“Succede solo a Foggia, abbiamo le luminarie di Natale ancora accese il 18 gennaio 2023: assurdo! Sarà un’anteprima del Natale 2023? Ditemi che è uno scherzo di Carnevale”. E’ la provocazione lanciata qualche giorno fa, sulla sua pagina facebook, da Giuseppe Croce, presidente della Pro Loco di Foggia, che ha corredato con il commento di cui sopra una foto scattata di recente, in sessione serale, in corso Garibaldi, arteria centrale del capoluogo dauno ancora illuminata “a giorno” (proprio come altre strade principali della città) dalle luminarie allestite dal Comune per le ultime festività natalizie. A partire da questo spunto l’Attacco ha avviato un sondaggio d’opinione tra operatori culturali del territorio e commercianti dell’isola pedonale di Foggia (anche in quella zona, infatti, attualmente permane l’allestimento illuminotecnico pensato per il Natale) per comprendere se l’accensione serale delle luci ben oltre l’Epifania sia ritenuta strumento utile per continuare ad animare le strade del centro, anche in termini di attrattiva commerciale, o, piuttosto, un inutile spreco di corrente elettrica, specie in tempi di crisi energetica e di rincaro dei costi.
Innanzitutto va precisato che una simile dinamica non ricorre solo a Foggia, dove, a dire il vero, già da qualche anno, e ben prima del commissariamento, le luci si spengono e vengono smontate solo con l’arrivo di febbraio, di solito in coincidenza della “Candelora” (“Festa della Presentazione di Gesù al Tempio”, celebrata dalla Chiesa cattolica il 2 febbraio, in cui, nella liturgia, si benedicono le candele, simbolo di Cristo in quanto "luce per illuminare le genti").
Ebbene non solo a Foggia e in altre importanti città della provincia (come ad esempio Cerignola) le luci di Natale continuano, in questi giorni, a corredare e illuminare le strade al calar del buio.
Anche a Bari una tale scelta è stata annunciata ed esibita con orgoglio dal suo sindaco Antonio Decaro. Il quale, in un post social pubblicato il 6 gennaio, l’ha motivata scrivendo quanto segue: “Se è vero che l’Epifania tutte le feste porta via, le luminarie restano. Sì, le nostre luminarie che in queste settimane hanno fatto il giro del mondo sui social, abbiamo deciso che resteranno accese fino al 2 febbraio, giorno della Candelora. Con un’accensione a tempo per poche ore di sera. Un piccolo gesto per sostenere il commercio cittadino in questi giorni di saldi. E un modo per permettere, a chi ancora non è stato a Bari nei giorni di festa, di godere della bellezza delle nostre strade illuminate”, ha annunciato il primo cittadino del capoluogo di regione.
E c’è subito chi fa notare che Foggia, però, non è Bari, e che “le luminarie del capoluogo dauno (seppur costate quest’anno ben 83mila euro, ndr) non possiedono nemmeno un’unghia dell’attrattività di quelle baresi”.
Tra i commercianti di corso Vittorio Emanuele il parere è quasi unanime: così come sono, “poco funzionali per qualsiasi scopo si voglia loro attribuire, quelle luci ancora accese rappresentano uno spreco di soldi pubblici”, secondo molte persone ascoltate sul punto.
“Sono state ribattezzate ‘lampini del cimitero’. E’ la vulgata che ho sentito riportare da diversi miei clienti – confessa il titolare di un esercizio commerciale posto all’ingresso dell’isola pedonale -. Perché? Molto semplice: quelle luci sono fioche, in sostanza non illuminano. Non servono dunque né a tal fine né tanto meno ad attrarre clientela dalla provincia, ormai sempre più esigua da queste parti. Per noi commercianti della zona, queste luci sono state poco utili già durante le feste, figuriamoci adesso. Tenerle accese fino a un mese dopo la Befana aveva un senso con le luminarie allestite dall’amministrazione Landella, perché, almeno quelle, erano molto più belle ed attrattive”.
In effetti, se a Foggia c’è una cosa (probabilmente tra le poche) trasversalmente apprezzata rispetto all’ex governo cittadino di Franco Landella è proprio l’allestimento scenografico e illuminotecnico che veniva proposto alla città per le festività natalizie. Per la cui programmazione l’ex amministrazione partiva mesi prima, addirittura in estate. Tanto che qualche vecchio amministratore si spinge a dire che fu proprio quel trend di “bellezza” lanciato nel capoluogo dauno a partire dal Natale 2015 a scatenare la competizione (sviluppatasi negli anni a seguire tra i comuni di Capitanata) su quale città allestisse nel modo più attrattivo le festività dicembrine.
Una competizione che, almeno in provincia, è rimasta tale. “Ed ora – sottolinea un altro commerciante del centro cittadino – persino il borgo più sperduto dei Monti Dauni può vantare luci natalizie più belle di quelle che abbiamo attualmente a Foggia”. Per qualcun altro, allargare la forbice di tempo dell’illuminazione avrebbe avuto senso se fosse stata anticipata ai giorni antecedenti all’8 dicembre.
“Questa sì - si sostiene - che sarebbe stata un’azione più funzionale al commercio: non certo, invece, ritardandone lo spegnimento e prolungandone la permanenza in settimane in cui è noto che il forte abbassamento delle temperature e l’incedere delle intemperie costringe comunque tutti a restare a casa”. In effetti, l’isola pedonale, nonostante i saldi, in questi giorni è poco meno che vuota. Ma, nonostante tutto, a qualche commessa piacciono quelle luci ancora lì, “a tenere compagnia e a ravvivare almeno un po’ l’aria spenta di gennaio”. Luci, però, che, come detto, appaiono così “improvvisate” che qualcuno stenta perfino a credere che il loro mantenimento fino ad oggi sia frutto di una precisa volontà amministrativa, quando non, invece, epifenomeno di un semplice ritardo nello smontaggio da parte della ditta incaricata.
C’è infine chi ribalta il ragionamento. Lo fa Ester Fracasso, ideatrice di Libando e dei suoi fasti (passati).
“Per valorizzare una città ed esaltarne l’arredo urbano – sostiene a l’Attacco – ci vorrebbero luci artistiche tutto l’anno. Ovviamente attrattive, realizzate in un certo modo, come succede, per esempio, a Salisburgo. A maggior ragione considerando che i led di ultima generazione consentono un consumo di energia molto basso. E, in questo senso, Foggia può vantare un light designer di livello internazionale, ovvero Romano Baratta, che coinvolgemmo in alcune fortunate edizioni di Libando arricchendole proprio con suggestive installazioni illuminotecniche di sua realizzazione. Certo – conclude Fracasso –, per risvegliare il commercio, le luci, per quanto belle, non bastano. Serve una programmazione annuale di eventi che consenta a chi viene a visitarci di ‘vivere’ appieno la città. In sostanza, credo che chi ora sta ponendo la questione delle luci natalizie ancora accese, stia affrontando un falso problema. A Foggia c’è molto altro di cui bisogna preoccuparsi”. Una riflessione, quella di Fracasso, da affidare all’amministrazione che verrà.
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