Parco Gargano, dopo 6 anni ambientalisti rimettono piede nell'ente: nessuna traccia del ricorso di Emiliano

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Questo pomeriggio, dopo ben sei anni, le associazioni ambientaliste accreditate presso il Ministero e con referenti sul territorio torneranno a varcare le porte dell’ente Parco nazionale del Gargano a Monte Sant’Angelo. Ci sono voluti la fine dell’era Pazienza (in guerra totale con le associazioni) e l’insediamento del commissario straordinario Raffaele di Mauro perché gli ambientalisti – uno degli attori principali all’interno delle comunità dell’area protetta – avessero nuovamente la possibilità di dialogare col vertice dell’ente di via Sant’Antonio Abate. Di Mauro, in carica da luglio scorso, sta incontrando tutti mostrando enorme disponibilità all’ascolto e sincera apertura. Assai proficuo è stato l’inizio della interlocuzione coi sindaci garganici, coi quali c’è oggi un “confronto costante” a detta di chi lavora al fianco del commissario e anche le associazioni si presenteranno all’appuntamento odierno animate dai migliori auspici, già espressi nelle scorse settimane in via informale al quarantenne avvocato foggiano (ma di origini montanare per parte paterna). Oggi di Mauro appare molto soddisfatto rispetto ai rapporti che l’ente sta recuperando. La serenità che lo accompagna è legata anche alla strada in discesa per la nomina a presidente, che pareva destinata ad arrivare non prima di gennaio 2026 ma che ora, invece, stando ai beninformati, è considerata probabile entro un mese o al massimo due, favorendo un lavoro di programmazione necessario e non più rimandabile.

L’intento del forzista – ex coordinatore provinciale del partito, candidato sindaco a Foggia nel 2023 e oggi consigliere comunale di minoranza, pronto a dimettersi diventato presidente del PNG - è quello di chiedere subito al ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, una volta incassata la nomina, che si proceda all’insediamento del consiglio direttivo, in modo tale da permettere finalmente all’ente di recuperare dopo tanti anni la pienezza dei propri organi. Poi mancherebbe solo l’iter di nomina del direttore effettivo, postazione oggi coperta come facente funzioni dal montanaro Vincenzo Totaro.

Che di Mauro non sia in dubbio  e che sarà il sesto presidente della trentennale storia dell’ente Parco nazionale del Gargano (dopo Petrilli, Fusilli, Gatta, Pecorella e Pazienza) lo conferma la terna dei candidati che lo scorso 6 agosto il ministro ha inviato al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, facendo ufficialmente partire l’iter per la nomina del nuovo presidente. Tre nomi tutti espressione di Forza Italia: oltre a di Mauro, infatti, ci sono la sannicandrese Tiziana Casavecchia, ex vicesindaca di Vico del Gargano durante l’amministrazione Sementino, e Vincenzo D’Errico, imprenditore turistico di Rodi Garganico con trascorsi nel M5S e infine approdato in FI al seguito dell’amico deputato Giorgio Lovecchio. La Regione Puglia ha 30 giorni di tempo, dunque fino al prossimo 6 settembre, per esprimersi su uno dei nomi.

In caso di mancata intesa, sarà lo stesso ministro – sentite le commissioni parlamentari competenti – a procedere direttamente alla nomina, scegliendo tra i tre candidati proposti. Che farà Emiliano? E’ l’interrogativo che alcuni si stanno ponendo in questi giorni, dopo che è venuta meno la tradizionale spartizione politica dei due enti Parco pugliesi: uno al centrodestra, uno al centrosinistra. Com’è noto, il governo Meloni ha posizionato propri uomini al vertice sia del Parco nazionale dell’Alta Murgia che di quello del Gargano scegliendo come commissari straordinari l’ex coordinatore FdI ad Altamura Nicola Loizzo nel primo caso e di Mauro nel secondo caso.

Dopo la nomina di di Mauro, grazie all’accordo tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, sembrava si andasse verso la riconferma del legambientino Francesco Tarantini per l’Alta Murgia, sia per gli ottimi risultati ottenuti sia per la solita alternanza tra i due enti. Peraltro, cosa mai vista, persino i sindaci meloniani si erano uniti all’appello a Roma – e al ministro Pichetto Fratin – di evitare lo spoil system e affidare a Tarantini un secondo mandato in nome della meritocrazia. E invece FdI ha messo totalmente le mani sull’ente con una singolare operazione: Loizzo è legato al sottosegretario e coordinatore regionale del partito Marcello Gemmato, mentre i sindaci che volevano il Tarantini bis sono vicini all’europarlamentare fittiano Francesco Ventola. Insomma, la solita distinzione interna a FdI Puglia che tiene banco da anni.

Il blitz ha mandato su tutte le furie Emiliano, che ha dichiarato di aver dato mandato all’Avvocatura per agire contro il Ministero per le due nomine commissariali. E non si tratta solo di commissari: in ambedue i casi è solo il preludio delle nomine presidenziali. Ebbene, stando ai beninformati dell’annunciato ricorso di Emiliano non c’è ancora traccia: non è stato notificato né al Ministero né al Parco del Gargano.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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