Tutto come pronosticato. Come già anticipato da l’Attacco, Girolama De Gennaro sarà la nuova direttrice generale del Distretto Socio – Sanitario di Cerignola. È stata infatti pubblicata la graduatoria relativa alla prova orale tenutasi lo scorso 18 aprile per il conferimento della carica che avrà una durata di cinque anni. La dirigente ha conseguito il punteggio massimo tra i quattro candidati, ottenuto dalla somma della valutazione del colloquio e dei titoli, staccando di oltre sette punti la seconda. Alla nomina adesso dovrebbe mancare solo l’ufficialità, che potrebbe essere deliberata a breve dal direttore generale Antonio Nigri.
Un risultato ampiamente previsto, dunque, e che non ha sorpreso nessuno. Tuttavia, le polemiche in riva all’Ofanto non mancano e sembrano destinate a proseguire. Il punto più controverso della vicenda è proprio l’affidamento dell’incarico in questione a un’infermiera professionale invece che a una figura medica, ritenuta da più parti maggiormente idonea al ruolo di direttore.
Il malcontento è palpabile e non tutti sembrano aver accettato di buon grado l’esito (scontato) del colloquio del 18 aprile, in particolare nella cerchia dei medici. La prassi imporrebbe infatti che a dirigere i Distretti Socio Sanitari siano i medici, anche se non mancano le eccezioni e sono diversi i profili che ricoprono tale ruolo sia in provincia di Foggia che in regione (ingegneri, commercialisti e così via). Quel che è certo è che, in Capitanata, si tratta del primo caso in cui a ricoprire il ruolo di numero uno di un Distretto sarà un’infermiera.
Le controversie non finiscono qui. Alcuni addetti ai lavori fanno notare anche che De Gennaro dovrà presumibilmente avvalersi del supporto di un medico per eseguire valutazioni di carattere sanitario. Questo significherebbe che, per qualsiasi provvedimento, la neo direttrice sarebbe obbligata a rivolgersi a una figura terza senza la quale la sua operatività risulterebbe monca. Di conseguenza, questo comporterebbe lungaggini burocratiche di cui si farebbe volentieri a meno.
“In effetti, è piuttosto insolito vedere un’infermiera a capo di una Struttura Complessa – ha spiegato a l’Attacco una fonte ben informata –. Questo impone una riflessione su quanto De Gennaro possa essere competente per ricoprire questo ruolo. Attenzione, a essere in discussione non sono le sue capacità lavorative, perché è noto a tutti che siamo davanti a una persona di altissimo profilo professionale. I dubbi riguardano le competenze manageriali, vale a dire se un’infermiera sia realmente in grado di dirigere un Distretto Socio Sanitario. È d’altra parte vero che avrà bisogno di un medico per sottoscrivere gli atti di natura sanitaria che sarà chiamata ad assumere ma questo non desta particolari perplessità in quanto succede anche altrove. In tal senso, non è infatti necessario che un manager sia in possesso di competenze mediche”.
C’è infine un ultimo punto di ordine per così dire morale e di gestione del clima dell’ambiente lavorativo: “Molti ritengono che avvisi del genere vadano riservati ai soli operatori attivi in un dato distretto. Nel caso in esame, sarebbe stato opportuno che a concorrere per la carica fossero stati solo dirigenti operanti nel distretto di Cerignola, che già conoscono l’ambiente in cui dovranno muoversi. Ora, è opportuno che a dirigere questo Distretto Socio Sanitario sia una persona proveniente da Foggia? Non sarebbe stato meglio affidare questo ruolo a un dipendente che lavora a Cerignola? Inoltre, si sarebbe dato un giusto riconoscimento professionale a qualcuno che si dedica all’utenza del territorio e che ha maturato una legittima aspettativa di ottenere scatti di carriera in loco”.
A Cerignola, che tutto fosse già stato scritto era più che una sensazione. Un paio di settimane fa, un medico del posto aveva avanzato a l’Attacco il proprio scetticismo sulla possibilità di un esito differente del concorso: “Non comprendo il motivo per cui De Gennaro possa avere competenze maggiori rispetto ad altre, non solo in relazione all’aspetto clinico ma anche a quello organizzativo e programmatico – aveva sostenuto il professionista -. L’ideale sarebbe scegliere una persona che abbia maturato un’esperienza sul campo e nella quotidianità Invece, l’impressione è che si voglia puntare su degli esecutori”.
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