Magno non cambia idea, si resta con Amiu, Vaira: “La relazione sia resa pubblica”

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Non si torna indietro, nemmeno dopo la manifestazione di interesse del colosso lombardo Econord spa. I commissari straordinari in carica al Comune di Foggia hanno confermato ieri l’altro ad alcune associazioni cittadine, in un incontro in sala consiliare sul pessimo risultato del servizio di igiene urbana, che non c’è alcuna possibilità di passo indietro rispetto alla decisione di rinnovare per altri 9 anni il contratto con la partecipata Amiu Puglia spa. E dunque ben si spiega l’ottimismo palesato dal presidente della società in house Sabino Persichella, nell’indiscrezione raccolta giorni fa da l’Attacco.

Per evitare di dover indire una gara al Comune serve certificare la convenienza di restare con Amiu. Ebbene, stando a fonti interne agli uffici comunali, la relazione – molto striminzita, di una decina di pagine – già c’è ed è a firma della dirigente all’Ambiente Concetta Zuccarino. Tutto bene, dunque? Macchè, perché le polemiche continuano in città e sono tanti coloro che ritengono che la strada sia tutt’altro che obbligata e segnata per il Comune, tutt’altro.
“L’affidamento in house del servizio di raccolta rifiuti non è assolutamente la modalità standard secondo la legge, anzi è l’esatto contrario. La modalità che la legge indica quale assolutamente privilegiata è la gara europea”, spiega a l’Attacco il noto avvocato foggiano Michele Vaira, piddino.
“Basta vedere sul sito ANAC: gli affidamenti in house sono l’eccezione, non la regola. Senza una motivazione adeguata l’affidamento di appalti e concessioni in house è da considerarsi illegittimo. Tale modalità di affidamento deve sottostare a precise condizioni, che a mio parere in questo caso sono del tutto mancanti. O comunque non sono stati oggetto di una istruttoria approfondita. Anzi, direi che la decisione – politica – abbia preceduto qualsiasi dinamica valutativa”, analizza il professionista.
Questo vale anche per i commissari? “I commissari non sono al di sopra della legge, direi anzi che vale a maggior ragione per loro, che sono funzionari dello Stato”, continua Vaira.

“Non devono fare sintesi di interessi, come i politici democraticamente eletti, ma solo applicare la legge, nel modo più trasparente e preciso possibile. Non possono trascurare le linee guida dell’ANAC, soprattutto per appalti di così ingente importo. Oltre all’aspetto – di grave inopportunità – di adottare una decisione di preminente natura politica nel periodo finale del loro mandato, tra l’altro in camera caritatis. Oltre 200 milioni di euro dei cittadini foggiani che rischiano di essere destinati, in massima parte, alle esigenze dei cittadini baresi, così come è stato negli anni precedenti”.

Oggi su Amiu infuria la polemica per come il servizio è svolto a Foggia, tanto che alcuni ritengono che il Comune paghi 1.837.670,68 IVA compresa (come rateo mensile) per mantenere pulita la sola Bari. “Amiu è una società del tutto inadeguata, per quello che abbiamo visto e subìto soprattutto negli ultimi anni. Non c’è un management cittadino, il personale è assolutamente sottodimensionato - per ammissione della stessa dirigenza -, privo di controlli sull’effettivo svolgimento del lavoro. Così come manca del tutto qualsiasi controllo amministrativo della corrispondenza tra il denaro versato e il servizio reso”, stigmatizza l’avvocato foggiano. “Sono considerazioni banali, che qualunque persona che vive a Foggia da almeno cinque anni ha potuto constatare. Chi, come me, viaggia molto, in tutta Italia, e vede la differenza non solo con Bolzano, ma anche con Catanzaro, è del tutto esasperato e mortificato, avendo pagato puntualmente le consistenti tasse sui rifiuti, di fatto regalate ai cittadini baresi. La Corte dei conti dovrebbe occuparsi del fatto che il Comune paga ad Amiu oltre un milione per un servizio di fatto non svolto, visto che lo spazzamento non esiste e per ammissione della stessa impresa. Il servizio oggi è svolto male e per meno della metà dell’astratto valore. Mi auguro che qualcuno chieda conto di tutto ciò a chi oggi amministra il Comune”.
Vaira è il legale di importanti imprese nazionali operanti nel settore dei rifiuti. Le sue dure affermazioni dipendono da “interessi” professionali? “Nessuno dei miei clienti ha mai manifestato, né in passato, né attualmente, interesse all’appalto di cui parlo”, assicura Vaira. “Le mie sono considerazioni di un cittadino mortificato dalle condizioni antigieniche in cui versa la città, dal centro alle periferie. Tramite la mia rete di contatti, sto anzi sollecitando primarie aziende nazionali (con le quali non ho alcun rapporto professionale) a manifestare il proprio interesse per questo servizio. Ma, ripeto, la totale mancanza di trasparenza impedisce di svolgere valutazioni economiche tali da avanzare proposte”. I commissari secondo alcuni avrebbero dovuto fare ricerche di mercato.

“La preventiva ricerca di mercato, prima di rinnovare l’accordo con AMIU, non è un obbligo, ma è “fortemente raccomandato”. Ho visto e difeso pubblici amministratori per una virgola sbagliata o per qualche interpretazione discutibile in appalti di 3mila euro, mentre qui si decide tra quattro mura, e in mancanza di qualsiasi requisito di trasparenza, un appalto di oltre 200 milioni di euro. Presumo che tutto sia legale, ma ne contesto i modi, i tempi, la convenienza e l’opportunità”, dichiara l’avvocato.
“Non dico che la Procura dovrebbe intervenire - ripeto, sarà anche tutto legale - ma almeno il Prefetto dovrebbe prendere interessarsi alla questione e leggere le carte. Gli interessi dei foggiani sono oggi legittimamente rappresentati da tre soggetti che non vivranno in questa città nei prossimi 9 anni. Due di questi sono baresi: ritengo che apprezzino Amiu per quanto fa a Bari, ma evidentemente arrivano a Foggia in elicottero per non avvedersi dello sfacelo in cui ci troviamo”.
Il Pd ha chiesto un incontro con Amiu (i cui vertici Persichella e il dg Antonicelli sono stati convocati in commissione regionale nei giorni scorsi dal consigliere lucerino Antonio Tutolo). “Iniziativa lodevole, senz’altro. Ma prima ancora di parlare con il potenziale affidatario, è necessario andare a monte. Nessuno ha interlocuzione con la commissione, a parte la dirigenza di Amiu, a quanto pare. Trovo questo aspetto particolarmente sgradevole. Sembra quasi che sia l’Amiu a trattare, da una posizione di forza, con i commissari, dettando tempi e modi. Ma dovrebbero essere il contrario. I commissari parlano solo attraverso i propri atti. E allora, come prima cosa, è doveroso pubblicare la relazione di cui all’art. 34, comma 20, del decreto legge 179/2012, che deve spiegare, con dovizia di particolari e all’esito di una approfondita e reale istruttoria la congruità economica e convenienza dell’affidamento in house rispetto ad altri competitor presenti sul mercato. Immagino che questa relazione sia stata redatta dalla dirigente del servizio ambiente, l’ingegnera Zuccarino, esperta di urbanistica ma non certo di ambiente. Non so se le sia stato affiancato un esperto interno o esterno, come suggerito dall’ANAC per casi di particolare complessità valutativa o rilevanza economica, entrambe ricorrenti in questo caso. È grave che tale relazione non sia stata resa pubblica, in violazione delle chiare indicazioni dell’ANAC, che nelle linee guida su tali affidamenti definisce “opportuna la pubblicazione tempestiva” dell’atto”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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