Nobiletti impugna al Tar il no del prefetto al commissario ad acta, battaglia anche sui fondi per il trasporto

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È sempre più complicata la situazione di impasse che sta paralizzando l’ente Provincia di Foggia. Pd e CON da mesi hanno espresso la propria sfiducia nei confronti del presidente Giuseppe Nobiletti, chiedendone le dimissioni e votando contro le delibere consiliari pure su atti fondamentali come il bilancio e il Dup (Documento unico di programmazione). Per questa ragione più volte Nobiletti e il segretario generale Luigi Natale si sono rivolti al prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco, affinché nominasse un commissario ad acta per l’approvazione del rendiconto di gestione. Prima della riforma Delrio, che ha trasformato le Province in enti di secondo livello con organi eletti dagli amministratori comunali, il TUEL prevedeva che il consiglio comunale o provinciale venisse sciolto in caso di mancata approvazione del bilancio o del rendiconto di gestione. Dopo la riforma, questa ipotesi di scioglimento non è più prevista per le Province. Da aprile scorso Nobiletti spera in Grieco, ma invano. Il consiglio il primo agosto scorso ha bocciato per la seconda volta il rendiconto, mentre Grieco ha chiesto un parere al Ministero dell’interno. Ebbene, il 6 giugno il prefetto ha comunicato a Palazzo Dogana, a seguito di interlocuzione avvenuta per le vie brevi con il Viminale, “l’impossibilità della nomina di un commissario ad acta, pur senza procedere allo scioglimento del consiglio provinciale, come previsto per gli enti locali dal D. Lgs. 267/2000”. E’ quanto si legge nella delibera con cui, il 2 settembre scorso, il presidente Nobiletti ha deciso di fare ricorso al TAR contro la nota prefettizia.

“Con distinte note, la Provincia di Foggia, in persona del presidente, chiedeva al prefetto di Foggia la nomina presso l’ente provinciale di un commissario ad acta al fine di compiere atti obbligatori per legge o per reggere l’ente per il periodo di tempo strettamente necessario, qualora non possa, per qualsiasi ragione, funzionare”, scrive il sindaco viestano. “Tale richiesta traeva origine dalla mancata approvazione del rendiconto di gestione per l’anno 2024, con il conseguente blocco delle attività istituzionali ed amministrative che si riflette sulla corretta gestione economico-finanziaria dell’ente Provincia di Foggia, oltre ad essere considerata dalla Corte dei Conti una grave irregolarità contabile. La chiesta nomina del commissario ad acta trova fondamento giuridico nell’art. 19, comma 4, del Regio Decreto 3 marzo 1934, n. 383, non abrogato e pertanto tuttora vigente e applicabile, come statuito dal Consiglio di Stato – Sezione Sesta - con la sentenza n. 5309 del 10 luglio 2007, che stabilisce testualmente: “Il prefetto invia appositi commissari presso le amministrazioni degli enti locali territoriali e istituzionali, per compiere, in caso di ritardo o di omissione da parte degli organi ordinari, previamente e tempestivamente invitati a provvedere, atti obbligatori per legge o per reggerle, per il periodo di tempo strettamente necessario, qualora non possano, per qualsiasi ragione, funzionare”.

Le considerazioni del prefetto di Foggia non appaiono sufficientemente motivate. Appare opportuno proporre ricorso innanzi al TAR Puglia – Sede di Bari al fine di impugnare la nota del prefetto di Foggia con la quale, nel rigettare la richiesta formulata dal presidente della Provincia di Foggia, espone quanto segue: “Detta possibilità è preclusa dall’art. 1, comma 65 della legge n. 56 del 7 aprile 2014 (legge Delrio) il quale prevede che il presidente della Provincia decade in caso di cessazione dalla carica di sindaco, non disciplinando il caso di mancata approvazione del bilancio, ovvero del rendiconto di gestione entro i termini previsti per legge né esiste nella suddetta normativa alcun rinvio al TUEL”. Il tutto con la contestuale richiesta di nomina di un commissario ad acta da parte del giudice amministrativo”.

L’incarico legale è stato affidato all’avvocato Antonio Leonardo Deramo, inserito nell’elenco dei professionisti che hanno fatto pervenire apposita istanza a seguito di pubblicazione dell’avviso pubblico per la costituzione di un elenco di avvocati per gli affidamenti esterni. Non è il solo mandato legale conferito il 2 settembre da Nobiletti, il quale ha anche deciso di proporre ricorso innanzi al TAR per l’annullamento della delibera di giunta regionale Puglia n. 872 del 20 giugno scorso affidando l’incarico di difesa e rappresentanza legale dell’ente Provincia agli avvocati Giuliano Berruti e Marco Monaco dello studio legale Advant NCTM. Con quella delibera, la Regione Puglia ha adottato la proposta di aggiornamento del Piano triennale dei servizi 2024-2026 nonché il documento “Determinazione del costo standard per i servizi di trasporto pubblico locale su autolinea e B.R.T. degli A.T.O. della Regione Puglia” ed il rapporto preliminare di verifica.

Tali atti, che definiscono il quadro di ripartizione delle risorse e delle responsabilità nella gestione del trasporto pubblico locale, stabiliscono il contributo regionale massimo riconoscibile per concorrere alla copertura del costo del servizio da porre a base d’asta a cura di ciascun A.T.O., per quello che interessa la Provincia di Foggia, che risulta essere pari a 48.867.545,32 euro a fronte del costo complessivo di 69.951.532,01 euro. L’ente foggiano ad agosto scorso ha elencato tutte le criticità rilevate nella delibera regionale spiegando alla Regione che “l’esborso necessario alla copertura dei costi complessivi del servizio al fine di garantire i servizi minimi come indicati in termine di linee risulta essere assolutamente insostenibile a livello economico per il bilancio della Provincia di Foggia”. Ma “la Regione Puglia non ha tenuto conto delle criticità sollevate da questo ente provinciale”. Infine il 2 settembre Nobiletti ha anche approvato le linee di indirizzo per la predisposizione del bilancio di previsione 2026-2028, un altro atto fondamentale che dovrà passare in consiglio provinciale. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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