Non trova pace la direzione sanitaria della Asl Foggia: non ha raggiunto nemmeno i 4 mesi di servizio che già sono sopraggiunte, come un fulmine a ciel sereno, le dimissioni di Stefano Porziotta. Nelle poche righe del frettoloso comunicato stampa diramato nel pomeriggio di giovedì da viale Protano si parla di motivi personali che avrebbero indotto il ds a dare l’addio alla Asl. Nella nota i toni sono accomodanti ed edulcoratissimi, con saluti, ringraziamenti e attestati di stima reciproca a profusione. Che la notizia delle dimissioni non fosse nell’aria però lo dimostrerebbe anche il fatto che il direttore sanitario, proprio il giorno del suo passo indietro, fosse regolarmente a lavoro, ha partecipato alle riunioni di con i dirigenti di distretto come se dovesse comunque continuare lui ad occuparsi delle relative questioni nei mesi a venire. Ma osservatori e addetti ai lavori non sono molto convinti della versione ufficiale dei fatti. Beninformati riferiscono a l’Attacco di non pochi screzi tra Porziotta e il direttore generale Antonio Nigri.
Addirittura sembra che uno degli ultimi contrasti risalga a qualche giorno fa, quando Porziotta si sarebbe rifiutato di sottoscrivere una delibera, ricevendo la sonora disapprovazione di Nigri che lo avrebbe allontanato dalla riunione. Una storia che ricorda molto da vicino quello che accadde all’immediato predecessore di Porziotta, Franco Mezzadri la cui firma manca proprio in calce ad alcune delibere del tempo in cui era il lucerino ad essere direttore sanitario, oggi in servizio all’ospedale Mater Dei di Bari (da dove, coincidenza, arrivava proprio Porziotta). Non delibere qualsiasi ma relative al reclutamento del personale; anche se il diretto interessato non ha mai confermato la ricostruzione de l’Attacco. Fatto sta che di lì a poco Mezzadri ha rassegnato le proprie dimissioni.
Nel giro di una manciata di mesi quindi lasciano ben due direttori sanitari la Asl Foggia. La situazione del resto non è certo delle più tranquille con le inchieste giudiziarie sulla gara per l’elisoccorso e i presunti favori alle Rsa. Non solo, in ballo ci sono diverse spinosissime questioni che si stanno rivelando più complesse del dovuto. A partire ad esempio dal rinnovo delle commissioni invalidi, Porziotta era presidente della commissione che avrebbe dovuto selezionare i nuovi membri. Come è noto l’argomento è rovente: le commissioni invalidi in provincia di Foggia sono in attesa del rinnovo da ben 7 anni, per l’esattezza dal 2016, data dell’ultimo avviso utile a determinare graduatorie spendibili. Il caso è stato a lungo raccontato da l’Attacco; anche il consigliere regionale Antonio Tutolo ha acceso un riflettore sull’anomalia tutta foggiana, presentando un’interrogazione in consiglio regionale e sottoponendo al direttore generale della Asl Foggia una serie di quesiti, sempre relativi a criticità delle commissioni invalidi.
Dopo l’annullamento dell’ultimo avviso interno, determinato da “criticità per le quali sono stati incardinati procedimenti dinanzi al giudice del lavoro di Foggia”, rivela la stessa delibera che spiega le ragioni di una tale decisione; oltre al fatto che “in ordine all’insediamento ed attività della commissione valutatrice, all’uopo nominata, non sono stati rinvenuti i verbali né di insediamento né attribuzione dei punteggi definiti”, la Asl a settembre aveva pubblicato nuovamente il bando per rinnovare le commissioni invalidi. Proprio in questi giorni era in corso la valutazione dei candidati ai posti. Non di secondo piano il fatto che è in corso anche un’indagine del Nirs, nucleo ispettivo regionale sulla sanità, che avrebbe già rilevato una serie di anomalie.
Senza contare la brutta figura della Asl nella gestione del caso delle due radiologhe in servizio presso l’ospedale di Manfredonia, prima trasferite dall’Azienda e poi reintegrate in reparto da ben due distinti giudici del lavoro, in un contesto peraltro di grave carenza di medici tale da far sollevare numerose lamentele da parte dei pazienti.
C’è poi tutta una serie di questioni su cui, riferiscono beninformati, Porziotta sarebbe stato in contrasto con Nigri e su cui avrebbe sollevato dubbi di legittimità. In generale del medico andriese si parla bene, anche i più aspri detrattori dell’universo Asl hanno una buona opinione di lui: mite, attento, preparato, con la schiena dritta “e pure fine conoscitore del jazz”, ha aggiunto un suo simpatizzante.
Considerato vicino al vicepresidente e assessore regionale Raffaele Piemontese, il suo incarico, avuto ad inizio agosto, non sembrava essere transitorio. Come già raccontato su queste colonne, la Regione proprio in quei giorni si affrettò a cambiare la legge che regolamenta l’assegnazione di tali incarichi: la delibera della Asl è datata 3 agosto 2023, la legge regionale 1° agosto. Questa ha aperto alla possibilità di nominare ds attingendo nomi dagli elenchi regionali di idonei, anche di altre regioni, appositamente costituiti. Porziotta, per l’appunto, risulta iscritto nell’elenco aggiornato al 2023 degli idonei alla nomina di direttore sanitario della Regione Lombardia. Naturalmente non è dato sapere se la legge sia stata cambiata per il singolo caso ma di certo Porziotta è stato uno dei primi (se non il primo) a beneficiarne.
Ora scatta il totonomi per capire chi sarà il prossimo numero due della Asl Foggia. “Siamo a quota due: due direttori sanitari in sei mesi hanno abbandonato la Asl di Foggia – il commento del consigliere regionale di Forza Italia Napoleone Cera -. Anche Porziotta, infatti, ha rassegnato le sue dimissioni e tanto basta per definire con chiarezza un quadro allarmante in cui versa l’azienda sanitaria di Capitanata. È evidente, infatti, che per lasciare volontariamente un incarico così importante un professionista non sia nelle condizioni di esercitare il suo ruolo manageriale con la serenità necessaria. Così, ormai ciclicamente, c’è qualcuno che getta la spugna. Il clima nella Asl, infatti, non è cristallino e su questo ho scritto anche al presidente Emiliano a cui chiedo, formalmente e per l’ennesima volta, di intervenire per ristabilire ordine ed efficienza nella Asl che ora è completamente in tilt. Lo meritano i cittadini, lo esige il momento”.
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