"Avrei voluto evitare di parlare nuovamente alla città, ma mi trovo costretto a farlo, visto quanto ho ascoltato. Subito dopo il consiglio comunale, ho provveduto a querelare tramite il mio legale Avv Guerino Infante, la Professoressa Lidya Colangelo per le gravi dichiarazioni che in qualità di Sindaco ha reso in aula consiliare, dove ha parlato di un presunto “sequestro di persona” in un incontro avuto con lei prima delle mie dimissioni", ha scritto in una nota l'ex assessore Pierluigi Marino.

Il Consiglio comunale di giovedì, ha sancito, politicamente, una crisi profonda all’interno della maggioranza che sostiene la Sindaca di San Severo, Lidya Colangelo. Qualcosa che si stava trascinando da tempo, in cui compaiono anche le dimissioni, dell’ex assessore Pierluigi Marino, con la delicata delega ai Lavori pubblici, settore che contempla tante opere avviate, tra cui il parcheggio di piazza Cavallotti. Spaccatura che giovedì, ha visto anche la prova di sfiducia alla Sindaca, che non è andata a buon fine, visto che è mancata la firma della presidente del consiglio, Rosa Caposiena, rimasta in maggioranza con il supporto operativo di Papà Fernando. Ma la stessa presidente, ieri, ha redatto un comunicato in cui ha evidenziato che: “L’ho fatto con spirito di servizio, nella convinzione che le istituzioni dovessero prevalere sulle tensioni personali, sugli egoismi e sulle dinamiche interne che troppo spesso hanno rallentato e mortificato l’attività amministrativa. Purtroppo, nonostante i ripetuti tentativi di ricucitura politica e istituzionale, le crisi si sono susseguite incessantemente, fino ad arrivare nuovamente all’azzeramento della Giunta disposto dal Sindaco, atto che già rappresentava plasticamente la certificazione di una profonda instabilità politica”. Ed ancora: “Non è possibile governare una città importante e complessa come San Severo con una maggioranza appesa ad un solo numero, esposta quotidianamente a tensioni e fibrillazioni continue. Le istituzioni meritano stabilità, serietà e chiarezza”. In tutto ciò, però, manca un passaggio politico, un messaggio politico chiaro che andrebbe dato alla città e ad una maggioranza non solo numerica, ma più di forma e sostanza: formalizzare il “ritorno” di Loredana Florio e la “conferma” di Fernando Ciliberti. Poi, resta l’incognita delle forze politiche del centrodestra - il cui ingresso della forzista Rosa Carolina Caposiena, stava ad indicare una sorta di collante – che vede Fratelli d’Italia confermare la Sindaca e la Lega che non la sostiene più, essendo passata all’opposizione, come s’è visto giovedì, con Marianna Orlando. Una maggioranza che solo ricompattandosi, vedrebbe tener dentro anche Caposiena che ha ripreso il ruolo di “Ape regina” per pungere la Sindaca Colangelo: “Quanto accaduto nel Consiglio comunale ha ulteriormente aggravato il quadro politico-amministrativo, mostrando in maniera evidente e numericamente incontestabile l’assenza di una maggioranza politica solida e stabile a sostegno dell’Amministrazione. Per queste ragioni, con grande senso di responsabilità istituzionale e personale, senza attaccamento alla poltrona, ritengo doveroso chiedere al Sindaco di rassegnare le proprie dimissioni”.

Gelosie, qualche ripicca e solo un acceso scontro verbale durante la riunione della coalizione di maggioranza ma, per il resto, l’Amministrazione comunale di Manfredonia guidata da Domenico la Marca non deve nutrire particolari timori. Nè per il breve periodo e nemmeno per quello più lato. Detto della frammentazione all’interno della minoranza consiliare – che indebolisce le azioni di opposizione al governo cittadino -, nemmeno tra i banchi della maggioranza consiliare vanno tutti d’amore e d’accordo. E il Sindaco ha il suo da fare per spegnere ora le velleità di uno e dopo le ambizioni di un altro. La situazione è comunque ben differente rispetto a quella che, invece, si sta registrando da alcuni giorni a San Severo. Nella città dei campanili la pentola a pressione della maggioranza sta fischiando da troppo tempo, mentre a Palazzo San Domenico si tratta più che altro di sommovimenti intestini. Che non minacciano – né lasciano presagire – scossoni per la tenuta dell’Amministrazione. In un certo qual modo, a Manfredonia ci sono ancora “vecchi saggi” che riescono a guidare pure a distanza. Direttamente o indirettamente, le figure più scafate tengono a bada gli slanci emozionali dei meno rodati. A differenza di quello che era successo con il governo cittadino di Gianni Rotice, che era stata tacciato di inesperienza, presunzione e arroganza. Tutto si può aggiustare e tutto si può ricomporre, nel nome dell’elevato interesse pubblico. O anche in quello della meno nobile convenienza pratica. Il primo cittadino resta saldo al suo posto, come però resta anche la sua solitudine. E si prepara per il Consiglio comunale del 3 giugno prossimo quando, tra i punti all’ordine del giorno, si dovrà discutere la richiesta di referendum consultivo per il Centro d’accoglienza straordinaria (CAS) a Manfredonia proposta dai consiglieri di minoranza Ugo Galli, Fabio Di Bari, Liliana Rinaldi e Vincenzo Di Staso. Sarà certamente respinta, ma qualcuno della maggioranza potrebbe cogliere la palla al balzo e togliersi due sassolini dalle scarpe: detriti lasciati dal Sindaco. Il Partito Democratico aveva iniziato la consiliatura con 5 consiglieri eletti, meritandosi 3 assessorati: Bilancio per Cecilia Simone, Attività produttive per Matteo Gentile e Ambiente per Rita Valentino. La recente defezione del consigliere Matteo Pacilli ha dato vigore a quella parte di civici della maggioranza che ambiscono alla carica di vicesindaco, attualmente dell’assessora Simone. “E’ così dal primo momento che gli fu assegnato anche quell’incarico – riferisce una fonte interna - che, in termini pratici, si traduce nelle sporadiche sostituzioni del Sindaco soprattutto negli eventi. A fronte comunque dii questa maggiore responsabilità, si possono portare a casa circa 500 euro in più al mese. Non sono pochi”.

Un Consiglio comunale, quello di giovedì 28 maggio, che ha sancito la spaccatura all’interno della maggioranza che sostiene la Sindaca di San Severo, Lidya Colangelo. Qualcosa che si stava trascinando da tempo, in cui cadono anche le dimissioni, dell’ex assessore Pierluigi Marino, con la delicata delega ai Lavori pubblici, settore che contempla tante opere avviate, tra cui il parcheggio di piazza Cavallotti. Spaccatura che giovedì, ha visto anche la prova di sfiducia alla Sindaca, che non è andata a buon fine, visto che è mancata la firma della presidente del consiglio, Rosa Capisiena, rimasta in maggioranza. Il nodo gordiano da sciogliere resta questo, mentre il contendere è stato il punto tre all’Ordine del giorno, riguardante una variante urbanistica per l’apertura di un’attività di fast food. La maggioranza, come indicato dalla Consigliera di FdI e presidente della II Commissione, ne aveva chiesto il rinvio, per il completamento dell’iter in commissione con tutto ciò che ne deriva, per poi poterlo portare nel Consiglio comunale previsto per l’8 giugno.

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