“Se Foggia è una città mafiosa? Sicuramente è complicata”. Si è presentato ieri in conferenza stampa il prefetto a riposo Vincenzo Cardellicchio, originario di Campobasso, nuovo componente della commissione straordinaria del Comune capoluogo dopo le dimissioni della prefetta Marilisa Magno. Sarà lui a guidare l’organismo fino al ritorno alle urne dei foggiani, verosimilmente a novembre, dopo una gestione straordinaria che avrà allora raggiunto la durata monstre di 29 mesi essendo iniziata a maggio 2021 con le dimissioni del Sindaco Franco Landella e poi proseguita con lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Rispetto a Magno, che amava assai poco parlare alla stampa, il molisano è apparso molto più aperto e collaborativo.
“C’è una differenza di fondo tra un sindaco e un commissario”, ha esordito. “Il primo risponde a chi l’ha voluto, il secondo cerca di fare il proprio lavoro. Il modo migliore per amministrare una città è essere eletti. Se sono bravissimi i commissari non fanno danni”. Dopo aver elogiato la corsa del “treno pugliese”, Cardellicchio si è soffermato sul capoluogo daunio: “A Foggia le occasioni ci sono: la riapertura dell’aeroporto forse esaltata più dai miei concittadini molisani che dai foggiani, l’agroalimentare del Tavoliere, una storia importantissima alle spalle. Sono convinto che la città abbia in sé la capacità di indirizzarsi verso un futuro roseo. Dal 24 febbraio, data del mio decreto di nomina, sono stato subissato di dossier dai colleghi commissari e da allora sto cercando di approfondirli. C’è molto da lavorare ma il tempo è limitato, dopo l’estate saranno convocati i comizi elettorali. Useremo questi mesi per chiudere le partite che è possibile chiudere, come la Cittadella della giustizia, e consentire ai foggiani di scegliere i migliori. Sono sicuro che i commissari ci hanno provato, in questi anni, a interrompere diversi cicli emersi nella relazione sullo scioglimento, quelli evidenti sicuramente sì. Ma è il cittadino di Foggia che conosce meglio di qualunque altra persona certe dinamiche”. Il neo commissario oggi parteciperà in Prefettura al primo comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, mentre nel pomeriggio incontrerà i vertici di Tribunale e Procura.
“Il prefetto Valiante si sta impegnando moltissimo per Foggia. Era con me nell’ufficio di Gabinetto del ministro”, ha aggiunto. “Avete avuto, negli ultimi anni, i migliori prefetti. Mariani fu mio vicario a Crotone, Esposito è stato prefetto di Roma dove ha raggiunto risultati mai visti prima nella Capitale. Ho lavorato col vostro ex questore Della Cioppa. Persone tutte di grandissimo spessore sono state mandate qui. Lo Stati ha posto attenzione sulla Capitanata, una provincia che ha visto decapitato il proprio territorio”. Cardellicchio ha elencato i cinque consigli comunali sciolti per mafia tra il 2015 e il 2021, “ferite profonde da cui bisogna ripartire avendo la forza di riscattarsi”.
Uno stile apparso subito molto diverso rispetto a colei che lo ha preceduto. “Non c’è un pensiero unico, metto le mani sul fuoco sulla onestà intellettuale di Magno”, ha commentato Cardellicchio, che da giugno 2020 fino a ottobre 2021 fu membro della commissione straordinaria di Cerignola, dopo le dimissioni del prefetto Postiglione.“Fare il commissario in una realtà difficile come Foggia, un capoluogo di provincia, è un’esperienza molto impegnativa”. Il molisano ha ammesso che “vedere oggi Foggia, guardarne il corso così ridotto, non è piacevole”. Poi una metafora: “Rispetto all’idea di buttare il bambino con l’acqua sporca preferisco usare lo sterzo: meglio guidare, indirizzare, che gettare via, fare una rivoluzione”.
L’Attacco ha posto varie questioni a Cardellicchio, a cominciare dall’esasperazione della comunità per una così lunga gestione commissariale. “Poiché la maggioranza dei cittadini di Foggia sono ottimi cittadini riesco a capire il senso di frustrazione che posso vivere. L’occasione che hanno è di fare una scelta per la vita, per il proprio futuro. L’importante è che ci siano le persone giuste, le candidature giuste, i movimenti giusti, la voglia di dare un riscatto alla città. Quanto successo sarà rapidamente un brutto ricordo”, ha risposto il commissario.
Poi il focus sulla contestata decisione dei Magno&Co. di riaffidare il servizio di igiene urbana per altri 9 anni alla partecipata comunale Amiu Puglia spa, nonostante risultati deludentissimi. “Stiamo parlando di una situazione indecente che si è voluto migliorare. Il mondo della gestione dei rifiuti è difficile, la scelta del soggetto pubblico personalmente mi convince. E’ un servizio che è un work in progress, non è facile. Ho vissuto a Cerignola l’introduzione del porta a porta”. Quanto ai dati dopati della differenziata foggiana: “La differenza tra dati falsi e inesatti spesso è sottile. Anche grazie allo stimolo della stampa sono stati corretti. La scelta di Amiu mi convince, avere un apparato pubblico sotto controllo è un vantaggio rispetto alla criminalità. Una scelta di campo andava fatta”. Infine il tema dei limiti dello strumento degli scioglimenti per mafia dei consigli comunali, ammessi dal ministro dell’Interno Piantedosi un mese fa rispondendo a l’Attacco. “Ho affrontato con lui anche tale questione. Io stesso scrissi qualcosa per modificare normativamente l’attuale strumento, sono convinto che si debbano fare delle modifiche. Il tempo è, a seconda di come lo si guardi, troppo poco o troppo breve. Bisogna agire anche su quel versante ma non solo su quello. La norma va puntellata. Anche in questo caso non butterei l’acqua col bambino ma cambierei l’acqua”. Mentre rispetto agli appalti comunali in favore della coop foggiana Tre Fiammelle, colpita da interdittiva antimafia e commissariata giorni fa, Cardellicchio è stato netto: “I lavoratori non possono diventare le vittime, la mia preoccupazione è legata a loro. Fatti salvi loro, diamo ai magistrati il tempo di fare il proprio mestiere”.
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