Sono tornati gli incendi dolosi ai danni dell’Oasi Lago Salso, l’immensa zona umida di Manfredonia, tra le più importanti del Sud Italia col suo eccezionale patrimonio ambientale e faunistico, chiusa e non fruibile da anni. Una storia che grida vendetta quella dell’Oasi Lago Salso, che tra i molteplici interrogativi solleva anche quelli sullo scandalo dell’infinito iter di scioglimento e liquidazione della Oasi Lago Salso spa, deciso sul finire del 2019 nei confronti della partecipata dell’ente Parco nazionale del Gargano dall’allora Pasquale Pazienza, ai danni del socio di minoranza CSN onlus che si oppose invano. E’ merito dei sipontini Innocenza Starace e Alfredo De Luca di Europa Verde-Verdi di Manfredonia se ora si riaccendono i riflettori sulle opacità dietro la spa, tra compensi, incendi e responsabilità. “È giunta l'ora della verità?”, si domandano l’avvocata Starace (ex assessora comunale all’ambiente e coportavoce provinciale del partito) e il consigliere comunale De Luca. “Dopo due incendi devastanti e una situazione ambientale sempre più critica, è legittimo chiedere chiarezza sull'operato del commissario liquidatore della Oasi Lago Salso spa, che gestisce l'area umida da 7 anni. A fronte di un compenso che risulterebbe significativo, quali attività concrete sono state svolte per prevenire i roghi, vigilare sull'area e contrastare eventuali prelievi irregolari dell'acqua? Qual è, ad oggi, l'importo complessivo del compenso riconosciuto? Per quale attività è stato corrisposto? Non è un attacco personale: è una richiesta di trasparenza”, puntualizzano i Verdi del Golfo. “Se esistono atti, relazioni e risultati chiediamo che vengano resi pubblici. E se ci sono stati carenze o ritardi andranno chiariti nelle sedi opportune. L'area umida del Lago Salso ha bisogno di tutela reale, controlli efficaci e responsabilità chiare. Per questo proponiamo un sopralluogo presso l'Oasi, aperto anche alle associazioni ambientaliste, con la presenza delle istituzioni, per capire lo stato della situazione, le criticità e le emergenze a cui dare velocemente risposte”, è la conclusione di Europa Verde. 

In Puglia si disperde il 40,7% dell’acqua potabile immessa nella rete idrica, pari a 106 litri per abitante al giorno, con reti che continuano a mostrare criticità, mentre la crisi climatica rende la risorsa idrica sempre più strategica per cittadini, imprese e agricoltura, con campi e produzioni a rischio per la siccità. A denunciarlo è Coldiretti Puglia, sulla base dell’analisi del report della CGIA di Mestre elaborato sui dati Istat, da cui emerge uno scenario di spreco della ‘risorsa acqua’ che conferma la necessità di passare dalla gestione dell’emergenza alla programmazione, con un grande piano infrastrutturale per ridurre gli sprechi e mettere in sicurezza la disponibilità idrica regionale. Le perdite sono legate secondo la CGIA di Mestre principalmente alla vetustà delle condotte, alle rotture delle tubazioni, agli errori di misurazione dei contatori e agli allacci abusivi. Una criticità che assume un peso ancora maggiore in una regione come la Puglia, dove l’acqua - insiste Coldiretti Puglia - rappresenta il primo fattore produttivo per l’agricoltura e dove gli effetti dei cambiamenti climatici stanno accentuando l’alternanza tra periodi di siccità e precipitazioni intense.

Il WWF Foggia accoglie con grande entusiasmo e profonda soddisfazione la firma dell'intesa per accelerare le demolizioni dei manufatti abusivi con condanna definitiva sul Gargano. Questa notizia rappresenta una vera e propria boccata d'ossigeno per il nostro territorio e un segnale inequivocabile: il ripristino della legalità e la tutela del paesaggio non sono più rinviabili. Tuttavia, proprio alla luce di questo storico passo avanti, il WWF Foggia intende rilanciare la propria battaglia storica e rivolge un appello pubblico e accorato al Procuratore della Repubblica di Foggia: “Signor Procuratore, Le chiediamo di prendere a cuore la drammatica situazione di Baia Zaiana a Peschici”. Da oltre un decennio, questa baia - uno degli angoli più belli e incontaminati del Parco Nazionale del Gargano - è ostaggio di una speculazione edilizia aggressiva e di una tolleranza amministrativa inaccettabile, ripetutamente e instancabilmente denunciate dalla nostra associazione con innumerevoli esposti e segnalazioni.

Nel settore degli impianti di climatizzazione vengono segnalate a Foggia e in Capitanata situazioni anomale che hanno poco a che fare con le normali dinamiche del mercato e potrebbero invece dipendere da concorrenza sleale, pubblicità ingannevole e vere proprie truffe ai danni dello Stato. Su questo rischio interviene il presidente del sindacato di categoria della Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane (Claai) Pasquale Vitale: "Esula dalle nostre intenzioni e dalle nostre possibilità svolgere indagini" dice Vitale "ma registriamo offerte e prezzi di vendita e installazione che sembrano anomale rispetto alle condizioni di mercato, e potrebbero essere collegate a procedure poco trasparenti di accesso allo sconto termico offerto dal Garante per la Sicurezza Energetica". Per favorire la transizione a impianti di condizionamento meno impattanti sull’ambiente, il GSE riconosce infatti all’utente finale che sostituisca il proprio condizionatore con impianti più evoluti un incentivo economico, che spesso viene corrisposto, tramite una normale cessione del credito, all’azienda installatrice, che ne trasforma l’ammontare in uno sconto per l’utente.

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