Adesso che il rumore dello spoglio si è abbassato e che la città ha metabolizzato il verdetto del primo turno, a San Giovanni Rotondo la sensazione è che il ballottaggio sia appena cominciato davvero. Infatti, se da una parte il testa a testa tra Floriana Natale e Rossella Fini era stato ampiamente previsto nelle settimane precedenti, dall’altra il dato politico che esce dalle urne è più profondo e molto meno scontato di quanto sembri. Natale chiude davanti, seppur di misura, e questo già basta a cambiare lo scenario, dato che fino a pochi giorni fa molti immaginavano una Fini avanti nel primo round, forte di una macchina elettorale più strutturata e di un centrosinistra tradizionalmente radicato nella città di San Pio. Invece il centrodestra riesce non soltanto a restare competitivo, ma addirittura a mettere il muso avanti, segnale che qualcosa si è mosso dentro un elettorato che negli ultimi anni aveva quasi sempre guardato dall’altra parte politica. Anche perché questa volta il centrosinistra si è presentato diviso, ferito da mesi di tensioni, personalismi e rotture mai davvero ricucite. E in quella crepa si è infilata la candidatura di Giuseppe Siena, che alla fine porta a casa un risultato molto più pesante del previsto. Il cosiddetto “terzo polo”, costruito attorno alle liste civiche vicine a Siena e a Pio Cisternino, non arriva al ballottaggio ma si prende la scena politica di queste due settimane. I numeri usciti dalle urne raccontano una cosa chiara: senza quell’area oggi non esiste una maggioranza politica autosufficiente. Ed è esattamente il ragionamento che fanno, da ieri sera, tutti i gruppi dirigenti cittadini. Siena non nasconde la soddisfazione: “Con due liste era complicato far passare l’idea che avevamo costruito - spiega a l’Attacco - però per migliaia di cittadini è passata l’idea di rifiutare alleanze incoerenti e costruite solo per vincere. Abbiamo seminato qualcosa che in futuro potrà servire per governare davvero questa città”.

Le ricostruzioni pubblicate ieri da l’Attacco sulla vicenda di Ciro Caliendo hanno prodotto un effetto politico immediato dentro la maggioranza della Sindaca Lidya Colangelo, modificando radicalmente gli scenari che fino a poche ore prima venivano considerati ormai definiti. La verifica successiva compiuta da Fratelli d’Italia e dal gruppo di Con avrebbe infatti confermato la fondatezza del quadro descritto dal giornale, facendo emergere tutte le criticità giuridiche e politiche legate all’eventuale ingresso di Leonardo Irmici in Giunta e al conseguente scorrimento della lista. In particolare, nelle ultime ore sarebbe definitivamente tramontata l’ipotesi costruita attorno all’ingresso in Consiglio comunale di Lino Albanese attraverso il superamento della posizione di Caliendo. Va però precisato un ulteriore elemento emerso nel frattempo. Caliendo non risulta rinviato a giudizio ma soltanto indagato, circostanza che rafforzerebbe ulteriormente la ricostruzione fatta ieri da l’Attacco e renderebbe ancora più fragile l’idea di considerare definitivamente libero il seggio. Da qui sarebbero partiti forti malumori sia dentro Fratelli d’Italia sia nell’area emilianista. Anna Maria Damone, che già nelle ultime ore appariva fortemente incerta sul sostegno alla maggioranza, dopo avere verificato l’assenza delle condizioni politiche e giuridiche avrebbe definitivamente maturato l’orientamento a firmare la sfiducia. Diverso invece il discorso relativo a Leonardo Irmici. La Sindaca e la maggioranza, pur di recuperarlo, gli avrebbero garantito massima disponibilità politica arrivando a promettere qualsiasi soluzione pur di chiudere l’accordo. Nel frattempo Fernando Ciliberti sarebbe ormai definitivamente orientato verso l’ingresso in maggioranza e sarebbe pronto anche a indicare una donna per la nuova composizione della Giunta. Né Irmici né Damone, inoltre, hanno smentito le ricostruzioni pubblicate ieri da l’Attacco, elemento che viene ormai interpretato come la conferma di un accordo politico molto avanzato tra la maggioranza e gli emilianisti. Proprio il peso assunto da Con negli attuali equilibri starebbe producendo conseguenze rilevanti anche dentro la futura Giunta comunale. L’ipotesi più concreta sarebbe infatti quella di togliere la delega di vicesindaca ad Anna Paola Giuliani per assegnarla proprio a Leonardo Irmici, a conferma della centralità raggiunta dal gruppo emilianista nella trattativa per la sopravvivenza dell’amministrazione. Tutto questo mentre cresce il malcontento nei confronti della strategia portata avanti da Giuseppe Manzaro. Secondo molte ricostruzioni interne, infatti, il leader dell’operazione politica contro Colangelo avrebbe insistito fino all’ultimo per arrivare al Consiglio comunale di domani invece di chiudere subito la crisi già la scorsa settimana, immediatamente dopo le dimissioni di Gigi Marino. Una scelta che avrebbe irritato diversi potenziali firmatari della sfiducia e che viene collegata soprattutto all’interesse politico legato alla variante del fast food riconducibile a Ciro Matarante. Proprio questo rinvio avrebbe però consentito alla Sindaca di trattare con maggiore tranquillità e di lavorare al recupero di nuovi equilibri. Nel frattempo, oltre alla crescente diffidenza verso la strategia di Manzaro e Marino, sarebbe aumentata anche l’irritazione per il possibile ruolo del presidente della Provincia di Foggia e Sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti nelle dinamiche politiche sanseveresi. In molti avrebbero manifestato forti perplessità rispetto all’idea che San Severo possa finire condizionata da riferimenti politici esterni alla città, storicamente gelosa della propria autonomia politica. Una dinamica che diversi ambienti locali avrebbero già letto nelle precedenti interferenze del consigliere regionale Giannicola De Leonardis dentro gli equilibri della maggioranza. Anche per questo Giuseppe Nobiletti avrebbe già preso le distanze da Gigi Marino e Giuseppe Manzaro sin dalla scorsa settimana. Una scelta compiuta, secondo le ricostruzioni politiche, anche dalla stessa Sindaca Colangelo, che nelle ultime ore avrebbe consolidato ulteriormente il proprio asse politico con il capogruppo di Fratelli d’Italia Leonardo Lallo. Ieri mattina la Sindaca ha convocato una riunione di maggioranza subito dopo una riunione di Giunta. Proprio in quella sede si sarebbe preso atto delle difficoltà legate all’operazione Irmici-Albanese e sarebbe partita la nuova strategia orientata al recupero di Ciro Matarante attraverso la questione della variante urbanistica.

Il Consiglio comunale che domani dovrebbe certificare la resa dei conti definitiva dentro la maggioranza della Sindaca Lidya Colangelo rischia invece di trasformarsi nell’ennesima operazione politica costruita per congelare la crisi e guadagnare altro tempo. Dopo il terremoto provocato dalle ricostruzioni de l’Attacco sulla vicenda legata a Ciro Caliendo e ai possibili effetti sull’ingresso di Leonardo Irmici e del gruppo di Con nella maggioranza, dentro Palazzo Celestini gli equilibri si sarebbero nuovamente ribaltati nel giro di poche ore. La verifica politica e giuridica successiva ai pezzi pubblicati ieri avrebbe infatti fatto perdere alla maggioranza la bussola dei numeri costruiti attorno all’operazione Irmici-Albanese, facendo emergere tutte le criticità legate alla posizione di Caliendo e al possibile scorrimento della lista di Con. A quel punto la Sindaca avrebbe deciso di spostare la partita sul terreno della variante urbanistica collegata al fast food riconducibile a Ciro Matarante e Giuseppe Manzaro. Una mossa che nelle ultime ore viene interpretata come il tentativo di tenere contemporaneamente sotto pressione sia la maggioranza sia l’opposizione. Il ragionamento politico sarebbe questo. I cinque consiglieri vicini a Manzaro attendono infatti da tempo la definizione della variante e Matarante continua a rappresentare il vero punto di equilibrio dell’intera operazione politica. Per questo motivo Colangelo avrebbe deciso di azzerare la Giunta e contemporaneamente di puntare al rinvio dell’accapo relativo alla variante urbanistica, congelando tutto almeno fino al prossimo Consiglio comunale già programmato per il 9 giugno, quando arriverà in aula anche il rendiconto, atto decisivo che in caso di mancata approvazione farebbe cadere automaticamente l’amministrazione. La strategia della Sindaca sarebbe quella di chiedere domani il rinvio della pratica contando sul fatto che anche l’opposizione finirà per astenersi pur continuando pubblicamente a chiedere la fine dell’amministrazione. In questo modo la maggioranza potrebbe sopravvivere ancora per almeno due settimane lasciando aperta la prospettiva della variante e mantenendo sospesa la posizione di Matarante proprio mentre si avvicina il voto sul rendiconto.

Oltre venti minuti di confronto soltanto sul debito Pentotary, contestazioni sulle responsabilità amministrative e una maggioranza ancora fragile. Si è chiusa poco dopo mezzogiorno la seduta di ieri del Consiglio comunale di Foggia dedicata ai debiti fuori bilancio. Approvati tutti i venti provvedimenti all’ordine del giorno, ma il clima politico resta teso in vista del voto sul Bilancio. Al centro della discussione soprattutto il debito da oltre 204mila euro legato alla società Pentotary. Il consigliere del M5S Francesco Strippoli ha incalzato l’assessore Giuseppe Galasso e il dirigente comunale Giuseppe Marchitelli sul ritardo di due giorni nella presentazione dell’opposizione al decreto ingiuntivo. Ritardo ammesso dallo stesso dirigente. Nelle ultime ore, inoltre, diversi avvocati del territorio hanno fatto notare a l’Attacco come il Comune abbia affidato l’incarico all’avvocato di Monopoli Antonio Manzari e come l’opposizione sia stata proposta al quarantaduesimo giorno, oltre il termine massimo di quaranta previsto dalla legge. Nessuna risposta, invece, sul mancato recepimento negli atti gestionali dell’indirizzo politico fissato dalla Giunta nel 2019 sulla compensazione dei canoni concessori. M5S e Psi hanno scelto di non limitarsi a un voto automatico sui provvedimenti. In più casi sono arrivate astensioni e richieste di chiarimento che hanno costretto la Giunta ad approfondimenti sugli atti. Nel mirino sono finiti i debiti legati al Consorzio Opus, all’acquisizione sanante dell’area della Simac e soprattutto alla vicenda Pentotary, relativa ai lavori di manutenzione straordinaria della piscina Saverio Roberto. Proprio quest’ultimo debito ha monopolizzato buona parte del confronto politico. Nel suo intervento Strippoli ha spiegato di non voler considerare il voto un atto di fede, rivendicando il dovere di approfondire ogni posizione debitoria. “I cittadini ci chiedono conto di ogni singolo euro speso, soprattutto quando quella spesa non produce servizi, ma è figlia di errori, dimenticanze o negligenze amministrative”, ha affermato in aula. Il consigliere ha richiamato la sentenza n. 1591 del 2025 del Tribunale di Foggia, che ha dichiarato inammissibile l’opposizione del Comune al decreto ingiuntivo notificato dalla Pentotary per un ritardo di due giorni. Secondo la ricostruzione del consigliere, il termine per proporre opposizione scadeva il 29 gennaio 2025, mentre il deposito sarebbe avvenuto il 31 gennaio. Un passaggio confermato in aula dal dirigente comunale Giuseppe Marchitelli, che ha ammesso il ritardo segnalato dal consigliere del M5S. Alla seconda questione posta da Strippoli, relativa al mancato recepimento negli atti gestionali dell’indirizzo politico espresso dalla Giunta nel 2019, dall’amministrazione non è però arrivata una risposta ritenuta esaustiva.

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet