“In questi giorni abbiamo appreso che la Regione Puglia ha avuto un ottimo riconoscimento, dal Ministero della Salute, per le buone pratiche rivenienti dal progetto "Hospitality" – osserva Santo Mangia, a nome dell’esecutivo dell’USB Foggia - che ha, secondo loro, migliorato la qualità del servizio CUP con grandi benefici per i Cittadini pugliesi”.
“Il progetto, stando a quanto ci venne prospettato dall'allora Direttore Generale della ASL FG dott. Piazzolla, avrebbe rivoluzionato completamente il primo approccio che il Cittadino avrebbe trovato presso gli sportelli del CUP. Infatti l'idea iniziale era quella di velocizzare ogni tipo di approccio e il Cittadino non avrebbe più fatto file diverse, nella stessa giornata, nel caso in cui avesse avuto bisogno di più operazioni. In pratica con un'unica fila e da un unico sportello, il Cittadino poteva richiede dal cambio del medico alla prenotazione specialistica, dal pagamento del ticket alla richiesta di cartelle cliniche”.
“Già allora – ricorda - facemmo notare che un impegno (buono) del genere avrebbe avuto bisogno di ulteriore personale e ci fu confermato che l'aumento del personale addetto era già stato preventivato”.
“La realtà, oggi, e quella di vedere, spesso, sportelli del CUP chiusi perché c'è carenza di personale e gli operatori rimasti fanno il possibile per diminuire il disagio per i Cittadini che continuano a fare file diverse per problemi diversi (cosa che avrebbe dovuta essere eliminata con una vera partenza del progetto Hospitality)”.
“È bene ricordare – continua Santo Mangia - che decine di lavoratori/trici, furono impegnati nel periodo pandemico per sveltire le tante operazioni dovute al Covid (soprattutto per l'immissione di dati per le vaccinazioni e non solo), lavoratori/trici che avrebbero potuto/dovuto essere assunte per far partire, in modo serio e continuativo, il progetto Hospitality”.
“In modo assurdo e colpevole, invece, hanno voluto rimandare a casa personale già formato e che non ha avuto paura ad affrontare un periodo storico maledetto con la speranza che sarebbero stati ripagati, appunto, con la partenza di un progetto che avrebbe rivoluzionato non solo il sistema sanitario ma, anche, le loro vite fatte di precarietà e di dignità schiacciata per loro e le loro famiglie”.
“Quindi caro Presidente termina -, c'è poco da dichiarare la propria soddisfazione per il premio ministeriale se non si mette, veramente, in pratica quanto di buono porta il progetto Hospitality e questo può avvenire solo tornando a far lavorare quei lavoratori (ribadiamo, già formati) che inopportunamente sono stati scaricati dopo il periodo pandemico. Confidiamo, però, che si torni al buon senso e che il progetto Hospitality parta davvero e con tutti i lavoratori necessari a che lo stesso sia realmente fruibile per i Cittadini pugliesi”.
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