Brucellosi, stretta della Regione per contenere la malattia che affligge gli animali del Gargano da decenni

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Una task force apposita per fronteggiare l’emergenza brucellosi sul Gargano che non accenna a attenuarsi: è uno dei provvedimenti che la Regione Puglia ha imposto alla Asl Foggia nelle ultime settimane con l’obiettivo di contenere l’epidemia che sempre più continua a diffondersi tra gli allevamenti del promontorio. In questi giorni il dipartimento prevenzione dell’Azienda di Capitanata, diretto da Gino Urbano, ha provveduto a nominare i membri del gruppo la cui finalità sarà la gestione dell’emergenza della brucellosi bovina e bufalina sul territorio.

Sono stati quindi individuati nell’area Siav A i veterinari Giuseppe Francavilla, Francesco Bertani, Antonio Contessa, Raffaele Lellis e il tecnico della prevenzione Michele Barrea e nella Siav C i veterinari Stefano Lauriola e Jacopo Soccio. La Tfa si dovrà avvalere del supporto dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata e dell’Osservatorio epidemiologico veterinario regionale.

Come detto, l’istituzione della task force rientra in un quadro di ulteriori restrizioni fissate dalla Regione e contenute in una ordinanza del presidente Michele Emiliano con la quale impone l’adozione di ulteriori misure straordinarie di sorveglianza e controllo ai fini dell’eradicazione della brucellosi bovina e bufalina.

La malattia rappresenta un importante problema di sanità pubblica per le infezioni umane ed è causa di gravi danni economici, particolarmente nelle aree agricolo-pastorali per le infezioni negli animali da allevamento. Gli uomini possono contrarre la malattia entrando in contatto con animali o prodotti di origine animale contaminati.

E’ ormai da tempo immemore che il sistema sanitario locale cerca di arginare il fenomeno ma evidentemente senza esiti. Nel 2013 ci fu persino una ispezione in loco da parte di rappresentanti del Food and Veterinary Office della Commissione Europea che certificarono la criticità della situazione. Da allora sistematicamente si sono susseguiti misure e provvedimenti contro la malattia ma, per stessa ammissione della Regione, la diffusione del contagio, concentrata nell’area del Gargano, con una particolare recrudescenza individuata nell’area di Monte Sant’Angelo, ha registrato negli anni 2021 e 2022 solo una lieve riduzione dei livelli di incidenza e prevalenza in alcuni distretti della Asl di Foggia. Sono stati quindi individuati Comuni soggetti a restrizioni quelli di Apricena, Cagnano Varano, Lesina, Mattinata, Monte Sant’Angelo, Rignano Garganico, San Nicandro Garganico, San Marco in Lamis e San Giovanni Rotondo.

Nel dettaglio l’ordinanza impone alla Asl di organizzare squadre composte da quattro unità (due medici veterinari, un tecnico della prevenzione e un ausiliario/agente tecnico) per l’espletamento delle attività di risanamento; queste unità dovranno essere coordinate dalla task force che dovrà studiare e analizzare i dati provenienti dalle attività di sorveglianza e controllo della brucellosi relazionando, con invio bimestrale, alla direzione strategica della Asl e alla direzione del dipartimento di prevenzione, circa lo stato dell’arte dell’infezione nei Comuni soggetti a restrizione. Tutti gli animali di età superiore ai 12 mesi negli allevamenti presenti nei Comuni interessati dovranno essere sottoposti a due accertamenti diagnostici annuali, ad intervallo non inferiore a tre mesi e non superiore a sei mesi. I controlli del 100% degli animali di un unico stabilimento devono avvenire in un tempo non superiore a quindici giorni. Superati tali termini l’intervento dovrà essere ripetuto. Sarà vietato l’invio al macello degli animali fino a quando non verrà effettuato il controllo sanitario di tutti gli capi dell’azienda. Gli operatori dovranno sottoporre ad accertamento diagnostico, mediante prove sierologiche ufficiali, l’intero allevamento al rientro dai pascoli estivi entro 15 giorni. Nel tempo che intercorre tra il rientro e l’esito del campionamento, gli animali devono essere tenuti in isolamento. Dovranno essere controllati, nei trenta giorni prima dello spostamento, tutti i bovini e bufalini di allevamenti da riproduzione o da ingrasso che devono essere movimentati verso stalle di sosta, o altri allevamenti da riproduzione o da ingrasso per la brucellosi, se superiori a 6 mesi di età. In caso di mancato rispetto della periodicità dei controlli va sospesa la qualifica sanitaria degli allevamenti, dando idonea pubblicità ai provvedimenti.

Inasprite le restrizioni anche in caso di sospetto focolaio e le procedure di disinfezione negli allevamenti infetti e nei luoghi di ricovero degli animali. Tali protocolli operativi, se ritenuto opportuno, possono avvalersi del supporto tecnico e pratico di apposite ditte individuate da convenzioni formali.

Gli eventuali animali sieropositivi sono considerati infetti e ne viene disposto l’abbattimento entro 15 giorni; qualora si verifichi un focolaio in allevamenti allo stato brado o al pascolo permanente nonché in tutti i casi in cui non risulti possibile garantire l’isolamento degli animali, i servizi competenti del dipartimento di prevenzione devono proporre alla direzione strategica della Asl l’abbattimento totale negli stabilimenti sede di focolaio. Le operazioni di abbattimento devono essere eseguite entro 30 giorni dall’emanazione del provvedimento esecutivo, nel caso, anche con l’ausilio delle forze dell’ordine.

I veterinari dovranno comunque eseguire controlli a campione, in collaborazione con i carabinieri forestali, sui pascoli in cui si sono verificati focolai in termini di movimentazione, documentazione e georeferenziazione. Sarà peraltro necessario effettuare un censimento, a fini epidemiologici, di tutte le specie sensibili presenti negli allevamenti infetti, l’iscrizione nelle specifiche anagrafi animali e provvedere alla separazione fisica degli stessi.

I doveri dei Comuni attengono alla gestione dei pascoli: dovranno porre divieto di utilizzo, per almeno 6 mesi, dei pascoli infetti nonché dell’abbeveraggio comune, individuati dai servizi veterinari della Asl di Foggia, mediante l’utilizzo di recinzioni. I pascoli devono essere georeferenziati e chiaramente identificati come zona infetta da brucellosi. È compito della task force verificare l’applicazione di tale disposizione e, in caso di inadempienza, darne formale notifica alla direzione che provvederà a comunicare la violazione in Prefettura.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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