La vescica ha la funzione di raccogliere l'urina filtrata dai reni per eliminarla, successivamente, con quella fase che comunemente viene denominata minzione. Si tratta di una neoplasia sempre più frequente ma che, se presa in tempo, può essere curata; se trascurata, spesso, può portare all’asportazione della vescica. A l’Attacco, il professor Antonio Cisternino, Responsabile U.O. Urologia, dell’Ospedale Santa Maria, Bari: “Il tumore della vescica, in urologia, è secondo solo al tumore della prostata. È più facile trovarlo tra i 60 e i 70 anni ma anche persone più giovani ne possono essere affetti, ed è più frequente negli uomini che nelle donne. Distinguiamo tumori superficiali e tumori più profondi, cosiddetti infiltranti, che interessano proprio tutta la parete della vescica. I tumori superficiali rappresentano l'85% dei casi; quelli infiltranti il 15%. In Italia circa 350.000 persone hanno il tumore della vescica – ha continuato Cisternino –. Il numero di nuovi casi è in aumento ogni anno, con un incremento dell’8-10% negli ultimi 5 anni. La sopravvivenza a cinque anni, in Italia, è di circa l’80% ma questi tumori si caratterizzano per la recidiva, ovvero per la ricomparsa del tumore anche più volte in un solo anno”.
Ci sono anche dei fattori di rischio: “Il fumo di sigaretta è il principale, seguito dall'esposizione cronica che hanno i lavoratori dell'industria tessile, dei coloranti, della gomma e del cuoio; a rischio sono anche i pazienti che hanno fatto radioterapia nella parte bassa dell’addome, che hanno assunto alcuni farmaci o perché hanno contratto infezioni da parassiti a cui sono particolarmente esposti soprattutto in alcuni paesi del Medio Oriente, Egitto in particolare. Anche la dieta ha un ruolo importante: fritture e grassi, consumati in grande quantità sono associati a un aumentato rischio di ammalarsi di tumore della vescica. Esistono anche prove a favore di una predisposizione genetica”. Cisternino, quindi, precisa che: “Il tipo più frequente di tumore della vescica è il cosiddetto carcinoma uroteliale che costituisce circa il 95% dei casi. Altri tipi di cancro molto meno frequenti sono l'adenocarcinoma e il carcinoma squamoso primitivo. Il tumore della vescica, ha un aspetto papillare, arboriforme, più spesso noto fra i pazienti come papilloma ma può avere anche una forma piatta o nodulare, spesso questi ultimi sono più aggressivi”.
La sintomatologia ha diverse evidenze: “Il sintomo più frequente con cui si può presentare il tumore della vescica è la presenza di sangue nelle urine, cosiddetta ematuria, con formazione di coaguli, oppure con la sensazione di bruciore alla vescica, la difficoltà e il dolore a urinare o la maggior facilità a contrarre infezioni. Con la progressione della malattia questi disturbi possono diventare importanti. Il tumore della vescica può diffondere localmente ma anche prima ai linfonodi e successivamente, attraverso il circolo sanguigno, ai polmoni, al fegato e alle ossa. Non sempre il suo comportamento è prevedibile per quanto riguarda le recidive, l'aggressività e le metastasi”.
Stili di vita, prevenzione e diagnosi precoce, potrebbero essere fondamentali, ma “non esistono, al momento, programmi di screening o metodi di diagnosi precoce scientificamente affidabili. Anche la citologia urinaria può dare falsi negativi se le cellule tumorali sono difficilmente distinguibili dalle cellule sane – ha sottolineato lo specialista -. Occorre, quindi, mettere in atto misure di prevenzione legate alle abitudini di vita che consistono nell'abolizione del fumo, in una dieta sana ed equilibrata e nella sorveglianza dei lavoratori a rischio ed essere molto attenti ai primi sintomi non confondendoli con semplici cistiti. I primi esami da eseguire, nel sospetto di cancro alla vescica, sono l’ecografia e la cistoscopia. La TAC e la scintigrafia ossea, ma sempre più la PET, sono utili per valutare se il tumore si è esteso oltre la vescica coinvolgendo altri organi. La possibilità di trattamento di un tumore della vescica comprende in prima battuta la pulizia della vescica con asportazione del tumore, cosiddetta resezione transuretrale e quando necessaria l’asportazione completa vescica cosiddetta cistectomia, a seconda della gravità della malattia. Terapia di una certa efficacia, soprattutto nel carcinoma in situ è il trattamento intra-vescicale con BCG, le cosiddette instillazioni. L'approccio terapeutico oggi, sempre più adottato, prevede programmi combinati, ove s’impieghino chirurgia, chemioterapia, immunoterapia, radioterapia e terapie sperimentali del prossimo futuro – e conclude -. Da tanti anni mi occupo dei trattamenti medici, endoscopici e chirurgici dei tumori della vescica. Un aspetto peculiare che ho curato è inerente alla ricostruzione della vescica che migliora notevolmente la qualità della vita”.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).