L’amministrazione Episcopo vuole davvero arrivare all’adozione del PUG, il Piano urbanistico generale? I dubbi in proposito, anziché dileguarsi, continuano ad alimentarsi pur dopo che a metà luglio la giunta ha approvato l’atto di indirizzo per la redazione del PUG. Formalmente la delibera è stata proposta dall’assessore piddino ad urbanistica e lavori pubblici, il decariano Giuseppe Galasso, e dal dirigente Tullio Daniele Mendolicchio, ma tra gli stessi alleati del campo largo il barese non è mai apparso molto convinto rispetto al Piano. Una delle questioni che suscitano maggiormente perplessità rispetto alle reali intenzioni degli amministratori comunali è quella dell’housing sociale. Il TAR Puglia, sede di Bari, ha chiesto “una relazione di chiarimenti al Comune di Foggia, a firma della sindaca in carica, in ordine agli intendimenti relativi alla deliberazione del consiglio comunale di Foggia n. 23 del 15 aprile 2025, depositata in giudizio da entrambe le parti in causa”. Il riferimento è, ovviamente, alla clamorosa bocciatura, da parte della stessa maggioranza, della proposta di delibera con cui Galasso voleva porre la pietra tombale sul vetusto programma di housing sociale. L’udienza è stata fissata per il 17 settembre prossimo. Ebbene, una risposta su cosa fare rispetto all’housing sociale esiste già da tre anni nel PUG, le cui carte sono state inviate dal progettista Francesco Karrer e dai suoi collaboratori a Palazzo di città a novembre 2023 (subito dopo l’insediamento della nuova amministrazione comunale), lo scorso anno e da ultimo nelle scorse settimane, dopo l’atto di indirizzo. Una risposta che ha reso surreale il dibattito e le polemiche di mesi fa sulla delibera di giunta, un problema inesistente se si ragionasse sulla base del PUG. Ecco perché, tra gli addetti ai lavori, ci si domanda se in Comune leggano o meno le carte del Piano inviate da Karrer. Né si comprende come mai, con l’udienza ormai imminente dinanzi al giudice amministrativo, non sia stato contattato lo staff del progettista del PUG per la relazione da depositare al TAR. L’Attacco ha provato invano (come al solito) a contattare per chiarimenti l’assessore Galasso.
“Mentre gli accordi di programma sono giuridicamente validi, rispetto al social housing non ci sono obblighi per il Comune se non quello di concludere il procedimento, in un modo o nell’altro”, spiegano alcuni addetti ai lavori a l’Attacco. Ma i dubbi persistono anche rispetto all’adozione dell’atto di indirizzo e sui tempi per completare l’iter.
Chi segue da sempre tale materia spiega che “il Comune ha già tutta la documentazione utile per procedere all’approvazione del PUG” e che l’atto di indirizzo non era dovuto, visto che “l’iter era incardinato nella precedente normativa e doveva continuare con quella”. Ecco perché, come detto dallo stesso segretario generale Alfredo Mignozzi, Galasso deve portare in consiglio comunale l’atto di indirizzo approvato dall’esecutivo al fine di superare il DPP (Documento programmatico preliminare) del 2019. “Perché non si vuole davvero il PUG? Perché, normando la situazione in via generale, impedirebbe la possibilità di dare risposte ad personam e particolari…”, è l’insinuazione dei beninformati.
Intanto le due imprese più agguerrite stanno continuando a portare avanti le proprie battaglie giudiziarie davanti alla giustizia amministrativa al fine di ottenere l’attuazione dei programmi che li coinvolgono. Sono due in particolare, entrambe foggiane: Meta srl, sorta nel 2017 e al momento inattiva, avente come amministratori Rosario Di Trani e Luigi Amoroso; La mia casa srl, esistente dal 2001, il cui amministratore è Giuseppe La Torre. Le ultime decisioni del TAR Puglia risalgono ai mesi scorsi.
La prima è contenuta nell’ordinanza relativa a La mia casa srl, pubblicata lo scorso 17 giugno. Nel 2024 l’impresa fece ricorso contro il Comune lamentando l’illegittimità del silenzio sull’istanza per il completamento della procedura amministrativa afferente al programma di housing sociale. “Il collegio ritiene di indicare d’ufficio possibili profili di inammissibilità del ricorso, specificamente in relazione al contenuto e agli effetti della sentenza del Consiglio di Stato di marzo 2024”, afferma il TAR, assegnando alle parti 30 giorni da tale ordinanza per presentare memorie. Ma quello che più appare interessante è il riferimento alla delibera di aprile di mancata revoca dell’housing sociale: “Questa sezione reputa, altresì, opportuno chiedere una relazione di chiarimenti al Comune di Foggia, a firma del sindaco in carica, in ordine agli intendimenti relativi alla deliberazione del consiglio comunale di Foggia n. 23 del 15 aprile 2025, depositata in giudizio da entrambe le parti in causa”. L’udienza è stata fissata per il 17 settembre prossimo.
Mentre l’11 luglio scorso è stata pubblicata l’ordinanza con ci il giudice barese ha concesso al funzionario delegato dal prefetto di Foggia, quale commissario ad acta, ovvero l’avvocato Gianluigi Prencipe, la proroga dei termini per l’espletamento dell’incarico relativo a Meta srl, che propose ricorso nel 2023 contro il Comune di Foggia per la dichiarazione di illegittimità del silenzio sull’istanza presentata a giugno 2022, volta al completamento della procedura amministrativa afferente al programma di housing sociale previsto dalle delibere di consiglio comunale del 2009, 2010 e successive, nonché per l’accertamento dell’obbligo di provvedere in relazione alla medesima istanza, mediante l’adozione di un provvedimento espresso.
Dopo la sentenza TAR di maggio 2024 con cui fu dichiarato l’obbligo per il Comune di concludere il procedimento deliberando entro 60 giorni dalla sentenza, era stato nominato il commissario ad acta affinchè provvedesse al posto dell’ente entro 120 giorni ed era seguita la decisione d’appello del Consiglio di Stato a novembre 2024, pure negativa per Palazzo di città. A febbraio scorso il commissario ad acta aveva formulato istanza di proroga. “Ad oggi il Comune di Foggia non ha ottemperato alle statuizioni della sentenza ed è decorso il termine di 60 giorni dalla notifica della sentenza, senza che l’amministrazione abbia compiuto alcuna attività”, si legge nell’ordinanza. L’avvocato Prencipe ha spiegato in giudizio di essersi insediato a gennaio 2025 e di aver incontrato a febbraio i tecnici degli uffici competenti per dare attuazione alla sentenza.
Dopo quell’incontro, chiese al dirigente dei lavori pubblici Mendolicchio e all’ingegnera Maria Giovanna De Pascale di acquisire una relazione tecnica illustrativa, stante i relativi cambiamenti dal 2009 ad oggi, quali la intervenuta adozione del PAI (Piano Assetto Idrogeologico), nonché del PPTR (Piano Paesaggistico Territoriale Regionale). La richiesta di proroga dell’incarico si è fondata sulla riferita necessità di acquisire ulteriori elementi in merito al rischio idrogeologico e alla compatibilità paesaggistica dell’intervento.
“Il sito oggetto della localizzazione del progetto di Meta srl non presenta alcun rischio idrogeologico e le eventuali perplessità paesaggistiche sollevate nella richiesta di proroga sono state già oggetto di valutazione ed espressamente superate dalla relazione istruttoria del RUP Vincenzo Maffei, la quale attesta la piena compatibilità del progetto con i vincoli paesaggistici vigenti”. Ecco perché il TAR ha deciso di concedere la proroga del termine per l’espletamento dell’incarico, per ulteriori 90 giorni dall’ordinanza.
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