Che ci fosse qualcosa di diverso, anzi unico nel suo genere nella storia recente del Comune di Lucera, alcuni lo avevano capito dalla scorsa settimana, visto che non erano stati recapitati con il consueto anticipo i cedolini con l’indicazione delle somme degli stipendi del mese. E mercoledì 27 novembre, il numero sacro per i dipendenti pubblici, c’è stata la certezza che gli emolumenti per i 114 lavoratori dell’ente non sarebbero stati erogati nella stessa giornata. Quello è stato solo l’innesco ufficiale di una querelle che promette di avere strascichi per diverso tempo, perché in realtà già la sera prima la Rappresentanza Sindacale Unitaria dell’ente si era preparata all’impatto, redigendo un durissimo comunicato che al mattino successivo, già all’apertura degli uffici, è stato inviato non solo al Sindaco, al segretario generale, al dirigente, agli assessori competenti al Bilancio e al Personale, ma pure all’Organismo di Valutazione e perfino al Prefetto.
La presa di posizione si è rivelata direttamente una diffida e messa in mora formale, ai sensi e per gli effetti dell'art.1219 del Codice Civile, “ad adempiere al versamento degli stipendi spettanti e relativi al mese di novembre, entro e non oltre il termine di 3 giorni dal ricevimento della presente, fatti salvi i maggiori danni ed interessi. Vi significhiamo inoltre che – si legge nella missiva - qualora non ricevessimo positivo riscontro, agiremo come riterremo più opportuno per la tutela dei diritti ed interessi dei dipendenti del Comune di Lucera, con riserva di adire le competenti vie legali, per il rimborso delle spese, interessi di mora e risarcimento dei danni. Il mancato accredito dello stipendio, ascrivibile a vostra esclusiva colpa, è aggravato dal fatto che nessuna comunicazione o avviso giustificativo, sebbene ininfluente, provenisse da alcuno dei destinatari in indirizzo”.
In effetti tra i dipendenti serpeggia grande sdegno per non essere stati messi al corrente preventivamente di quanto (non) stava maturando negli stessi uffici nei quali lavorano, tanto più che non sono pochi quelli che hanno denunciato la concomitanza nella stessa data dell’obbligo di dover onorare ratei di mutuo. A ogni modo, si è trattato di una comunicazione che ha segnato subito e in maniera chiarissima una grande distanza tra le parti, visto che la reazione politica è stata altrettanto risentita, perché ritenuta un vero e proprio sgarbo su una situazione che poi sarebbe parzialmente rientrata nella stessa giornata, sebbene sia stato accertato definitivamente che gli emolumenti hanno cominciato ad affluire sui rispettivi conti correnti solo ieri, come conseguenza della disposizione dei mandati di pagamento effettuati a metà mattinata precedente.
Cosa è accaduto veramente? In realtà non si sa con certezza, e probabilmente mai lo si saprà, ma dal settore economico e finanziario di Palazzo Mozzagrugno, il dirigente Raffaele Cardillo ha parlato, a sua volta stizzato, di un “problema tecnico” nella correlazione tra ente e istituto bancario tesoriere che ha determinato quello che si è rivelato come un incidente registrato solo un’altra volta in questo secolo, ma con uno scenario completamente diverso e decisamente più grave. Era settembre 2014, a Corso Garibaldi le casse erano praticamente vuote a seguito di una situazione di bilancio disastrosa, ma in quella occasione l’allora Sindaco mise le mani avanti e convocò tutti nel Teatro Garibaldi per comunicare lo stato delle cose, arrivando a commuoversi davanti a funzionari di ogni livello. Antonio Tutolo si era insediato da poche settimane e già allora si parlava di dissesto finanziario che poi invece venne sancito solo cinque anni dopo, esattamente il 4 novembre 2019, con ripercussioni che ancora oggi non sono rientrate per il debito maturato fino alla fine di quell’anno. In quella occasione, comunque, si verificò un ritardo di 15 giorni nell’erogazione dei compensi, e fu un caso isolato che non si è più ripetuto, anche perché cominciò una lunga serie di richieste di anticipazioni di cassa alla banca stessa.
“Noi abbiamo denaro a sufficienza per fare questo e altro – ha riferito il Sindaco Giuseppe Pitta che non ha affatto gradito l’iniziativa della Rsu, specie per aver messo al corrente direttamente la prefettura – e non ci sono certo problemi a garantire quei circa 400 mila euro che servono per gli stipendi mensili. E’ accaduto un fatto spiacevole, certo, ma non credo sia la fine del mondo se una volta si possa slittare di uno o due giorni. Debbo ricordare che mai un’Amministrazione ha avuto così tanta attenzione per il settore del Personale, abbiamo un assessore esclusivamente dedicato (Alfonso Trivisonne, ndr) che ritengo sia il migliore degli ultimi decenni, abbiamo effettuato un numero di assunzioni record in ogni ambito della pianta organica e abbiamo dimostrato di essere attenti a qualunque situazione ci sia stata rappresentata. Non è questo il modo di rapportarsi, ma non escludo di chiedere direttamente spiegazioni ai firmatari (Sabrina Tagliaferri, Gianluca Montanaro, Michele Polito, Alberto Ferrara e Giancarlo Flaminio, ndr) di quella lettera”.
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