Nel profluvio di atti pubblici che sorreggono dal punto di vista amministrativo tutta la giostra di Lucera Capitale regionale della Cultura, bisogna fare molta attenzione non solo alla corposa erogazione di denaro pubblico a beneficio di svariati soggetti privati, ma anche ai nomi di questi che in qualche caso ricorrono stranamente solo con leggere differenze nelle ragioni sociali, comunque facilmente riconducibili alla stesso operatore. C’è sicuramente una situazione che lascia intendere come la comunicazione relativa all’ufficio stampa, prima territoriale e poi nazionale, sia caratterizzata da un marchio “Doc”. Tuttavia non è l’acronimo che tutti conoscono a proposito del vino, ma il nome di una rete di aziende di Verona, a configurazione cooperativistica, che compare nelle assegnazioni di ambedue i servizi. Anche questa storia va sempre inquadrata nel modus operandi varato dall’Amministrazione comunale in generale e dal Sindaco Giuseppe Pitta in particolare, il quale ha consegnato l’intera e totale conduzione delle attività al coordinatore Pasquale Gatta, autorizzato perfino a scegliere i partner tecnici da farsi affiancare, pressoché tutti con affidamenti diretti poi eseguiti materialmente dal segretario generale dell’ente, Gianluigi Caso, che mette per iscritto in ogni sua determina la prerogativa del front man dell’agenzia Scopro di Monte Sant’Angelo.
E allora, nel caso del previsto incarico dell’ufficio stampa “nazionale”, il collaboratore individuato è la Doc Servizi Soc. Coop., con sede legale in Via Pirandello, 31/B, a Verona. L’azienda ha inviato, evidentemente a fronte di una richiesta specifica che non ha raggiunto alcun altro concorrente, un’indicazione del valore di 30 mila con cui organizzare azioni entro il 31 dicembre prossimo, finalizzate a “rafforzare la visibilità del territorio di Lucera e dei Monti Dauni sui media nazionali, assieme all'organizzazione di due press tour, rivolti a giornalisti e professionisti della comunicazione”. La proposta è stata accettata, sebbene con una riduzione del compenso a 18 mila.
Una ragione sociale molto simile, in realtà, era già comparsa il mese scorso in un altro affidamento, stavolta però nell’unico “aperto” a tre concorrenti, e poi assegnato alla Smart Lab di Manfredonia che si sta occupando dell’ufficio stampa “locale”, ricorrendo alle prestazioni di quel Gianni di Bari che aveva già lavorato nella prima fase del progetto, fino all’audizione ministeriale delle dieci finaliste italiane per il titolo 2026 poi aggiudicato a L’Aquila.
In questo caso, gli altri due competitor erano l’agenzia Officineventi di Foggia (esperta in comunicazione e allestimento proprio di press tour) e la Doc Creativity Soc Coop, ubicata allo stesso indirizzo veronese, con diversa partita Iva ma facente parte della stesso gruppo di imprese che operano nel settore dello spettacolo e di tutto quello che ruota intorno, oltre a interventi su turismo, formazione, educazione e innovazione digitale. Entrambi non hanno presentato offerte economiche pur interpellate appositamente, e quindi il lavoro è stato assegnato al soggetto sipontino per 34.965 euro, dopo aver presentato un ribasso dello 0,1%.
E questo deve essere proprio il periodo legato alla veicolazione dell’immagine della città in ogni sua forma, perché nel computo dei fondi stanziati e poi già spesi in parte ci sono anche 5 mila euro (oltre ai costi di permanenza in loco) a disposizione dell’Associazione IgerItalia che ha inviato un gruppo di influencer a fine giugno e un altro arriverà a fine luglio.
Altri 3 mila, invece, sono stati destinati alla travel blogger barese Manuela Vitulli, ritenuta una delle più importanti italiane con 168 mila follower su Instagram, che si è autoproposta per realizzare un un contenuto su Instagram in feed assieme a storytelling nelle storie dello stesso social network, attività di mirroring su TikTok e un articolo sul suo sito.
In tema di vera e propria pubblicità, infine, altri circa 18 mila euro sono pronti per la Società Spazio Eventi sempre di Bari, incaricata di realizzare il piano integrato di comunicazione, posizionando immagini della città su otto tabelloni tra gli aeroporti di Bari e Foggia, e sugli impianti delle Ferrovie Appulo Lucane, incluso un ledwall nella stazione di Matera.
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