43 anni fa, quando nello stabilimento Anic scoppiò la colonna di lavaggio dell'impianto di sintesi dell'ammoniaca. Fu l'incidente più grave della storia del petrolchimico Anic/Enichem, che ha segnato per sempre Manfredonia e Monte Sant'Angelo con danni tuttora evidenti sulla salute della popolazione e sull'ambiente. "L'evento interessò i lavoratori turnisti normalmente in servizio in quel giorno festivo", ricorda il sipontino Claudio Castriotta. "In città il clima era sereno, non tutti avvertirono quel terribile scoppio tra il caldo settembrino che scaldava la città , con un respiro ancora piacevole prima dell'accaduto. La gente era tutta riversata in strada per la passeggiata sul corso principale, altri spensierati uscivano dalle chiese appena terminate le funzioni religiose come tutte le domeniche: nessuno avrebbe mai immaginato cosa stesse in realtà avvenendo in quel petrolchimico a pochi chilometri dal centro abitato.
Il paese navigava in un benessere di vita apparentemente tranquilla, tutto fino alla mattina del 26, quando improvvisamente un fortissimo boato cupo e pauroso paralizzò la città .
Racconta un ex lavoratore: "La cupola della colonna dell'arsenico attraversò tutto lo stabilimento, alcuni minuti dopo tutti mirarono nel cielo una nuvola dai colori indefiniti allargarsi sul paese, addirittura oscurando le abitazioni del vicinato. Ma la cosa più terribile fu quando iniziò a cadere dal cielo una sorta di fanghiglia giallastra, simile ad una sottile polvere che conteneva dosi di anidride arseniosa".
Qualche giorno dopo, un assessore alla Sanità rispondendo ad un'intervista della Gazzetta disse: "Ci possiamo liberare da questo arsenico con l'acqua, innaffiando tutta la zona, semmai a pensarci ci vorrebbe un bell'alluvione come quella di quattro anni fa che lavi, che irrori la quantità dell'arsenico tanto da portarlo via".
Il 2 ottobre iniziò la bonifica con irrorazione tra l'altro dei terreni, ma servì a ben poco. Neanche un anno dopo a tanti lavoratori gli furono diagnosticato problemi della funzionalità epatica. In quei giorni risentii quella frase: noi siamo ancora esseri umani, abbiamo un cuore che soffre dopo il baratto con affaristi e preti del centro abitato", conclude Castriotta. Negli ultimi anni il report epidemiologico voluto da Comune di Manfredonia, CNR e ASL FG ha portato alla luce i danni alla salute dei residenti.
Ma a che punto è la bonifica del SIN, il Sito di Interesse Nazionale di Manfredonia, situato a Macchia, frazione di Monte Sant'Angelo?
I lavori sono lontanissimi dall'ultimazione.
Sono numerosissime, peraltro, le aree contaminate italiane in cui la bonifica è in alto mare. L'Ispra ne ha contate 12.482. Siti potenzialmente contaminati, distribuiti su tutto il Paese, con un record di 3.733 casi in Lombardia.
Mentre i siti in cui l'inquinamento è stato considerato talmente grave da comportare un elevato rischio sanitario, e per questo definiti "di Interesse Nazionale" (SIN), sono 58. L'interesse, a partire dal 1998, era quello di bonificarli. Oggi per la maggior parte resta ancora da capire la portata della contaminazione. Si tratta di aree industriali dismesse, in attività , aree che sono state oggetto in passato di incidenti con rilascio di inquinanti chimici, e aree in cui sono stati ammassati o interrati rifiuti pericolosi. L'Istituto Superiore di Sanità da anni monitora i rischi per la salute dei circa 6 milioni di abitanti che vivono nelle aree dei 45 (su 58) siti più contaminati d'Italia. Per chi ha meno di 25 anni, è stato registrato un aumento di tumori maligni del 9% rispetto a chi vive in zone non a rischio. C'è un eccesso di malattie respiratorie per i bambini e i ragazzi; il rischio mortalità è più alto del 4-5% rispetto alla popolazione generale, con prospettiva di peggioramento. Secondo il report del Ministero dell'ambiente sullo stato delle procedure per la bonifica nei SIN italiani, a giugno 2018 nel SIN di Manfredonia (in realtà in agro di Monte Sant'Angelo), esteso 216 ettari, a fronte del 100% di aree a terra caratterizzate rispetto alla superficie del SIN, c'è appena il 31% di aree a terra con progetto messa in sicurezza/bonifica presentato rispetto alla superficie del SIN, il 19% di aree con progetto di messa in sicurezza/bonifica approvato con decreto e uno sconfortante 18% di aree con procedimento concluso. Quanto alla bonifica della falda, la percentuale è del 78% per le aree con progetto presentato), del 78% per quelle con progetto approvato, zero per le aree con procedimento concluso. Nessun cambiamento rispetto al report di maggio 2107, tranne che per il 31% laddove si era al 19% un anno prima per le aree con progetto approvato. Il Comune di Manfredonia sta agendo con una più forte sorveglianza sullo stato di avanzamento della bonifica di Syndial, come intende fare anche la Casa della Salute e dell'Ambiente istituita dal consiglio comunale e nata grazie al Coordinamento cittadino Ambiente e Salute. (foto Matteo Nuzziello)
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