Comandante Polizia Locale e custode di scuola: attiva e disattiva antifurto, spegne e accende riscaldamento

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Alzi la mano chi ha mai pensato di poter vedere una comandante della Polizia Locale che, tutte le mattine, magari prima di iniziare il suo turno di lavoro presso il locale Comando, se ne va in giro per aprire cancelli e porte dell’edificio scolastico il cui alloggio di pertinenza è diventata casa sua. Eppure questo succede a Manfredonia, anche se non è documentato, perché tra gli oneri che competono a chi ha il compito di svolgere servizio di guardiania c’è anche “Garantire quotidianamente o secondo il calendario definito dall’amministrazione comunale e o dal dirigente scolastico cui è annesso l’alloggio, l’apertura e la chiusura di cancelli, finestre, porte ed accessi in genere, dell’immobile custodito, ivi compreso il caso di aperture degli accessi per lavori effettuati da ditte per conto del Comune”. Già, la custode dovrebbe anche interfacciarsi con i lavoratori di ditte esterne. In pratica, però, può non risultare semplice se, nel frattempo, si ha anche l’onere di guidare l’esiguo drappello della Polizia Locale di Manfredonia. Nell’edizione di ieri, l’Attacco ha portato all’attenzione il caso della vice commissaria Maria Tino che, a seguito di avviso pubblico, si è vista assegnare l’alloggio di servizio per la guardiania dell’area che fa riferimento alla scuola Madre Teresa Calcutta. Un alloggio di circa 85 metri quadrati i cui consumi dei vari fornitori - visto che non esistono contatori propri – viene calcolato in maniera forfettaria, in base ai parametri Istat. Per un nucleo di due persone, come nel caso della comandante Tino, è previsto che vengano corrisposti 74,14 euro al mese per l’energia elettrica; 77,83 euro per il gas; 17, 12 euro per l’acqua. La spesa mensile per questi servizi, quindi, ammonta a circa 169 euro. 

Non è stato possibile risalire alle ragioni che hanno visto l’esclusione dell’istanza che precedeva quella di Tino. Un’istanza che era parsa valida, dopo che la richiedente aveva anche sciolto precedenti dubbi della Commissione tecnica circa la scuola in cui stesse svolgendo il suo servizio. Così tanto valida che l’alloggio le era stato assegnato provvisoriamente. Invece il suo nome è stato successivamente depennato dalla graduatoria finale – parrebbe per una verifica successiva sull’autodichiarazione prodotta - e, dopo che altri due richiedenti che la precedevano erano stati estromessi, è stata ufficializzata l’assegnazione per otto anni all’attuale comandante della Polizia Locale.

Il godimento dell’alloggio è condizionato da una serie di doveri, perché la sua concessione è disposta “nell’esclusivo interesse dell’Amministrazione comunale ed al solo fine di consentire una migliore custodia dell’edificio a cui l’alloggio in questione è annesso”. Così è scritto chiaramente nell’articolo 1 del contratto – di cui l’Attacco ha preso visione - stipulato tra il Comune di Manfredonia e Maria Tino. Vice commissaria che - nel contratto firmato in calce dal dirigente dell’Urbanistica e Sviluppo sostenibile Lucio Barbaro - è indicata come “la custode”.

L’onere predetto di aprire cancelli e accessi vari della scuola non è il solo. Quando si avvicina la sera, la custode è tenuta a “provvedere all’ispezione dell’edificio affidato in custodia dopo l’orario di chiusura”. In che modo? Deve controllare “che le luci e gli interruttori siano stati spenti, che le finestre e le porte di tutti i locali siano state chiuse”, come anche “gli interruttori di macchine ad alimentazione elettrica nei singoli uffici – si legge all’articolo 6 -, qualora a queste incombenze non abbia provveduto il personale addetto. Nei casi accennati la custode, dovrà comunicare al dirigente scolastico e al dirigente del Comune le irregolarità rilevate”. E’ suo compito anche “attivare e disattivare l’impianto di allarme e provvedere ad accendere e spegnere il riscaldamento dell’edificio oggetto di custodia”.

Deve avere occhi e orecchi dappertutto, perché è anche espressamente tenuta ad “accertarsi del buon funzionamento degli impianti di riscaldamento, idraulico, fognario, ecc. e degli impianti in generale (antifurto, antincendio, ecc.) e comunicare tempestivamente ai competenti uffici comunali eventuali guasti, segnalare il deterioramento di parti interne ed esterne dell’immobile custodito od ogni anomalia di funzionamento”. Insieme alla segnalazione scritta, qualora si tratti di qualcosa di urgente, dovrà rivolgersi direttamente alle ditte addette alla manutenzione indicate dal relativo ufficio comunale.

Nel caso di una sua assenza oltre cinque ore per qualsiasi motivo, “la custode dovrà farsi sostituire nelle proprie mansioni da altra persona di famiglia, maggiorenne ed idonea”. E, come riportato ieri su queste colonne, Tino ha indicato i suoi genitori. Che, però, vivono a San Giovanni Rotondo. Non che sia vietato, piuttosto quanto può essere celere un loro intervento qualora ci fosse un’emergenza e la custode risulti assente dall’alloggio?

Nei casi di assenza improvvisa, la sua sostituzione temporanea spetta “al settore o istituto scolastico da cui dipende l’attività di custodia”. Comunque i genitori ritornerebbero di prezioso ausilio qualora Tino fosse in malattia o aspettativa, perché “la custode deve assicurare, laddove possibile, anche tramite i propri familiari, la vigilanza passiva dello stabile assegnato”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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