118, in Capitanata restano 30 medici su 90: “Le ambulanze rischiano di partire senza medico a bordo”

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Trenta medici per un fabbisogno di circa novanta. È il quadro dell’emergenza territoriale in provincia di Foggia emerso durante la conferenza stampa all’Ordine dei Medici, dove i sindacati hanno lanciato l’allarme sulla situazione del 118. A preoccupare è anche l’applicazione della delibera regionale n. 1253, con la scadenza del 31 dicembre per la ridefinizione dell’accordo.

Il tema è la carenza di personale. Dei circa trenta medici rimasti in provincia, alcuni sono dichiarati non idonei ai mezzi di soccorso e quelli disponibili sulle ambulanze sono quindi ancora meno. In tutta la Puglia, secondo i dati diffusi dalla FIMMG, i medici del 118 sono 190 a fronte dei 400 necessari. Per coprire una singola postazione servirebbero quattro o cinque medici; oggi in Capitanata se ne riescono a garantire soltanto cinque o sei sull’intero territorio.

Il presidente dell’Ordine dei Medici Pierluigi Nicola De Paolis spiega i motivi della protesta e le possibili conseguenze della carenza di organico sull’assistenza. Il nodo riguarda anche l’organizzazione del lavoro: i medici vengono chiamati a coprire più sedi, anche distanti tra loro, con il rischio di perdere l’incarico in caso di mancata disponibilità. Senza un intervento sulla situazione del personale, ha spiegato De Paolis, le ambulanze rischiano di partire senza medico a bordo, soprattutto per i codici gialli e rossi, che richiedono la stabilizzazione del paziente prima e durante il trasporto.

Sul tavolo c’è anche il rapporto con la Regione. Il 7 luglio era stato sottoscritto un accordo economico, mentre la successiva delibera del 22 settembre avrebbe introdotto, secondo i sindacati, obblighi tipici del rapporto di dipendenza senza le relative tutele. I tavoli tecnici previsti, riferisce De Paolis, non sono ancora partiti.

Tra le contestazioni ci sono inoltre la mobilità dei medici su tutto il territorio regionale, la riduzione delle ferie da 26 a 21 giorni e l’eliminazione delle indennità per le zone disagiate. La FIMMG segnala anche la disattivazione di alcune postazioni India del 118, tra cui quella di Torremaggiore, considerate importanti per la copertura del territorio.

Lo sciopero, è stato ribadito durante la conferenza, non è considerato un’opzione. I medici chiedono invece la riapertura del confronto. La data da tenere d’occhio è il 31 dicembre: secondo il sindacato, se entro quella scadenza non verrà ridefinito l’accordo, potrebbe decadere quanto previsto dall’intesa di luglio.
(Luca De Marco - l’Attacco)

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