Alla cena del centrodestra rispunta Leo di Gioia. FdI sogna Porreca o Russo e non si fida granché della Lega

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La parte più interessante rispetto alle manovre nel centrodestra foggiano, a quattro mesi dal ritorno alle urne, è quella che si è svolta lunedì sera, al termine della convention organizzata presso il ristorante Samì in fiera. Si trattava del primo evento pubblico tenuto dalla coalizione dopo gli anni di silenzio seguiti agli scandali del 2021, tra scioglimento del consiglio comunale per mafia, arresti, inchieste per presunta corruzione e presunto voto di scambio. Insomma, un modo per riallacciare un dialogo con la comunità cittadina. Ma se davanti al pubblico (una platea di politici e militanti di area) e ai flash nessun nome è circolato quanto al possibile candidato sindaco, né sono apparse le crepe che agitano il centrodestra sia pur in modo sotterraneo, la situazione è apparsa più chiara nella cena che ha caratterizzato le ore successive all’evento. Ad organizzarla è stato il leghista e segretario dell’Ente Fiera Raimondo Ursitti, che si sta dando un gran da fare per federare il centrodestra e cercare di spianarsi la strada in vista delle elezioni europee del 2024, convinto com’è di potersi candidare – dopo tanti insuccessi precedenti, comunali comprese – al posto dell’europarlamentare Massimo Casanova, qualora quest’ultimo anziché nel Sud corresse in un collegio settentrionale. 

Ristretto il numero dei commensali: i compagni di partito Antonio Vigiano (segretario cittadino con ambizioni da candidato sindaco, come nel 2019) e Joseph Splendido,  consigliere regionale sempre più autonomo dal resto dei salviniani; i forzisti Raffaele di Mauro, segretario provinciale, l’ex assessore comunale Paolo La Torre e l’avvocato Tonio Ciarambino; per Fratelli d’Italia il consigliere regionale Giannicola De Leonardis e, per breve tempo prima di riuscire a svicolare, la senatrice Annamaria Fallucchi. 

Intorno alle ore 23.00 l’arrivo di Leo di Gioia, nato nel Pdl, assessore regionale con Vendola ed Emiliano e tornato da anni nell’alveo del centrodestra. Era sparito dalla scena pubblica dopo il flop delle regionali del 2020. Non lo si era più visto ad alcun appuntamento o incontro politico, il commercialista si era del tutto ritirato a vita privata. L’arrivo al tavolo del Samì, dopo esser stato chiamato, ha confermato le manovre in atto, tra Lega e Forza Italia, per sondarne la candidatura a sindaco. Un nome che anche a pezzi di FdI starebbe bene ma la posizione del partito della premier Giorgia Meloni ha deciso di dire no a tale prospettiva. E del resto di Gioia non ha mai mostrato velleità di candidatura, a meno che non gli fosse stato chiesto dall’intero centrodestra. 

In casa FdI sono convinti che la mossa sia stata avanzata da Ursitti – oltre che per farsi aiutare alle europee – anche per cercare di mettere nell’angolo i meloniani e in particolar modo i due parlamentari Fallucchi e Giandonato La Salandra. 

Stando ai beninformati, la prima aveva contattato di Gioia settimane fa per verificare se fosse vero che si era reso disponibile. In FdI più di uno coltiva il convincimento che i salviniani possano replicare lo schema delle elezioni provinciali e dunque provare a portare al tavolo un proprio nome per sfilarsi nel momento in cui gli viene rifiutato.  

Ma c’è anche chi ritiene che, nonostante la presa di distanza del ministro Raffaele Fitto, i meloniani stiano ancora coltivando l’ipotesi di puntare su Fabio Porreca, ottimo imprenditore ed ex presidente di Camera di commercio e Confcommercio, ma anche marito di Fallucchi. 

Fitto, cui la senatrice è da sempre legatissima, avrebbe detto chiaramente di volerne stare fuori perché lo scenario ricorderebbe troppo il modello familiare Landella-Di Donna (con tutti i distinguo del caso). Fallucchi, peraltro, rischierebbe non solo polemiche di tale tenore ma anche di diventare il parafulmine in caso di eventuale sconfitta di Porreca alle urne. La soluzione possibile, secondo qualcuno, vedrebbe allora la proposta di Porreca – su cui molto si sta lavorando a Roma – venire non dall’ala fittiana del partito bensì dalla corrente opposta, quella di Marcello Gemmato cui appartiene La Salandra. 

Ma anche se ciò dovesse verificarsi e si vincessero i dubbi sulla compresenza di Porreca&Fallucchi e sul fatto che il patron di Svicom nel 2019 fu davvero a un passo dalla candidatura a sindaco ma col centrosinistra allargato, resterebbero da sconfiggere le remore del diretto interessato. Molti scogli, insomma, tra cui quello definitivo: Porreca si convincerebbe mai a un ruolo così tanto impervio e sovraesposto? Chi lo conosce scommette di no. 

Un altro nome di peso di cui si è parlato durante la cena è quello dell’ex procuratore capo di Foggia Vincenzo Russo, la cui disponibilità sarebbe stata pure sondata da Fallucchi. Ma l’ipotesi del magistrato, che lasciò il Tribunale di Foggia nel 2013, circolò già nel 2019. Un miraggio ogni volta inseguito dal centrodestra.

Se il nodo centrale resta quello della coalizione e del candidato sindaco, alcune facce e momenti non sono passati inosservati lunedì alla convention. Con grande sorpresa e imbarazzo dei presenti è riapparso l’ex consigliere comunale Danilo Maffei, per il quale (così come per il padre Ludovico, storico patron della coop di bidellaggio Astra) è stato chiesto dalla Procura di Foggia il rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta sul presunto voto di scambio alle elezioni regionali di settembre 2020 e alle pressioni e minacce che Ludovico Maffei avrebbe usato nei confronti del personale, in occasione delle elezioni comunali di maggio 2019. Maffei a quanto pare sarà candidato nella lista dell’UdC, insieme all’ex assessora Erminia Roberto. 

Ha sorpreso anche la presenza di Michaela Di Donna, che insieme al cognato Franco Landella starebbe lavorando ad un listone civico (nei mesi scorsi si diceva in favore di Giulio Scapato) e si è fatta vedere in attesa di risposte dal centrodestra). 

E’ tornato a casa l’ex senatore Lucio Tarquinio, che dopo il sostegno al centrosinistra di Cavaliere e i recenti e frequenti incontri con Giuseppe Mainiero e col 5Stelle Mario Furore, vista la mala parata dell’alleanza civici-contiani, ha fatto ritorno nel centrodestra. 

Ci crede davvero all’ipotesi di poter essere la candidata sindaca l’ex poliziotta Rita Montrone, moglie del meloniano Gino Fusco, la quale ha persino presenziato al tour in Capitanata della ministra Eugenia Roccella. 

Al posto di Bruno Longo c’erano i suoi, a cominciare dal genero Claudio Amorese, che sarà candidato nella civica di ispirazione meloniana. Non c’era, invece, l’imprenditore della sanità privata ed editore Tito Salatto, che avrebbe da ultimo interloquito col terzo polo di Clemente&Co. e potrebbe annunciare la propria candidatura a sindaco a metà luglio. 

Da ultimo la convention è stata l’occasione per altri paesi di Capitanata di tastare con mano la prova di forza del centrodestra, in vista delle amministrative 2024 tra San Severo, Torremaggiore e San Giovanni Rotondo. Come pure è servita ad alcuni candidati consiglieri di peso, come l’ex leghista Concetta Soragnese, per tentare di decidere in che lista correre stavolta e rompere gli indugi rispetto a FdI, che già conta tra gli iscritti il suo fidato amico e come lei ex eletto Salvatore De Martino.

C’è infine il caso legato ad assenze e silenzi. Il deputato sipontino di FI Giandiego Gatta, stando ai beninformati, non avrebbe gradito affatto l’esclusione dal parterre di interventi. Mentre gli organizzatori, quanto a rappresentanza barese, hanno atteso invano i regionali di UdC e Nuovo PSI.

L’unica vera notizia giunta dalla convention è stata quella data dal deputato Mauro D’Attis, commissario regionale di Forza Italia e vicepresidente della Commissione Antimafia: quest’ultima sarà a Foggia presto. Dal capoluogo daunio, anzi, partirà il tour della Commissione, che dopo aver audito le parole del procuratore nazionale antimafia Melillo intende a maggior ragione far visita a Foggia nelle prossime settimane, forse già a metà luglio. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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