Non solo Monte Sant’Angelo, anche a Torremaggiore a poche ore di distanza dai fatti segnali nella città di San Michele, un uomo investito da un veicolo ha aspettato 45 minuti che arrivasse l’ambulanza del 118, partita da Serracapriola. L’affanno del servizio dell’emergenza urgenza non è una novità, tanto da indurre la Regione Puglia a programmare una riorganizzazione delle attività. Mancano i medici e nei periodi nevralgici, come le feste natalizie o le vacanze estive, il problema diventa ancora più evidente. Come raccontato su queste colonne nelle scorse settimane, la Regione aveva ipotizzato di chiudere alcune postazioni medicalizzate fisse, anche in Capitanata. Con una sorta di negoziato, la Asl Foggia sarebbe riuscita a mantenere i medici nelle ostazioni, sacrificandone però la presenza in alcune ambulanze.
Insomma, la coperta è sempre troppo corta e nei prossimi giorni si preannunciano ulteriori disagi. Trapela infatti che la postazione di San Nicandro la sera di Capodanno potrebbe non avere il medico, né in guardia medica, né nel servizio 118. 118 sguarnito di personale medico a San Silvestro anche a San Marco, Cagnano, Rodi e altre postazioni.
Anche gli infermieri sono al lumicino, ad aggravare la situazione ci si è messo anche il Covid che è tornato prepotentemente all’attacco soprattutto dopo le aggregazioni sociali delle feste durante le quali i contagi si sono moltiplicati. Con gli infermieri in malattia e senza sostituti, i pochi operatori che restano sono preoccupati per il carico di lavoro che li aspetta in un periodo dell’anno particolarmente sensibile.
“Eppure – spiegano alcuni addetti ai lavori -, se alla Regione volessero davvero trovare personale medico basterebbe cambiare il contratto a convenzione del 118 che al momento non contempla tredicesima mensilità, malattia, Tfr e tanto altro. Ci chiedono di lavorare a Natale, Capodanno, Pasqua e ad agosto, che almeno ci riconoscano una gratificazione economica, invece di pretendere sacrifici disumani”.
Intanto la direzione generale dell’Azienda sanitaria ha chiarito alcuni punti sul caso di Monte dove l’altra notte un paziente avrebbe atteso per 20 minuti l’arrivo del mezzo di soccorso peraltro sprovvisto di medico e infermiere a bordo.
“A Monte Sant’Angelo la rete dell’emergenza urgenza è costituita da una postazione fissa medicalizzata (ex Ppit) in cui il medico è presente H24 per 365 giorni l’anno e una postazione 118 medicalizzata. A causa della carenza cronica di medici del 118, sporadicamente alcuni turni possono risultare non coperti, come nel caso della scorsa notte. Un fenomeno, comunque, limitato: basti pensare che, in tutto il mese di dicembre, la copertura dei turni da parte dei medici è stata del 94%, mentre sono rimasti scoperti 3 turni degli infermieri, per la concomitante malattia di due operatori. La presenza del medico è garantita, in ogni caso, dalla postazione fissa medicalizzata e dalla continuità assistenziale”.
Su quanto accaduto la notte scorsa, a seguito della chiamata al 118, sono giunti sul posto i soccorritori, i quali, evidenzia la Asl Foggia, in costante contatto con la centrale operativa, hanno proceduto alla rilevazione dei parametri vitali del paziente, da tempo in cura presso Casa Sollievo della Sofferenza.
“Il medico della centrale, escluso il codice rosso, ha proposto ai familiari l’invio sul posto del collega di continuità assistenziale o il trasferimento alla postazione medicalizzata fissa. Viste però le condizioni stabili dell’uomo, la stessa famiglia ne ha richiesto il trasferimento all’Irccs di San Giovanni Rotondo. Il paziente, quindi, su volontà dei familiari e d’intesa con la centrale operativa, è stato trasferito in sicurezza a Casa Sollievo dove è stato preso in carico dai sanitari dell’ospedale”, hanno rassicurato dalla direzione generale.
Un chiarimento che non ha convinto Giandiego Gatta, parlamentare manfredoniano di Forza Italia che aveva segnalato i ritardi e i disservizi del soccorso a Monte e che da tempo punta i riflettori sulle criticità della sanità pugliese.
“E’ arrivato il momento dei fatti – il commento dell’azzurro a l’Attacco -, adesso vogliamo dei riscontri seri. Siamo tutti stanchi delle promesse; mi rendo conto che ci siano delle difficoltà oggettive, in primis la mancanza di medici e di personale infermieristico però è arrivato il momento in cui occorre davvero razionalizzare nel migliore dei modi i servizi. Non è pensabile che una persona arrivi a Casa Sollievo con un tale ritardo perché l'autista del mezzo non vive a Monte ma a San Marco in Lamis e da lì raggiungere la postazione quando viene chiamato (questo mi riferiscono). E poi capitano le disgrazie, si può morire, soprattutto per le patologie tempo dipendenti, chissà quante vite avremmo potuto salvare se i servizi sanitari, se l'offerta sanitaria fossero stati più celeri, più qualificati, più immediati e più rispondenti ai bisogni urgenti di chi, ahimè, aveva necessità di un soccorso assolutamente tempestivo”.
Fatti reclamati soprattutto da parte della giunta regionale: “Non può più giocare a scaricabarile, che si assumano le loro responsabilità. La sanità naviga a vista, non si vedono risposte, come avremmo desiderato, efficienti ed efficaci. I problemi si incancreniscono e si aggravano ogni giorno di più e noi siamo stanchi di aspettare che queste promesse divengano realtà. Sono passati tanti, troppi anni, il centrosinistra governa dal 2005 e per la sanità non ci sono mai state delle risposte ai bisogni della gente: le riconversioni non ci sono mai state, perlomeno non nei termini in cui erano state annunciate, gli ospedali, soprattutto quelli di primo livello, sono in una fase di progressivo e graduale smantellamento. Su questi temi questo io sono intervenuto più volte e continuerò ad intervenire, è arrivato il momento in cui adesso si diano delle risposte certe”.
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