Battista, eletta tra le fila della lista civica Pitta Sindaco. Una lista chiave che ha espresso ben sei consiglieri, tutti campioni di preferenze. E, d'altronde, cambiare assessore per le politiche culturali di una città che è reduce dal titolo di Capitale regionale della cultura potrebbe apparire ai più come una “accusatio manifesta”, dando ragione a quanti (e non sono pochi) ritengono che per l'anno di Lucera Capitale si sarebbe potuto fare di più e meglio. Parimenti invariato resterebbe il volto di chi terrebbe la delega ai lavori pubblici. Anche per Daniela Pagliara si parlerebbe infatti di una riconferma. Pagliara ha mantenuto un assessorato chiave, gestendo le progettualità che in questi anni hanno visto ingenti impegni di spesa derivanti dal PNRR per la riqualificazione di piazze del centro storico e di istituti scolastici cittadini. Nella lista Pitta Sindaco è stata anche eletta una new entry: Stefania Terlizzi, titolare di un accorsato patronato ed esperta di politiche sociali. Terlizzi è moglie di Ettore Orlando, avvocato esperto in materia previdenziale, ex consigliere comunale di minoranza tra le fila di Fratelli d'Italia che a questo giro elettorale ha preferito starsene in panchina, sostenendo Pitta e vedendo di buon grado una discesa in campo della moglie, ritenuta oggi una campionessa di preferenze raccolte dall'alto dei suoi 415 voti ottenuti. Sempre nella lista del sindaco ci sarebbero altre ventilate riconferme.

A Palazzo Celestini il clima è ormai quello delle ore finali. Dopo settimane di crisi, tentativi di ricucitura, trattative sotterranee, ripensamenti, violenti scambi verbali e persino querele, la sfiducia alla Sindaca Lidya Colangelo appare destinata a concretizzarsi. Salvo colpi di scena, oggi pomeriggio i tredici amministratori necessari dovrebbero ritrovarsi nuovamente davanti al notaio per sottoscrivere l’atto che porrebbe formalmente fine all’esperienza politica iniziata nel 2024. Negli ultimi giorni la Sindaca ha continuato a muoversi nel tentativo di recuperare almeno uno dei consiglieri che hanno ormai abbandonato la maggioranza o dell’opposizione. Contatti, incontri e verifiche che non hanno però prodotto alcun risultato. Il fronte composto dal gruppo dei cinque consiglieri legati all’ex sindaco-ombra Giuseppe Manzaro e all’ex assessore ai lavori pubblici Gigi Marino - Marianna Orlando, Alfredo Tardio, Ilaria D’Antuono, Ciro Matarante e Raffaella Vene -, dagli emilianisti di Con Anna Maria Damone e Leonardo Irmici, dai dem Francesco Sderlenga, Felice Carrabba e Ciro Cataneo e dai consiglieri di opposizione Angelo Masucci e Alessandra Spada sarebbe infatti rimasto compatto, respingendo gli ultimi tentativi di riaprire la trattativa. Su Irmici, dato da molti come il consigliere sul quale si sono concentrati gli ultimi tentativi di recupero da parte di Fratelli d’Italia e della Sindaca, resta qualche margine di prudenza. Negli ambienti politici cittadini continua infatti a circolare il sospetto che possa essere lui l’ultimo possibile interlocutore della maggioranza. Al momento, tuttavia, anche il suo nome viene accreditato tra quelli destinati a firmare la sfiducia. Sono gli stessi dodici consiglieri che già la scorsa settimana erano presenti davanti al notaio per formalizzare la sfiducia e che avevano visto sfumare l’operazione soltanto per la mancata adesione di Rosa Caposiena. L’unica incognita continuava infatti a essere rappresentata dalla presidente del Consiglio comunale. Dopo il comunicato con cui aveva invitato pubblicamente la Sindaca a prendere atto della situazione politica e a rassegnare le dimissioni, Caposiena aveva scelto, su suggerimento del padre Fernando, di non aderire immediatamente all’iniziativa dei dodici, chiedendo altro tempo e rivendicando la necessità di compiere prima tutti i passaggi istituzionali che riteneva compatibili con il ruolo ricoperto. Una scelta che aveva consentito di rinviare la formalizzazione della sfiducia, ma che non aveva modificato la sostanza del quadro politico. Nelle ultime quarantotto ore il confronto si è ulteriormente intensificato. Negli ultimi due giorni si sono svolte lunghe riunioni tra la stessa Caposiena e alcuni dei consiglieri pronti a sottoscrivere l’atto. Al termine degli incontri sarebbe maturata la decisione attesa da giorni. Per oggi pomeriggio sarebbe stato fissato l’appuntamento dal notaio per la firma della sfiducia. Subito dopo, i tredici firmatari dovrebbero presentarsi insieme davanti alla stampa per spiegare le ragioni della scelta. Non si esclude la possibilità di un ulteriore slittamento di poche ore o di qualche giorno, legato alla definizione degli ultimi dettagli e agli ultimi tentativi di Fratelli d’Italia di convincere Caposiena a non sottoscrivere la sfiducia. La sostanza politica, però, non sembra più in discussione. Se non dovesse essere oggi, la formalizzazione della sfiducia sarebbe comunque attesa nei prossimi giorni e, secondo quanto riferiscono diverse fonti, non oltre lunedì.

Le recenti dinamiche politiche che stanno interessando l'amministrazione comunale di San Severo restituiscono un quadro di preoccupante instabilità. Il venir meno dei numeri necessari a garantire la normale governabilità dell'Enta, che fa seguito alle gravissime dichiarazioni rese dal sindaco in sede di consiglio comunale, delinea una situazione di crisi su cui non è possibile restare in silenzio.

“Condivido la necessità di difendere la realizzazione della Diga di Palazzo d’Ascoli, infrastruttura strategica per la sicurezza idrica della Capitanata e per il futuro della nostra agricoltura. Proprio per questo ritengo necessario ristabilire alcuni elementi di verità che nel dibattito di queste ore stanno passando in secondo piano”. Lo dichiara l’on. Giandonato La Salandra, componente della Commissione Agricoltura della Camera.

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