Casa Sollievo, Gumirato rassicura: “Tagli ai posti letto ma più prestazioni ed efficienza in ospedale”

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Quale sarà il futuro di Casa Sollievo, quali le conseguenze dell’annunciato piano industriale sulle prestazioni dell’ospedale di padre Pio e quindi sulla sanità del territorio? Sono questi alcuni dei quesiti che ieri sono stati posti in III commissione in Regione dai consiglieri Napoleone Cera e Giannicola de Leonardis al dg dell’Ircss Gino Gumirato e al presidente della fondazione nonché vescovo di Manfredonia, Franco Moscone.

Al centro delle preoccupazioni dei politici l’annunciato taglio dei posti letto e il graduale ridimensionamento del personale, da sempre in esubero in ospedale, che nei prossimi anni andrà in pensione e che verrà sostituito con nuove assunzioni ma in misura ridotta rispetto all’attuale pianta organica.

“Emerge un quadro della situazione poco chiaro – ha detto in premessa Cera - che non fa altro che alimentare una forte agitazione, non solo nel personale dipendente e nelle ditte che ci lavorano ma nell'intera comunità e negli ospiti che frequentano Casa Sollievo: la gestione del turn over e l'abbattimento dei posti rischia di essere un macigno sulla qualità del servizio sanitario offerto su tutto il territorio del Gargano”.

Il consigliere di Forza Italia ha chiesto chiarimenti sul reale numero dei posti letto che verranno meno e se la direzione intenda, sulla base di tali dati, chiedere alla Regione una sorta di deaccreditamento rispetto agli attuali 867. Ha anche chiesto se la Puglia continuerà comunque a pagare per lo stesso numero di letti anche quando questi saranno in numero inferiore.

Dal canto suo, Gumirato ha evidenziato che in effetti è previsto un taglio dei posti letto ma solo per avvicinare l’ospedale agli standard regionali e nazionali anche se questo non significherà una diminuzione delle prestazioni, al contrario si prevede un incremento significativo delle attività, considerato che i giorni di degenza in Casa Sollievo al momento superano tutte le prescrizioni.

“Uno dei temi di Casa Sollievo è che la degenza media di un paziente è troppo lunga rispetto agli indicatori di carattere nazionale e regionale – ha spiegato il manager -, se un paziente rimane in struttura più giorni di quanto sia previsto dal ministero c'è qualcosa che non va. Tutti gli ospedali italiani, pubblici o privati, devono tendere al numero di giorni corretto per un episodio di ricovero”. Meno giorni di occupazione significa più pazienti da curare, nei prossimi tre anni si prevede un incremento delle prestazioni per un valore di oltre 51 milioni, anche con meno letti. Sulla ipotesi di deaccreditare i posti Gumirato ha chiarito che “istituti di ricerca e cura a carattere scientifico di tipo privato come il nostro non sono pagati a posto ma per il numero, la qualità e la complessità delle prestazioni”.

Anche sulla questione delle risorse umane, l’ospedale tenderà a rispettare gli standard, su circa 500 pensionamenti nei prossimi 3 anni, si recluterà il 36/38% di nuove unità.

Gli interrogativi del consigliere di Fratelli d’Italia hanno invece riguarda l’utilizzo dei tetti di spesa. “Vorrei sapere in che mese lo si esaurisce: da mie informazioni, non certe, so che viene raggiunto molto prima della fine dell’anno. Di conseguenza Casa Sollievo, da quel momento in poi, eroga Drg che la Regione non paga. Sappiamo che le risorse vengono spese inutilmente con sprechi di centinaia di milioni di euro, dobbiamo invece indirizzarle verso le eccellenze come l’ospedale di padre Pio.  Ci aspettiamo quindi che questo governo regionale metta mano seriamente al portafoglio, non con i pochi milioni di euro della riduzione delle liste d'attesa, bisogna pagare tutte le prestazioni che Casa Sollievo eroga”, la richiesta di de Leonardis.

Gumirato ha riferito che al 2025 le prestazioni arriveranno ad un valore di 308 milioni. Quanto ai budget “il tetto delle attività ordinarie non viene superato. Quanto alla mobilità attiva extraregionale è stato superato per un valore di 4 milioni: spesi 35 a fronte dei 31 fissati. E’ stato superato consapevoli del fatto che giuridicamente non c'erano elementi certi per averne il rientro. Questa fondazione ovviamente ha fatto delle scelte, si può dire di politica sociale e non ha chiuso le porte a nessun paziente”.

Anche l’assessore alla sanità Rocco Palese è intervenuto rispondendo a de Leonardis che mai la Puglia ha mancato di dare il suo contributo a tutti e tre gli ospedali religiosi e che il problema che va affrontato ai tavoli nazionali è quello dei tetti di spesa, così come fissati nel 2011 dall’allora governo Monti: “una vera ghigliottina”, li ha definiti.

Il vescovo ha poi sottolineato l’importanza del lavoro dell’ospedale in un territorio in cui non ci sono sostanzialmente altre strutture sanitarie e che per questo va preservato. Si è poi chiesto: “Come mai io sono qui da quattro anni e questa è la prima volta che avverto che la politica locale si interessi con forza a Casa Sollievo? Spero che questo sia un momento importante per ridare vita e forza a questo presidio ospedaliero e di ricerca”.

L’obiettivo è quello di far tornare l’ospedale ai livelli pre Covid e ripianare il passivo; negli ultimi tempi, ogni anno l’ospedale ha accumulato circa 22 milioni di perdita operativa che dovrebbe essere azzerata già dal 2024, secondo le previsioni di Gumirato.

Presente all’audizione anche il Sindaco di San Giovanni Rotondo, Michele Crisetti, che si è detto preoccupato per la situazione ma fiducioso nell’operato della governance dell’ospedale e delle istituzioni.

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