Il via ai lavori nell’Oasi Lago Salso a febbraio senza attendere il parere di incidenza ambientale della Provincia di Foggia, arrivato soltanto il 20 aprile scorso, nel giorno in cui l’Attacco ha reso noto il caso. Sta suscitando sbigottimento e interrogativi, all’interno come all’esterno degli uffici del Parco nazionale del Gargano, la nuova vicenda che sta interessando l’immensa zona umida di Manfredonia, una delle principali del Sud Italia. In varie circostanze, negli ultimi anni, gli ambientalisti hanno segnalato come la condotta del Png sia apparsa molto lontana da quella richiesta per un ente che tutela aree protette. Due casi hanno coinvolto l’Oasi.
Nel 2021 l’ente Parco si rese responsabile dell’illegittima trasformazione di aree vincolate in aree coltivate - fatto sempre smentito dal presidente del Parco Pasquale Pazienza e dal commissario liquidatore della partecipata Oasi Lago Salso spa, l’amico Gianfranco Ursitti, ma costato la condanna al ripristino dello stato dei luoghi da UE, Ministero e Regione – un fatto che spinse il Comune di Manfredonia a revocare la concessione in favore dell’ente Parco. Adesso, invece, l’Attacco ha scoperto come i lavori del progetto di “funzionalizzazione a fini naturalistici delle aree nell'Oasi Lago Salso”, approvato il 15 dicembre 2022 con nomina del funzionario PNG Urbano quale direttore dei lavori, siano iniziati prima che venisse reso il parere di competenza della Provincia. Addirittura, a febbraio scorso c’è stata la concessione alla spa in liquidazione di un anticipo sul finanziamento.
Nella determina del PNG del 14 febbraio si spiega che “è stato condiviso con il Comune di Manfredonia, il Servizio Ecologia della Regione Puglia e il Servizio ambiente dell’Amministrazione Provinciale di Foggia, la realizzazione di un progetto di valorizzazione naturalistica dell’area che prevede la reintroduzione del pascolamento turnato delle superfici a pascolo derivanti dalla conversione degli ex seminativi, la realizzazione di colture a perdere sui terreni dell’Oasi destinati ancora a seminativi, la realizzazione di un’area, ricompresa nei terreni a pascolo, da inibire al pascolamento e destinare all’evoluzione naturale, la realizzazione annualmente di attività di monitoraggio volte a valutare lo stato di conservazione e l’evoluzione degli habitat interessati”. Un progetto complessivo da 229.681,04 euro, per il quale “la società Oasi Lago Salso spa in liquidazione è stata individuata quale soggetto attuatore degli interventi”. Il 29 dicembre scorso fu disposta dal PNG la concessione alla spa in liquidazione del finanziamento di 174.836,24 euro, relativo alla esecuzione degli interventi del I lotto, “anche in considerazione dell’urgenza che l’intervento richiedeva”.
A gennaio scorso fu sottoscritto tra le parti il contratto di concessione del finanziamento relativo ai lavori del I lotto, prevedendo “espressamente l’erogazione del 30% del finanziamento, pari a complessivi 52.450,80 euro, in anticipazione, in seguito alla ricezione della dichiarazione di avvio delle attività, firmata digitalmente dal legale rappresentante del soggetto beneficiario del finanziamento”. Il 3 febbraio scorso Ursitti ha comunicato l’avvio delle attività e ha chiesto, contestualmente, l’erogazione dell’anticipazione del 30% del finanziamento.
Ma i beninformati hanno sollevato alcune perplessità. “Come è possibile che una società in liquidazione, anziché occuparsi delle attività che le competono, incassa soldi e svolge lavori? A quanto pare, peraltro, la procedura VINCA attivata presso la Provincia per la necessaria autorizzazione ambientale non è ancora completata. E’ normale che si sia dato, ciononostante, il via alle attività? Chi poteva prevedere già da febbraio un esito favorevole della valutazione? Senza contare le prescrizioni che sarebbero potute arrivare. Senza pareri ed autorizzazioni varie la stazione appaltante non può approvare un progetto e tantomeno affidarne l'esecuzione”.
Il parere è stato reso dal dirigente della Provincia Giuseppe Cela e porta la data del 20 aprile, dunque due mesi e mezzo dopo l’inizio dei lavori comunicato da Ursitti. Nell’atto di Cela si esprime “parere favorevole di incidenza ambientale” e si vincola “al rispetto della prescrizione dettata dall’ente Parco”. “Dalle risultanze, dell'istruttoria tecnico-amministrativa finalizzata al rilascio del parere sulla valutazione di incidenza ambientale, effettuate dall’Ufficio competente della Provincia di Foggia e da quelle dell’ente Parco, le tipologie d’intervento proposte sono tali da non determinare incidenze negative e/o dirette sui Siti Natura2000 né degrado di habitat e/o di specie di interesse comunitario”, aggiunge Cela precisando che “la realizzazione delle attività in progetto non produce interferenze significative sui comparti ambientali considerati”. La prima attività prevede di favorire la rinaturalizzazione dei terreni a pascolo introducendo il pascolamento di bestiame domestico bovino. L’allevamento estensivo di tipo brado necessita di recinzioni fisse che delimitano l’intera area di pascolamento. La seconda attività prevede la realizzazione di coltivazioni a perdere per le esigenze trofiche della fauna al fine di migliorare le condizioni di vita della stessa e garantirne la sopravvivenza. La terza attività ha lo scopo di condurre ad una ulteriore diversificazione ambientale delle aree per consentire il potenziale insediamento di ulteriori specie mediante la creazione di nuove nicchie-habitat a scopi trofici e riproduttivi attualmente non presenti nelle aree adibite a pascolo.
Il parere favorevole del Parco era stato dato a novembre con una prescrizione: il blocco del cantiere durante i cicli riproduttivi della fauna (1° marzo-15 luglio).
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