Ancora non c’è grande interesse nella comunità sipontina, eccetto la (solitaria) nota redatta da Manfredonia Nuova, ma nei giorni scorsi è stato pubblicato l’ultimo rapporto dello studio SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento). Si tratta di una vera e propria fotografia sullo stato di salute di una parte consistente della popolazione italiana (oltre il 10%) residente nei siti contaminati di interesse per le bonifiche (SIN). Nei 46 siti sono stati analizzati mortalità tra il 2013 e il 2017, e ricoveri ospedalieri tra il 2014 e il 2018. La popolazione è stata divisa per genere e per fasce d’età. Nel periodo preso in esame, si è stimato un rischio di mortalità maggiore del 2% rispetto al resto del territorio nazionale. Nell’elenco dei SIN c’è Manfredonia, che continua a pagare a caro prezzo il naufragato desiderio di industrializzazione. L’analisi della mortalità mostra, in maniera peggiorativa rispetto al precedente aggiornamento, un allineamento rispetto all’atteso per tutti i tumori maligni e per le malattie dell’apparato digerente per le donne. Cause che, nel passato, erano invece risultate in difetto.
Gli indicatori delle anomalie congenite per il periodo 2002-2015 erano stati calcolati utilizzando i casi estratti dalle schede di dimissione ospedaliera. In questo modo, erano emersi eccessi che non sono stati osservati nell’ultimo studio, perché basato sui dati raccolti e validati dal neoistituito Registro delle anomalie congenite della Puglia.
Si segnala un eccesso delle anomalie congenite del gruppo del sistema nervoso al limite della significatività statistica che non era stato invece osservato nel precedente studio.
Anche questa osservazione è, presumibilmente, un effetto della raccolta dei casi del Registro. A differenza delle schede di dimissioni ospedaliere, include anche i casi di anomalie congenite con interruzione volontaria di gravidanza a seguito di diagnosi prenatale. Un elemento statistico importante, visto che rappresentano circa il 50% dei casi.
Sono stati riscontrati – adesso con reale certezza, a differenza dei dati nel Quinto rapporto - eccessi della mortalità generale e per malformazioni congenite. Un eccesso che, nonostante ancora con stima incerta, è presente anche per tutti i tumori in età pediatrica.
Ciò che colpisce maggiormente gli uomini causandone il decesso - qualsiasi età abbiano -, è il tumore dello stomaco. I numeri sono molto elevati, a differenza di quelli riferiti – in entrambi i generi - ai decessi per le malattie respiratorie. Gli uomini patirebbero in maniera sensibile – la stima è ancora incerta – anche di malattie dell’apparato urinario.
Per quanto concerne i ricoveri ospedalieri, vengono confermati i dati del precedente aggiornamento: eccessi per tutte le cause e in entrambi i generi. Le patologie più comuni sono il tumore dello stomaco nel genere maschile e le malattie del sistema respiratorio in entrambi i generi. La novità di questo ultimo studio è l’eccesso di ricoveri per linfomi non Hodgkin nel caso delle donne.
Nell’età pediatrica – a differenza di quanto era successo negli anni che vanno dal 2006 al 2013 - è stato purtroppo osservato un eccesso di ricoverati per tutti i tumori maligni e per linfomi. “In questo sito – è scritto - si rileva un eccesso della mortalità generale sia nel primo anno di vita (associato ai decessi per malformazioni congenite) sia, con stime incerte, nelle altre classi di età”. Solo altri 3 siti in tutta Italia condividono il (triste) primato di Manfredonia: Basso Bacino Fiume Chienti, Litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano.
Sempre nell’età pediatrica, si segnala un eccesso per tutti i tumori.
È il genere femminile, in particolare, a registrare un eccesso di tumori sia nella fascia che va da 0 a 19 anni e sia anche in quella più ampia tra 0 e 29 anni. Le principali patologie sono le malattie dell’apparato circolatorio.
Non va meglio per le ospedalizzazioni dei bambini, anche queste al di sopra della media in tutte le classi d’età analizzate. Prevalgono soprattutto le malattie dell’apparato digerente.
Nel primo anno di vita, l’eccesso per tutte le diagnosi naturali è dovuto a condizioni morbose di origine perinatale (673 ricoveri su 1.093 totali).
In età pediatrica, si rileva un eccesso di ricoverati per tutti i tumori maligni e per linfomi.
Nella classe 20-29 anni, invece, si segnala un eccesso per malattie infettive e parassitarie e per patologie del sistema circolatorio, queste ultime in eccesso anche nelle precedenti fasce d’età.
“Va comunque proseguita l’attività di sorveglianza epidemiologica – è scritto nello studio - che garantirà un’osservazione temporale più ampia e una conseguente maggiore precisione degli indicatori”.
Viene in mente l’Eni, il colosso di Stato che ha inquinato il territorio ed è stato poi pagato per bonificare, quando aveva lanciato una campagna di comunicazione con il claim “Non abbassare la guardia. Mai”. Uno spot che sembra fare al caso, anche se con significato diverso. La comunità sipontina non deve abbassare la guardia. Non può permetterselo.
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