Arriva dalla Asl Bat l’ennesima doccia fredda sugli ex istituti ortofrenici Don Uva che hanno sede a Bisceglie e Foggia, oggi gestiti da Universo Salute. E’ la stessa proprietà ad averne dato notizia ai rappresentanti sindacali: non saranno riconosciute le nuove tariffe per i setting assistenziali oggetto di riconversione. La comunicazione inviata alle sigle sindacali aveva per oggetto il rinvio dell'incontro originariamente fissato per ieri e la sospensione del tavolo di confronto relativo al riconoscimento del contratto collettivo nazionale di lavoro Aiop. “Siamo venuti a conoscenza dell'esistenza di una nota ufficiale con cui il dipartimento salute della Regione Puglia ha intimato alla Asl Bat di non applicare le Drg 1066, 1293 e 1490 del 2022 in materia di riclassificazione degli ex istituti ortofrenici sino al rilascio dei provvedimenti definitivi di autorizzazione e accreditamento con i nuovi setting assistenziali”, si legge nella missiva.
Di conseguenza, precisano da Universo Salute “Deve ritenersi venuta meno, per causa assolutamente non imputabile alla scrivente, la condizione da sempre posta per l'applicazione ex novo del contratto collettivo nazionale case di cura, vale a dire, come emerge dai verbali di incontro di luglio e settembre 2022 e dalle informative medio tempore inviate: la adozione effettiva e sostanziale del suddetto provvedimento regionale delle nuove tariffe riabilitative, previo recepimento e applicazione dello stesso da parte delle Asl competenti”.
Insomma, una pesantissima tegola sulla nuova gestione del Don Uva, dopo i proclami della scorsa estate che avevano annunciato l’attesissima (da almeno 20 anni) rimodulazione delle tariffe fissando il tetto di spesa a 137,05 euro per paziente al giorno, a fronte dei 105 precedenti.
A ben guardare, la prima delibera regionale, la 1066 del luglio 2022, in un passaggio recita: “Con provvedimento della competente Sezione regionale n. 92 del 23/03/2022 è stata rilasciata al Gruppo Universo Salute srl, per la struttura avente sede operativa in Bisceglie alla Via Bovio n. 80, denominata Opera Don Uva Universo Salute l’autorizzazione all’esercizio per i nuovi setting assistenziali a riconversione dell’istituto ortofrenico e rinviando a successivi provvedimenti, all’esito delle attività di verifica da parte dei dipartimenti di prevenzione Asl Bat e Asl Foggia l’accreditamento della sede di Bisceglie nonché l’autorizzazione all’esercizio e l’accreditamento per la sede di Foggia.
Nell’albo pretorio della Asl Foggia è possibile consultare un atto, una determina del dipartimento prevenzione datata 11 giugno 2022, attraverso cui l’Azienda sanitaria di Capitanata ha liquidato a tre suoi dipendenti, tra rimborsi e spese di servizio, somme relative all’attività di accertamento finalizzata al rilascio dell’accreditamento istituzionale, per le strutture presenti nell’ex ortofrenico di via Bovio a Bisceglie. Come previsto dalla delibera regionale. In altre parole funzionari pubblici si sono recati sul posto e hanno ispezionato i reparti.
Secondo lo stesso atto, il bonifico del rimborso da poco più di 3 mila euro, sarebbe arrivato sul conto della Asl dalla Regione ad aprile scorso, il che lascia ipotizzare che l’ispezione sia avvenuta in una data antecedente.
Questo per evidenziare che la Regione aveva già eseguito controlli mesi prima della delibera con cui ha adeguato le tariffe. Ecco perché desta ancor più perplessità questo stop improvviso.
Sono almeno tre i profili di valutazione che emergono rispetto alla vicenda: uno sostanziale, il secondo procedurale e l’ultimo politico.
Il primo riguarda la gestione di Universo Salute, è impossibile non collegare il congelamento delle nuove tariffe allo scandalo che ha colpito la sede di Foggia. Come è noto, 30 dipendenti del reparto femminile, con varie qualifiche, sono accusati di maltrattamenti, sequestro di persona e in un paio di casi anche di violenza sessuale a danno di 25 pazienti psichiatriche ricoverate nell’ex manicomio di via Lucera. L’indagine della Procura di Foggia riguarda i singoli ma approfondimenti sono stati svolti anche nei confronti della governance. Ulteriori controlli sono stati richiesti anche dalla Regione Puglia per certificare la sussistenza dei requisiti per l’accreditamento. Sotto la lente di ingrandimento il rispetto dei livelli assistenziali con un numero di sanitari corrispondente a quelli fissati dagli standard, su cui c’è sempre stata difformità di versioni tra la proprietà e lavoratori e sigle sindacali. Su queste colonne l’Ad di Universo Salute, Luca Vigilante ha dichiarato che la quantità di personale impiegato è addirittura al di sopra di quanto fissato dalla legge; al contrario i rappresentanti dei lavoratori hanno sempre sostenuto che i lavoratori fossero in servizio spesso in numero ridotto.
Oltre alla questione personale, trapela che alcuni degli indagati avrebbero depositato in Procura un fascicolo di foto e video relativi alla struttura di Foggia, realizzati nel tempo, su cui starebbero costruendo la loro difesa e con l’intento di dimostrare che le condizioni e l’ambiente di lavoro non fossero ottimali.
Per quanto riguarda l’aspetto procedurale, più di un tecnico si è chiesto con che atto siano stati bloccati i pagamenti delle nuove tariffe: “Approvati con delibera di giunta, una delibera di giunta dovrebbe sospenderli”, l’opinione di alcuni. Di delibere però per il momento non c’è traccia. Va peraltro detto che in realtà le nuove tariffe, seppure approvate nei mesi scorsi, ancora non erano state erogate, ad Universo Salute vengono liquidate le vecchie somme, al massimo anticipazioni di cassa.
Infine dal punto di vista politico non sono mancati i commenti riferiti al rapporto tra Universo Salute e i vertici regionali, in primis l’assessore al bilancio e vicepresidente della Regione, Raffaele Piemontese e il governatore Michele Emiliano.
La società foggiana, oggi gestita per lo più dalla parte rappresentata dal Gruppo Telesforo, in passato è stata spesso oggetto di polemiche, perché destinataria di provvedimenti regionali di cui altre realtà pugliesi al contrario lamentano fortissimi ritardi. Che sia il segnale che qualcosa si sia incrinato? Di certo sono tanti gli osservatori che prevedono che questa decisione possa essere solo il preambolo di una vicenda destinata a complicarsi ulteriormente.
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