Murano torna da ex per la sfida del grande rimpianto: ma anche a Potenza il bomber sta facendo cilecca

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Jacopo Murano torna a Foggia. E torna nel posto in cui, tre stagioni fa, gli appiopparono il marchio indelebile di autentico flop. Domenica il 35enne attaccante lucano rimette piede allo Zaccheria, e stavolta lo fa nei panni di avversario. Con la voglia di dimostrare che i tre gol realizzati nella sua fugace parentesi rossonera hanno raccontato soltanto una parte della sua storia.

Quella di Murano in Puglia è stata una scommessa rimasta largamente incompiuta. Arrivato come il colpo più costoso della gestione Canonico, l’attaccante era stato individuato come il bomber che avrebbe dovuto fare la differenza negli ultimi metri. E trascinare in alto la sua squadra a suon di gol. Esattamente come aveva fatto la stagione prima a Picerno, dove con 20 gol era stato il cannoniere principe della C. Esperienza, fisico, capacità di attaccare la profondità e un curriculum consolidato, erano le credenziali giuste per diventare il riferimento offensivo della squadra. Invece qualcosa non funzionò. Il bottino finale fu magrissimo. E così il rapporto tra Murano e Foggia si consumò rapidamente, lasciando più rimpianti che ricordi. Una parentesi breve, certamente, ma sufficiente per consegnare il suo nome alla lista delle operazioni che non hanno prodotto sul campo quanto la società si aspettasse. Da allora la carriera di Murano ha preso altre strade. E alla fine lo ha riportato proprio nella sua città. Da gennaio scorso è tornato infatti a vestire la maglia del Potenza, con l’obiettivo di rilanciarsi e ritrovare quella continuità realizzativa che negli ultimi tempi gli è mancata. Prima della nuova avventura aveva conosciuto anche la parentesi di Picerno, esperienza che sembrava poter rappresentare un nuovo punto di partenza. Ma il gol, almeno per il momento, continua a farsi attendere e Murano è ancora a secco con la maglia rossoblù. Un dato che pesa inevitabilmente sulle valutazioni di questa prima parte della sua nuova avventura. Al punto che il tecnico Tisci sembrerebbe ormai orientato a preferirgli Petrungaro al centro dell'attacco.

Si sa, per un centravanti, del resto, il gol è una sorta di carta d’identità. Può esserci il lavoro per la squadra, possono esserci movimenti, sponde e duelli vinti, ma alla fine sono le reti a misurare il rendimento di un attaccante. E proprio per questo la sfida dello Zaccheria può diventare una partita particolare. Il Potenza di Tisci quest’anno è una macchina da gol, eppure Murano non riesce a sbloccarsi. Domenica avrà davanti la sua ex squadra e uno stadio che conosce bene. Non sarà una partita come le altre, perché inevitabilmente riporterà alla memoria quella parentesi negativa. Ma potrebbe anche rappresentare l’occasione per riaprire un capitolo che sembrava definitivamente archiviato: quello del centravanti capace di lasciare il segno nelle partite che contano. C’è poi un’altra componente della storia, quella che riguarda il direttore sportivo Di Bari. Il dirigente ex rossonero è da tempo un estimatore di Murano, e ha deciso di puntare nuovamente su di lui, riportandolo a casa nella convinzione che il giocatore possa ancora esprimere il proprio potenziale. E’ una scommessa tecnica e, in parte, anche umana. Adesso però la palla passa a Tisci. La nuova guida tecnica dovrà provare a trovare la chiave per rimettere Murano nelle condizioni migliori, recuperandone fiducia e pericolosità sotto porta. Il giocatore, dal canto suo, ha un obiettivo piuttosto semplice: tornare a segnare. E quale occasione migliore di una gara allo Zaccheria per farlo? Domenica avrà di fronte il Foggia, la squadra con la quale il suo rapporto si è interrotto troppo presto e con la quale il conto è rimasto aperto. Non è difficile immaginare che, intimamente, ci sia anche il desiderio di farsi rimpiangere. Non per cancellare quei tre gol, impossibile, ma per dimostrare che quella storia poteva andare diversamente. Il calcio, del resto, vive anche di rivincite. E Murano avrà la possibilità di prendersi la sua: segnare contro il Foggia avrebbe per lui un significato particolare: sarebbe il modo più immediato per ricordare all’ambiente rossonero che il centravanti visto tre stagioni fa non era necessariamente quello definitivo. Dall’altra parte, però, ci sarà una squadra che non potrà permettersi sentimentalismi. Il Foggia dovrà guardare soprattutto alla partita e al pericolo rappresentato da un attaccante che conosce bene l’ambiente, lo stadio e probabilmente anche qualche punto debole dei suoi ex compagni. E così il ritorno di Murano diventa una delle storie nella storia della sfida di domenica. Da un lato il Foggia che proverà a impedire all’ex di trovare quella rete che ancora gli manca. Dall’altro un attaccante che torna nel luogo della sua occasione mancata con la voglia di riscrivere, almeno per novanta minuti, il finale di una storia rimasta a metà. Tre gol sono troppo pochi per raccontare Murano. Ma proprio per questo, domenica, allo Zaccheria, ha dalla sua un motivo in più per provare a cambiare il racconto.

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