Sono trascorsi ormai tre anni da quando, nel 2019, con l’amministrazione Landella in carica al Comune di Foggia, partì la fase di consultazione della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) relativa all’Accordo di programma denominato Foggia Lifestyle Borgo Incoronata Centro Polifunzionale Integrato, proposto dall’impresa Deandra Uno del gruppo napoletano Storace. Da quel momento, però, del progetto non si è saputo più nulla. La zona in cui sarebbe dovuto nascere il Centro commerciale (con 12 alloggi nuovi di edilizia residenziale pubblica e manutenzione di altri 36 già esistenti, multisala, verde attrezzato, negozi vari, ipermercato, ristorante) è a due passi dal GrandApulia di Sarni, tra zona ASI e il nuovo casello autostradale. Ma la zona è anche vicina all’area SIC denominata “Valle del Cervaro-Bosco dell’Incoronata”, ragion per cui la Regione Puglia raccomandava nel 2017 di coinvolgere anche l’ufficio comunale Riserva Naturale regionale-Bosco dell’Incoronata.
Un progetto dall’iter assai lungo e che prevedeva opere di ristrutturazione e riqualificazione del Borgo dell’Incoronata. Il 16 giugno 2014 presso la Regione Puglia si erano incontrati Regione, Comune e impresa per concordare il corretto iter procedurale per ottenere la variante urbanistica prevista dall’Accordo di programma del 2011.
Dopo quell’incontro la srl trasmise agli uffici competenti il rapporto preliminare di orientamento (Scoping). A novembre 2014 l’Ufficio urbanistica del Comune di Foggia invitò l’Ufficio ambiente a predisporre la formale istanza di attivazione del procedimento VAS e ad avviare contestualmente la fase di consultazione preliminare. Forti furono le polemiche degli ambientalisti ma si registrò anche un chiaro scetticismo tra gli addetti ai lavori in merito alla opportunità di un ennesimo centro commerciale tanto vicino al GrandApulia. Poi le cose si paralizzarono, tant’è che fu nominato dal TAR un commissario ad acta e l’impresa di Sant’Antimo, guidata da Giusy Storace, minacciò il Comune di ricorrere ad azione risarcitorie.
L’impresa non si è data per vinta nemmeno quando, a novembre 2019, la Regione archiviò la VAS, tanto da esser ricorsa nuovamente al TAR, nel 2020. Un’azione giudiziaria del tutto inutile, perché lo scorso 6 dicembre la Seconda Sezione, guidata dalla presidente facente funzioni sipontina Rita Tricarico, ha rigettato il ricorso della Deandra Uno srl contro Regione Puglia e Comune di Foggia, con cui si chiedeva di annullare la nota regionale del dirigente della Sezione autorizzazione ambientali della Regione Puglia di archiviazione del procedimento di VAS dell’Accordo di Programma, in variante al P.R.G. del Comune di Foggia, per la realizzazione del centro polifunzionale integrato ubicato ai margini di Borgo Incoronata e di ogni atto collegato. Nella sentenza si spiega che la Regione Puglia aveva proceduto all’archiviazione “dopo aver più volte rammentato alla società ricorrente la necessità di integrare la documentazione, al fine di poter attivare il procedimento di VAS di competenza regionale”. Allo stesso modo anche il Comune di Foggia archiviò per quanto di propria competenza.
Dal canto suo l’impresa degli Storace ha sostenuto in questi ultimi tre anni di non dover fornire alcun’altra documentazione al fine di una positiva VAS.
Il TAR, con sentenza pubblicata nei giorni scorsi, ha ritenuto il ricorso infondato e ha condannato l’impresa a pagare 2mila euro di spese del giudizio, 1.000 euro in favore della Regione Puglia e altrettanti in favore del Comune di Foggia. “La Regione ha rilevato che la proposta comporta una variante al PRG comunale relativo alla destinazione urbanistica di un’area attualmente a destinazione agricola (zona E), avente estensione di circa 30 ettari, situata in corrispondenza della borgata rurale di Borgo Incoronata”, si legge nella sentenza.
“Tale area è ubicata in adiacenza al perimetro del sito Rete Natura 2000 Valle del Cervaro – Bosco dell’Incoronata ed in prossimità della sponda sinistra del Torrente del Cervaro, nonché ricadente parzialmente all’interno dell’area protetta del Parco naturale regionale Borgo Incoronata. La proposta prevede la radicale trasformazione di tale area destinandola a funzioni commerciali, turistiche e terziarie, tra intervento privato e pubblico per una cubatura totale altamente significativa in termini di impatto ambientale pari a 417.000 mc. Trattandosi di zona in possesso di peculiari caratteristiche ambientali, la competenza è quella generale attribuita alla Regione, deputata all’approvazione di VAS diretta”, si sottolinea. Il TAR evidenzia che c’è stata nel tempo una lunga serie di interlocuzioni, sin dal 2012, tra l’impresa proponente, gli uffici comunali e i preposti uffici della Regione, interlocuzioni che “hanno consentito di definire che la proposta in questione era da sottoporre alla procedura diretta di VAS di competenza regionale, ai sensi della legge, e non alla mera verifica di assoggettabilità a VAS”.
“Tanto è stato chiarito alla società, più volte, con invito alla necessaria integrazione tecnica documentale, rimasta priva di riscontro. Le richieste di integrazione sono specifiche e dettagliate”, rimarca il TAR. Dunque, di fronte alle “incompletezze documentali e, a fronte della perdurante riluttanza della società”, sono arrivati i conseguenti provvedimenti di archiviazione sia della Regione che del Comune.
“Evidente è che il progetto, per le sue caratteristiche, di grosso impatto urbanistico-edilizio-ambientale, richiedesse l’approvazione di una VAS diretta ascritta alla competenza amministrativa della Regione”, è la conclusione del giudice amministrativo di primo grado.
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