“Io a mio zio lo devo vendicare a tutti i costi, a costo che devo morire io dopo di lui”. Così dal carcere di Saluzzo (in provincia di Cuneo) dov’era detenuto, Daniele Barbaro, foggiano di 32 anni, parlando al telefono con un amico e un familiare giurò vendetta all’indomani dell’omicidio dello zio Alessandro Scrocco.
Quest’ultimo è stato ucciso a 31 anni a Foggia la sera del 17 maggio 2022 mentre rientrava in carcere dove scontava in regime di semilibertà l’ultima parte della condanna a 15 anni per l’omicidio di Giuseppe Speranza, vicino di casa, assassinato il 2 gennaio 2010 al rione Candelaro per un banale litigio avvenuto la notte di Capodanno durante i festeggiamenti.
Gli sfoghi, i propositi di vendetta, le disposizioni impartite dal carcere raccontano la rabbia di Barbaro, baby mafioso della “Società foggiana” con un passato di ragazzo terribile alle spalle e un futuro almeno a breve termine ancora dietro le sbarre. Classe ’91, Barbaro finì nel carcere minorile a 17 anni il 4 settembre 2008 perché dormiva con una pistola poggiata sul comodino: condannato per mafia quale affiliato al clan Sinesi-Francavilla per fatti del 2007 quando di anni ne aveva soltanto 16.
Mentre era detenuto a Saluzzo, nel giugno 2022 avrebbe dato disposizioni alla fidanzata Vincenza Onorati di 30 anni e all’amica Concetta Delli Carri di 29 anni, compagna del defunto Alessandro Scrocco, di spostare un mitra custodito a casa della Delli Carri, ragion per cui il pm Rosa Pensa ha chiesto e ottenuto dal gip l’arresto dei tre foggiani per porto, detenzione illegale e ricettazione di una pistola-mitraglietta modello “Skorpion” calibro 7.65 e di 90 proiettili.
“Nel corso delle indagini è risultata esplicita la volontà dei familiari di Scrocco di vendicare il congiunto; in particolare Barbaro prometteva e garantiva il proprio intervento risolutore nel vendicare lo zio come emerge dalle intercettazioni”, ha scritto il pm Pensa nella richiesta di arresto.
“Senza offendere a qualche pisciaturo che gli hanno ucciso il fratello, gli hanno ucciso il cugino, gli hanno ucciso il padre e non se lo sono saputi difendere. Io a mio zio lo devo vendicare a tutti i costi, a costo che devo morire io dopo di lui. Però la pace a lui glielo davo dare io”. L’amico lo mette sul chi va là: “Però devi essere lucido sempre con la testa, ricordati sempre queste parole e non ti far mai fregare dalle parti di casa”. Barbaro: “A chi acchiappo acchiappo, al sangue mio nessuno devo dire a me: a quello no, se no toccano a quell’altro. Devono morire tutti quanti, non mi interessa un c…”
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