Musica, cinema, teatro, laboratori per l’infanzia, danza contemporanea, incontri e festival gastronomici. Prende il via Foggia Estate 2026, il programma estivo di eventi culturali promosso dall’Amministrazione comunale che accompagnerà la città da giugno fino a metà settembre, con un’offerta pensata per essere accessibile a tutti e distribuita sull’intero territorio urbano, centro e periferie.

A tre giorni dalla chiusura del GIO Festival dopo un maggio ricco per ciò che riguarda la programmazione culturale della città capoluogo, i portatori di interesse, la rete associativa, gli attori politici e quella parte di cittadini ancora interessati alle dinamiche civiche, tracciano un sunto di ciò che è stato e di ciò che si può migliorare. Stefano Santangelo, reduce della decima edizione del Festival del Nerd, sottolinea apertamente che la cultura costituisce oggi più che mai un volano forte per lo sviluppo del territorio. Attraverso di essa, si creano ponti e reti, si muovono leve di sviluppo importanti in grado di generare ricchezza e creare le condizioni per una rinascita dei territori. Ma, senza una visione mirata di ciò che crea tutto ciò, si rischia di sparare nel mucchio, un’eventualità che la città di Foggia non può permettersi dopo una gestione commissariale durata molto tempo. In ballo ci sono risorse pubbliche e il fattore tempo per un territorio che se non si rialza ora farà fatica a farlo poi. Santangelo propone attraverso l’idea di una cabina di regia dedicata agli eventi, un monitoraggio di ciò che crea indotto, soldi e visibilità e lo fa coinvolgendo le altre realtà associative della città, come ha raccontato a l’Attacco. “L’idea è quella di dar vita ad una società partecipata che lavori in maniera continuativa, con un coordinamento, al fine anche di evitare i rallentamenti causati da una gestione comunale o, peggio, dall’interruzione di una progettualità causata dall’insediamento eventuale di una gestione commissariale”, spiega. “Nei giorni scorsi ho inviato un invito alle associazioni cittadine per discutere di questo progetto, presso il Teatro della polvere, dove ho presentato l’idea di dar vita ad una società partecipata che si occupi del coordinamento degli eventi”, continua Santangelo, parlando di una serie di incontri inter-associativi che avverranno ogni tre settimane in luoghi della cultura foggiana. Il primo incontro ha visto la partecipazione di una quarantina di associazioni, con la presenza di circa sessanta persone. I prossimi appuntamenti, facenti parte ancora di una fase interlocutoria, termineranno con l’eventualità di stilare un documento formale, da presentare in Comune.

Neanche il tempo di archiviare la prima edizione del GIO Festival - Giordano International Opera Festival che un interrogativo, anzi una speranza, ha preso a circolare a Foggia e non solo. Quando ci sarà un prosieguo? A nessuno è sfuggito infatti l’imponente sforzo economico che è stato alla base del primo festival dedicato (finalmente) al compositore foggiano Umberto Giordano, orgoglio del capoluogo e della Capitanata. “La speranza è che torni”, ha commentato qualche cittadino. “La seconda edizione ci sarà nel 2027 o nel 2028?”, si è stato chiesto qualcun altro. Interrogativi che nascono dalla consapevolezza che mai, prima del GIO Festival, si era riusciti a trovare una simile collaborazione tra enti e mettere insieme una dotazione finanziaria simile. I costi sono lievitati di parecchio rispetto alle previsioni iniziali: stando a quanto riferito dagli organizzatori, la spesa complessiva ha alla fine raggiunto i due milioni di euro.

E’ stata vana la speranza dell’amministrazione Episcopo di ottenere una sospensiva, almeno parziale, della sentenza di condanna nel processo più importante del contenzioso contro la curatela fallimentare dell’ex municipalizzata dei rifiuti Amica spa. Si tratta della sentenza del Tribunale di Bari del 2025, che ha condannato il Comune di Foggia a pagare al Fallimento Amica spa l'importo capitale di 27.498.334,25 euro, oltre rivalutazione monetaria e interessi legali dalla data della sentenza al saldo effettivo. Nell’ambito del giudizio di appello era stata chiesta la sospensiva, che però è stata rigettata dalla Corte d’appello di Bari, Sezione specializzata in materia di impresa, con decisione del 18 giugno scorso, resa nota ieri. La presidente Maria Angela Marchesiello ha disposto la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza n. 2319/2025 resa dal Tribunale di Bari – Sezione specializzata in materia di imprese, il 16 giugno 2026, nei confronti di Michele Simone, rigettando l’istanza formulata dagli altri appellanti. Inoltre, per la decisione di merito, ha fissato l’udienza del 1° febbraio 2028, davanti alla consigliera istruttrice Maristella Sardone, assegnando alle parti termini perentori: 60 giorni prima dell’udienza per il deposito di note scritte contenenti la sola precisazione delle conclusioni; 30 giorni prima dell’udienza per il deposito delle comparse conclusionali; 15 giorni prima dell’udienza per il deposito delle note di replica. Rispetto al Comune di Foggia, che aveva prospettato che l’esecuzione della sentenza comporterebbe un grave squilibrio finanziario e inciderebbe sulla capacità di erogare servizi pubblici essenziali, la presidente Marchesiello ha “ritenuto che tale allegazione, pur evidenziando un impatto economico significativo, non integri di per sé un pregiudizio irreparabile, risultando priva di dimostrazione in ordine alla concreta esposizione dell’ente a procedure di dissesto o riequilibrio ovvero a un rischio attuale di commissariamento, derivante esclusivamente dall’adempimento della condanna”; inoltre ha “rilevato che non risulta, in particolare, comprovato che il pagamento della somma oggetto di causa determini, in via diretta e immediata, il venir meno degli equilibri di bilancio in misura tale da integrare uno stato di dissesto; che, per contro, deve tenersi conto del fatto che gli enti locali sono tenuti a istituire appositi fondi rischi e contenzioso e a procedere agli accantonamenti necessari in relazione alle passività potenziali, e che tali strumenti sono finalizzati proprio a fronteggiare esiti sfavorevoli del contenzioso, assicurando la tenuta degli equilibri finanziari anche in presenza di obbligazioni derivanti da sentenze esecutive”.

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