Foggia vive un’assuefazione preoccupante al degrado che trova massima espressione nella crisi rifiuti. Una città sporca da far paura, costantemente in affanno, con poco personale addetto alla raccolta (250 operatori su Foggia, molti meno quelli destinati su strada), ma che contemporaneamente paga la tassa più alta possibile per lo smaltimento e per il servizio. La città in cui non si riesce a raggiungere una percentuale minimamente dignitosa di raccolta differenziata ed in cui si è stratificata la convinzione che non serva buttare nei cassonetti differenziati “tanto poi mettono tutto insieme”.
Un circolo vizioso nella più disarmante indifferenza ed apatia generale, come una sorte segnata e decisa dall’alto alla quale non ci si può opporre. Che la 51esima proroga ad Amiu venga pubblicata con 1 mese e mezzo di ritardo non fa neanche più scalpore. Per cambiare le cose non basta dunque comportarsi bene ed essere nel proprio piccolo dei bravi conferitori di rifiuti; serve far rispettare i propri obblighi a tutti, cittadini ed istituzioni. Ed è in questo senso che le realtà associative della società civile si stanno unendo e muovendo.
L’endemica crisi del ciclo dei rifiuti, l’eterna provvisorietà di Amiu e quell’imminente rinnovo del contratto del servizio di igiene pubblica per 9 anni, hanno dato lo scossone definitivo per una piena presa di coscienza collettiva. Le associazioni di cittadinanza attiva ed impegnate nel sociale hanno iniziato a sentirsi, a cercare di vederci chiaro, persino a programmare un possibile futuro politico insieme per venire a capo a questo ed ai tanti problemi della città, unendo coscienze ed energie per risollevare una città anestetizzata dal fallimento della politica e da un anno e mezzo di commissariamento straordinario.
Un patto del Terzo Settore. La Società Civile ed il Comitato per la Rinascita di Foggia dopo aver approfondito con esperti la questione “rifiuti” hanno deciso di mettere insieme le forze e passare ai fatti. Sono riusciti addirittura a farsi ricevere dai commissari per esporre le proprie rimostranze sul tema. Per entrare nella torre d’avorio comunale, sorda e distaccata, non basta la semplice PEC, è stata necessaria la minaccia di una grande manifestazione cittadina sotto il Comune se non fossero stati ricevuti, con persone travestite da buste dell’immondizia e risvolti mediatici giganteschi. Entrando nel merito delle richieste, si tratta di una serie di analisi e valutazioni stilate tramite legale rappresentante ed inviate alla commissione straordinaria, all’Amiu Puglia, all’Arera ed all’ANAC per la predisposizione degli standard qualitativi del servizio di raccolta, smaltimento dei rifiuti ed igiene urbana, mancanti dal 2013, anno di entrata in vigore del contratto provvisorio tra Comune ed Amiu. Nel documento delle associazioni si rammenta come i Commissari, che svolgono le funzioni di Sindaco, giunta e consiglio comunale, rappresentino a tutti gli effetti la massima autorità comunale in materia sanitaria e che l’inadempimento degli standard qualitativi minimi del servizio di igiene urbana e rifiuti determina un danno per la salute pubblica di cui farsi carico.
Secondo le associazioni cittadine “l’ipotesi del rinnovo del contratto di servizio con Amiu spa per altri 9 anni sembra del tutto imprudente ed affrettata, da un punto di vista giuridico ed amministrativo, perché, ad oggi, ancora manca la Carta dei Servizi dell’Amiu Puglia s.p.a”. Riguardo il paventato nuovo piano industriale: “Bisogna precisare che tutti gli obiettivi dei piani industriali precedenti non sono stati mai raggiunti nella città di Foggia, né in termini quantitativi, né in termini qualitativi. Dalla relazione di validazione dell’Ager Puglia si evince chiaramente che la valutazione in merito al rispetto degli obiettivi di raccolta differenziata raggiunti ha registrato un risultato non soddisfacente per il periodo 2022-2025, addirittura con un decremento della percentuale dello standard quantitativo (22% nell’anno 2022 e 21% negli anni 2023-24-25). Dalle tabelle attuali non sono previsti né miglioramenti dei livelli di qualità e né sono previste variazioni nell’attività gestionale. Il Comune di Foggia e l’Amiu spa appaiono a tutt’oggi inadempienti al Testo Unico per la regolazione della qualità del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Pertanto, l’eventuale approvazione di un piano industriale che ha quelle prospettive qualitative, non crediamo sia un esempio di buona amministrazione della cosa pubblica. Bisognerebbe inoltre prendere atto della sporcizia immonda che residua sui marciapiedi e nelle piazzole di raccolta, che testimonia inadempienza al contratto di servizio con rischi per la sanità pubblica, oltre che per l’ambiente ed il decoro cittadino”. Il tutto si ripercuoterebbe anche sulle tasche dei contribuenti (in queste associazioni ci sono diversi esponenti delle realtà consumeristiche), “con aggravi di costi che la cittadinanza è tenuta a sopportare in termini di biostabilizzazione ed incenerimento, ai quali aggiungere l’ecotassa regionale causata da una così colpevolmente povera raccolta differenziata”. A questo si potrebbe aggiungere anche la questione degli impianti comunali regalati ad Amiu, ma operanti a spese dei contribuenti. In conclusione: “Chiediamo che i commissari straordinari corrano ai ripari adesso, prima di stipulare un nuovo contratto di servizio con Amiu spa che vincolerebbe la cittadinanza per altri nove lunghi anni ad un destino privo di investimenti economici industriali aziendali necessari per garantire a Foggia una dignità quantitativa e qualitativa minima del servizio di igiene urbana e rifiuti. In alternativa si rende doveroso valutare le manifestazioni di interesse pervenute all’ente comunale ed aprirsi ad una regolare gara pubblica”.
I commissari dal canto loro si sono mostrati gentili e responsivi. La strada però pare essere già segnata e non ci saranno ripensamenti. Amiu è una società in house, il Comune di Foggia ci sta dentro con quote di capitale sociale al 21% ed andava appunto migliorato il servizio con un contratto definitivo, completo e con tutti gli standard. Alle associazioni è stato apertamente detto che queste proteste andavano fatte “contro la politica che ha permesso 50 proroghe senza mai attivarsi in tal senso”. La solita scusa dell’eredità drammatica. Di mezzo ci sono lavoratori, accordi, percorsi tracciati, etc. Insomma si è capito. Ora dovranno dimostrare con le carte il perché non fare una gara pubblica aperta, mentre Amiu dovrà dimostrare un cambio di marcia considerevole per non essere tacciata, come succede ora, di fare cassa a Foggia e servizi a Bari, comprendo le perdite di quest’ultima con le inefficienze e le tasse della seconda. Ad occhio sarà difficile invertire la rotta nel breve periodo.
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