Housing sociale, i chiarimenti di Episcopo al TAR: interpellate le 27 imprese, La Torre conferma l’interesse

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Se il segretario generale del Comune di Foggia Alfredo Mignozzi ha chiarito da mesi che l’atto di indirizzo della giunta Episcopo rispetto al completamento del Piano urbanistico generale da parte del progettista incaricato, professor Francesco Karrer, deve essere portato in consiglio comunale, resta da capire anche come e quando si chiuderà definitivamente la storia, lunga ormai 17 anni, dell’housing sociale. Il 15 aprile scorso vi fu la clamorosa bocciatura, da parte della stessa maggioranza, della proposta di delibera con cui Galasso voleva porre la pietra tombale sul vetusto programma. Da allora non si è compreso cosa comporti la mancata revoca dell’housing sociale e non lo si è compreso nemmeno in sede giudiziaria, dove continua a dar battaglia La mia casa srl di Giuseppe La Torre. Nel 2024 l’impresa fece ricorso contro il Comune lamentando l’illegittimità del silenzio sull’istanza per il completamento della procedura amministrativa afferente al programma di housing sociale. “Il collegio ritiene di indicare d’ufficio possibili profili di inammissibilità del ricorso, specificamente in relazione al contenuto e agli effetti della sentenza del Consiglio di Stato di marzo 2024”, affermò a giugno il TAR, assegnando alle parti 30 giorni da tale ordinanza per presentare memorie. Ma quello che più apparve interessante fu il riferimento alla delibera di aprile di mancata revoca dell’housing sociale: “Questa sezione reputa, altresì, opportuno chiedere una relazione di chiarimenti al Comune di Foggia, a firma del sindaco in carica, in ordine agli intendimenti relativi alla deliberazione del consiglio comunale di Foggia n. 23 del 15 aprile 2025, depositata in giudizio da entrambe le parti in causa”. Ebbene, lo scorso 29 settembre è stata pubblicata la nuova ordinanza del TAR barese, in cui si spiega che con relazione di chiarimenti del 17 luglio scorso la sindaca Episcopo ha rappresentato, facendo proprio un chiarimento formalizzato dal segretario generale Mignozzi, che la delibera di aprile, valida ed efficace, “ha disposto la contrarietà al contenuto dispositivo della medesima proposta”. “Pertanto, l’atto deliberativo adottato dal consiglio comunale si esprime in modo formale e contrario sulla proposta. Ne deriva, di conseguenza, che il consiglio comunale ha, nell’esercizio della sua naturale discrezionalità, negando (in estrema sintesi) il superamento del programma e l’incapacità di soddisfacimento dell’interesse pubblico, per converso confermato l’esistenza di un interesse pubblico ancora attuale e concreto all’attuazione del programma di iniziativa pubblica per l’emergenza abitativa di cui alle delibere di consiglio comunale n. 40 del 02.10.2008, n.42 del 20.04.2009 e n.52 del 22.07.2010 del Comune di Foggia”.

“Per di più”, si legge ancora nell’ordinanza, “sempre secondo il tenore letterale della deliberazione contraria approvata dall’assise, la disapprovazione della proposta, impedisce di ritenere espresso alcun indirizzo al dirigente dell’Area 6 – Urbanistica e Lavori Pubblici “affinché venga dato massimo impulso alla definizione della pianificazione generale urbanistica per la parte “programmatica” del redigendo PUG, con particolare attenzione...”. In merito all’istruttoria compiuta dal dirigente, la stessa è stata finalizzata a motivare un provvedimento di segno contrario alla conferma dell’interesse pubblico, istruttoria che il consiglio comunale non ha ritenuto di assecondare. Ossia, il consiglio comunale non ha ravvisato la sussistenza di sopravvenuti motivi di pubblico interesse che potessero condurre ad una nuova valutazione dell’interesse originario. Non si è concretizzata la revoca della dichiarazione pubblico interesse o una sua nuova e differente valutazione”.

Inoltre, con la medesima relazione di chiarimenti Episcopo “ha riferito che l’Area 6 a cui fa capo il Servizio Urbanistica ha prontamente adempiuto all’obbligo di riattivare il procedimento amministrativo”, avviando a giugno scorso un’interlocuzione con tutte le 27 imprese interessate al programma di housing sociale, chiedendo in ragione del lungo lasso di tempo trascorso il permanere dell’interesse a suo tempo manifestato con la partecipazione al bando di novembre 2008. Infine ha fatto sapere che “ad esito dei riscontri che perverranno si assumeranno le decisioni del caso, provvedendo a notiziare la Regione Puglia circa le fasi successive da intraprendere per traguardare la conclusione del procedimento nel minor tempo strettamente necessario”.

Pertanto, secondo Episcopo, “è stato rimosso qualsivoglia inadempimento da parte di questa amministrazione”. La mia casa srl è tra quelle imprese che hanno confermato l’attuale persistenza del proprio interesse. Ecco perché in udienza, a metà settembre scorso, il TAR ha rilevato eventuali profili di improcedibilità del ricorso sul silenzio e assegnato alle parti il termine di 40 giorni per presentare memorie scritte sulla questione, fissando l’udienza per il 14 gennaio 2026.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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