Perché 100 mila euro delle due scorse annualità non sono state destinate all’integrazione scolastica, ma a un servizio trasporti che era vietato? E come saranno impiegati i 50 mila euro disponibili quest’anno? Sono le due domande sostanziali che sei consiglieri comunali di minoranza fanno pubblicamente, dopo averle già poste nell’assemblea cittadina, ricevendo risposte ritenute prima evasive, poi incerte e infine inaccettabili. E la questione non è di poco conto se si considera che a beneficiare di servizi carenti o addirittura assenti dovrebbero essere oltre un centinaio di bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni, bisognosi soltanto per Lucera di un supporto supplementare in classe oltre al docente di sostegno. Questo capitolo è uno dei più sanguinosi della storia recente della città, perché incide direttamente sul benessere psico-fisico degli alunni e dei relativi genitori che praticamente ogni anno (tranne solo quello scorso) devono letteralmente mendicare l’attivazione di un servizio che per alcuni è fondamentale anche per la stessa frequentazione delle lezioni.
In realtà non sono poche le famiglie che non partecipano alle proteste quanto mai legittime, esercitando quindi poca pressione su chi è chiamato, a ogni livello amministrativo e politico, ad avviare le procedure e scavalcare la burocrazia, quanto mai invadente su un dossier di questo tipo per il quale peraltro bisogna fare letteralmente i conti anche con gli altri 14 piccoli Comuni dello stesso Ambito del Piano sociale di Zona, quasi tutti storicamente disinteressati ad assicurare la propria quota di spettanza per poi far espletare la gara d’appalto. Il risultato è che anche quest’anno a ridosso del Natale non si vedrà alcun operatore incaricato, e chissà quando questo accadrà, perché mancano i soldi per costruire un progetto articolato di erogazione di prestazioni.
Ma c’è questo gruzzolo da 50 mila euro all’anno, garantito proprio dal ministero della Disabilità, che potrebbe essere decisivo e che invece non viene utilizzato in maniera appropriata. E’ questi la tesi che continuano a sostenere Fabrizio Abate, Francesco Niro, Francesco Aquilano, Vincenzo Checchia, Raffaele La Vecchia e Pasquale Colucci, i quali si sono sentiti dire dal dirigente del settore, Raffaele Cardillo, che nel 2022-23 sono stati destinati ai trasporti di minori disabili.
“In circa tre anni nelle casse comunali sono quindi finiti circa 150.000 euro da destinare in maniera esclusiva ai servizi rivolti agli alunni disabili presenti nelle nostre scuole – hanno scritto in un comunicato – mentre con questi fondi alcuni centri limitrofi, in accordo con i rispettivi dirigenti scolastici, hanno fornito ulteriori figure professionali come educatori, operatori socio-sanitari, psicologi e psicomotricisti, facendo partire subito i servizi, in attesa delle ore assegnate dal Piano di Zona. Tutto il contrario di quello che avviene a Lucera, dove attualmente risulta bloccato sia il servizio degli educatori che la possibilità di ampliare il servizio con le somme assegnate dal Governo, e sappiamo con certezza che per i fondi relativi agli anni 2022 e 2023 alle scuole non è mai arrivata nessuna richiesta di rilevazione dei fabbisogni, in modo da ampliare il servizio.
A luglio in una riunione pubblica è emerso che nessuno degli interessati era a conoscenza della destinazione di questi fondi che devono essere utilizzati solo per quello scopo, così come espressamente indicato dal ministero dell’Interno, e sicuramente non per i trasporti per i quali viene erogato un diverso e apposito finanziamento. Quelli quindi sono soldi vincolati che devono esser obbligatoriamente utilizzati per i bambini disabili che frequentano le scuole del primo ciclo. Il vincolo è talmente evidente oltre che nel dispositivo normativo anche nella fase di rendicontazione, dove viene richiesto il numero di studenti con disabilità per i quali le scuole hanno chiesto assistenza e le ore di assistenza richieste dalle scuole.
Non è quindi un servizio che può essere gestito in maniera ‘ragionieristica’ dagli uffici comunali, ma deve per ovvi motivi partire dai fabbisogni rilevati dalle scuole, mediante i Gruppi di Lavoro Operativo. Perché alle scuole di Lucera non è mai giunta nessuna richiesta da parte dell’assessorato ai Servizi sociali? A Lucera la maggior parte delle famiglie si rivolge a strutture private per usufruire degli stessi servizi specialistici che, con questi fondi, potrebbero essere forniti in parte dalle scuole. Questo succede perché le strutture pubbliche o hanno tempi di attesa troppo lunghi oppure non li forniscono affatto”.
Per l’occasione è stata citata la recente condanna per discriminazione di un Comune toscano, per il sol fatto di non aver assegnato un numero sufficiente di ore a un singolo alunno, preannunciando qualcosa del genere in caso di persistente inerzia di quello di Lucera. “Saremo costretti a procedere per segnalare i fatti alla Corte dei Conti e alla Procura, denunciando per discriminazione nei confronti di disabili ai sensi della legge 67 del 2002”.
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