Reazioni critiche dalla maggioranza del Comune di Foggia dopo la notizia, rivelata da l’Attacco, delle riunioni con cui il centrodestra si sta preparando ad un’iniziativa pubblica sulla insussistenza a loro dire – dei requisiti di legge per lo scioglimento del consiglio comunale per mafia nel 2021. Un’operazione che, ovviamente, serve anche a organizzarsi in vista del ritorno alle urne, tra due anni. Il centrodestra, che sapeva di perdere nel 2023 dopo gli scandali che avevano travolto l’amministrazione Landella, oggi vuole arrivare pronto all’appuntamento e con una diversa narrazione rispetto allo scioglimento. “Se qualcuno in Fratelli d'Italia pensa di poter riscrivere, a distanza di anni, la storia dello scioglimento per mafia del Comune di Foggia farebbe meglio a cambiare strategia. Piuttosto che tentare improbabili operazioni di revisionismo, pensi a costruire un progetto politico credibile per la città”, commenta il consigliere comunale di maggioranza Antonio de Sabato, critico al pari dell’eletto contiano Francesco Strippoli, intervistato ieri su queste colonne. “Le motivazioni contenute nella relazione che ha accompagnato lo scioglimento sono pubbliche e parlano da sole. Le dinamiche descritte, i fatti ricostruiti e le responsabilità evidenziate appartengono alla storia amministrativa e istituzionale della nostra comunità. Chi oggi prova a negarne il significato rischia soltanto di alimentare nuovi interrogativi politici. Un tentativo così spudorato di riscrivere quella pagina servirebbe solo a ricordare ai foggiani chi ha contribuito a provocare la ferita più profonda della storia politica della nostra città”, continua l’ex candidato sindaco.

Quanti alberi sono stati abbattuti a Foggia negli ultimi tre anni? Quanti ne sono stati piantati per compensare i tagli? Quante perizie di stabilità sono state redatte per giustificare l'uso delle motoseghe? Per rispondere a queste semplici domande, fondamentali per la salute pubblica e il contrasto alle ondate di calore, il WWF Foggia lo scorso 29 maggio aveva presentato una formale istanza di accesso civico generalizzato agli atti dell'assessorato all'ambiente. “Oggi, la risposta ufficiale del Comune lascia sgomenti e rappresenta una clamorosa carenza amministrativa”, commenta l’associazione ambientalista, presieduta da Maurizio Marrese. “Il Servizio Ambiente ha risposto per iscritto che la legge “non comporta l'obbligo di procedere alla formazione di nuovi documenti ovvero alla predisposizione di elaborazioni, aggregazioni, ricostruzioni o report riepilogativi non già esistenti”. Tradotto dal burocratese: il Comune di Foggia non possiede alcun registro, report e nessun database aggiornato sul proprio patrimonio arboreo. L'ente ha formalmente ammesso di non avere dati aggregati sul verde pubblico, seppur invita a consultare gli atti amministrativi effettivamente detenuti dall'ente”. 

Non si sono fatte attendere le dure repliche delle opposizioni in seguito alla mancata presenza, nell'ultimo consiglio comunale di Foggia, delle forze di maggioranza. 

“L’assenza deliberata della maggioranza impedisce il dibattito su verde pubblico e CCR di via Patroni. In democrazia le idee si confrontano in Aula, non si sottraggono al voto. Quanto accaduto oggi in Consiglio comunale rappresenta uno dei momenti più gravi della vita istituzionale della nostra città. La maggioranza ha scelto deliberatamente di non presentarsi né alla prima né alla seconda votazione del Consiglio comunale, facendo venir meno il numero legale e impedendo la discussione di due mozioni riguardanti temi di grande interesse per la comunità: la situazione degli operai del verde pubblico e il Centro Comunale di Raccolta di via Patroni" - ha dichiarato Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia, segretario provinciale di Cambia.

Sono tanti i punti dirimenti circa le scelte o le non scelte di talune politiche dell’amministrazione Episcopo, uno di essi è quello relativo all’installazione dei cosiddetti e ormai arci noti cassonetti intelligenti. Il nuovo sistema di raccolta rifiuti, gestito da Amiu Puglia e dal Comune di Foggia, è stato collaudato nello scorso maggio, ma sin dalle prime battute iniziali di questa esperienza, civica o meno, a seconda dei punti di vista, non ha soddisfatto la platea degli utenti, costituita da cittadini, ma anche dalla stessa classe politica che da più parti ha attaccato la vice Sindaca, Lucia Aprile. Nela riunione dei capigruppo in Consiglio, tenutasi nel pomeriggio di martedì, si è palesato un diffuso malcontento tra le fila della stessa maggioranza circa l’andamento del nuovo sistema di conferimento dei rifiuti in città. Certo, i presupposti per scontentare i cittadini c’erano tutti, ma i primi mesi sarebbero dovuti diventare tempo prezioso per la messa a punto di un sistema meglio concertato e collaudato. Secondo quanto afferma ai microfoni de l’Attacco Mino Di Chiara, in maggioranza sarebbero stati un pò tutti contrariati verso Aprile. Il motivo resta tra gli altri, proprio questo relativo all’installazione dei cassonetti intelligenti, le cui criticità sono legate soprattutto alla presenza di griglie di superficie troppo piccole per contenere i rifiuti. Per il segretario cittadino del Partito Socialista Italiano, tutti i nodi sono venuti al pettine e le problematiche connesse ai cassonetti sono ormai troppe per poter continuare a sostenere la tesi che il problema siano sempre i cittadini, rei di mal utilizzare i contenitori o di abbandonare a ridosso dei cassonetti i rifiuti.

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