Cartellone natalizio, altre grane in vista per il Comune di Foggia

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Nei prossimi giorni potrebbero arrivare segnalazioni in Prefettura in merito a eventuali irregolarità amministrative dell’Ufficio cultura del Comune di Foggia rispetto al chiacchieratissimo cartellone di eventi natalizi 2022/2023, andato in scena dall’8 dicembre al 6 gennaio scorsi con 35 appuntamenti di spettacolo in giro per la città. A farlo sapere a l’Attacco persone vicine ad una delle associazioni coinvolte nella programmazione (che ha contemplato una marcia di rappresentazioni ad opera di oltre 20 realtà culturali locali finanziate da Palazzo di Città con quasi 45mila euro complessivi per l’allestimento del cartellone).

Ebbene per alcune di tali realtà associative (si parla di 3 o 4 casi) nei relativi faldoni dell’Ufficio cultura mancherebbero le certificazioni di ‘nulla osta’ alla prestazione artistica in ordine alla verifica di eventuali impedimenti di natura giudiziaria a carico delle realtà proponenti.

Nell’avviso pubblico per la costituzione del cartellone degli eventi natalizi - a firma dell’ex dirigente dell’Ufficio cultura, Maria Concetta Valentino - è riportato esplicitamente quanto segue: “Questo Ente provvederà inoltre ad effettuare richiesta di informativa antimafia formulata ai sensi dell’art. 100, comma 1 del D.lgs. 159/2011 […]”. Ebbene è proprio la documentazione relativa a questo passaggio che mancherebbe per legittimare del contributo economico alcune realtà andate in scena nelle scorse settimane.

“Nella modulistica la cui compilazione era richiesta dal Comune di Foggia per partecipare a quel bando – raccontano le fonti de l’Attacco – andava presentata anche un’autodichiarazione di assenza di impedimenti di natura giudiziaria da parte di ogni singola realtà proponente. Autodichiarazioni che poi vengono trasmesse dagli Uffici comunali in Prefettura, la quale, compiute le debite verifiche, restituisce, in caso di esito positivo del controllo, un ‘nulla osta’ per procedere con l’effettivo allestimento della rappresentazione. Ebbene, nei fascicoli dell’Ufficio cultura, mentre per la maggior parte delle realtà ammesse al cartellone comunale quel ‘nulla osta’ era presente, in 3 o 4 casi, invece, mancava”. E qualcuno si chiede perché, allora, il Comune, pur in assenza di quel documento fondamentale (tanto più in un municipio commissariato per infiltrazioni mafiose), non abbia bloccato l’iter di assegnazione d’incarico per le associazioni inadempienti.

L’indiscrezione giunta a l’Attacco potrebbe con tutta probabilità essere collegata alla richiesta di accesso agli atti formalizzata a Palazzo di Città, il 29 novembre scorso, dalla Pro Loco di Foggia e dal suo presidente in carica Giuseppe Croce.

Il quale, come aveva dichiarato in precedenza su queste colonne, voleva vederci chiaro su diverse opacità e incongruenze ravvisate (e segnalate nel corso di dicembre anche da più parti del panorama culturale autoctono) in merito alle procedure amministrative adottate dal Comune di Foggia per la costituzione del calendario di eventi natalizi. Dalla disparità di trattamento ricevuto tra alcune associazioni ed altre quanto al numero di repliche commissionate dal Comune, alla mancata pubblicazione, negli atti ufficiali dell’Albo pretorio, dei nomi di chi componesse la commissione valutatrice delle proposte arrivate in sede di gara; passando per l’assenza (quantomeno in fase di lancio del bando) di un documento pubblico indicante il capitolato di spesa previsto per la programmazione comunale, per arrivare, infine, alle vociferate telefonate giunte (ad avviso pubblico chiuso) da Palazzo di Città agli operatori culturali per proporre, al fine dell’ammissione nel cartellone, una rimodulazione a ribasso dei costi degli spettacoli indicati dai proponenti.

Una pratica, quest’ultima, che, già di per sé molto dubbia, non sarebbe valsa nemmeno per tutte le associazioni, alcune delle quali scartate tranchant dal Comune - e senza possibilità di ulteriore “contrattazione” - attraverso la motivazione attestante “proposta troppo onerosa”. E, sul punto, che chi giura che durante l’accesso agli atti della Pro Loco di Foggia, poi effettivamente autorizzato e avvenuto, a quanto pare, qualche giorno fa, Croce abbia potuto rilevare (attraverso certa documentazione acquisita dagli uffici municipali) anche l’indubbia irregolarità di tale procedura, per così dire “mercanteggiante”.

Nei prossimi giorni, questi ed altri dettagli potrebbero essere portati all’attenzione dell’opinione pubblica locale, attraverso un comunicato stampa ufficiale, dalla Pro Loco di Foggia (al momento non ancora uscita allo scoperto rispetto all’esito dell’accesso agli atti).

Inoltre, secondo quanto l’Attacco ha avuto modo di appurare attraverso fonti vicine da Palazzo di Città, mancherebbero (almeno fino a 48 ore fa) i dispositivi a firma dell’Ufficio cultura (retto dal nuovissimo dirigente Marchitelli) che autorizzano il Servizio finanziario del Comune di Foggia a procedere al pagamento degli artisti. Un’impasse un po’ strana, quando si è ormai giunti a quasi due settimane dalla conclusione della programmazione natalizia. Il ritardo appare tanto più sospetto considerando che la cifra contemplata per la liquidazione del cartellone è, tutto sommato, abbastanza, esigua. Tale presunto “stop” al pagamento, allora, potrebbe attenere proprio alla mancanza di certificazione antimafia ravvisata nei fascicoli di alcune associazioni.

Insomma, un cartellone comunale funestato di inciampi e figuracce amministrative, compresa quella che aveva costretto l’Ufficio cultura a fare dietrofront in extremis sull’iniziale ammissione di due cantanti neomelodici assurti poi agli organi di stampa per annoverare, nel loro passato artistico, brani come “Malavita” e “Se nasce giudicat”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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