Al cimitero di Foggia non ci sono solo affissioni abusive e non autorizzate di manifesti, scritte e fotografie evocative con le quali familiari ed amici tributano il ricordo di persone decedute, il più delle volte trattasi di giovani che hanno perso la vita in circostanze drammatiche. Per la verità di tali abusi, completamente in deroga al regolamento cimiteriale cittadino, l’Attacco se ne era già occupato diversi mesi fa. Sentinella vigile dell’osservanza legale e regolamentare si è reso nel tempo Biagio Orillo, responsabile regionale per Foggia dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada che su queste colonne ha fatto sapere della presenza di manifesti abusivi non solo commemorativi, ma anche goliardici, in quanto non legati al ricordo di chi non c’è più. Con diverse segnalazioni pervenute alla redazione, Orillo ha mostrato foto di gigantografie presenti nelle cappelle cimiteriali, legate addirittura al Foggia Calcio. Un fatto, quest’ultimo che sarebbe stato anche segnalato alle autorità preposte alla vigilanza cimiteriale, ma parrebbe che il personale sarebbe intimorito da ritorsioni degli artefici di tali totem calcistici, collocati da esponenti ultras della squadra rosso-nera. Il decoro cimiteriale delle tombe è regolato a livello nazionale dal D.P.R del 10 settembre 1990, n. 285 e dal Codice Civile, mentre la gestione quotidiana è affidata ai Comuni. Le normative generali sulle decorazioni tombali variano da comune a comune, ma ci sono alcune linee guida che sono generalmente seguite in tutto il paese. La prima regola fondamentale è che ogni decorazione deve essere approvata dall’amministrazione comunale o dalla gestione del cimitero, che può decidere i tipi di oggetti ammessi. In molte località, esistono regolamenti che stabiliscono le dimensioni e i materiali consentiti per le decorazioni. Tra i divieti c’è l’uso non consentito di oggetti troppo voluminosi che possano intralciare il passaggio, o di materiali che possano danneggiare l’ambiente o altre tombe. I vasi per fiori sono consentiti solo se vengono sistemati in modo tale da non occupare spazi comuni o ostruire la visibilità delle altre tombe. Alcuni cimiteri impongono l’uso esclusivo di fiori freschi o artificiali di dimensioni contenute, mentre altri permettono l’uso di piccole statue o commemorazioni personali. Inoltre, le decorazioni devono essere sistemate in modo che non intralcino le operazioni di manutenzione del cimitero, come la pulizia e la cura del verde. Ogni deroga al regolamento e alla legge nazionale è perseguibile. Chi viola le disposizioni rischia sanzioni amministrative, la rimozione forzata degli elementi non conformi, la decadenza della concessione in caso di grave incuria, o fino a 3 anni di reclusione per profanazione.

E siamo sempre lì… I social alimentano polemiche, ingigantiscono le questioni. Nel mirino degli odiatori seriali finisce di tutto, è vero, ma sembra che il Comune di Foggia si impegni particolarmente per fornire materiale da inserire nel “frullatore sociale”. L’ultimo episodio è “Mònde”, festa del cinema sui cammini, che è stata finanziata dal Comune per 85.000 euro (e quasi un milione per tre anni dalla Regione) e non sappiamo se tutti in liquidi o se l’importo comprende anche l’affitto del Teatro Giordano e servizi vari collaterali alla manifestazione.

Resta un campo minato, denso di contrapposizioni e ostilità, il campo largo di Foggia, atteso l’8 giugno prossimo dalla seduta di consiglio comunale per l’approvazione del consuntivo 2025. La convocazione, che di norma è fatta pochi giorni prima dalla presidente Lia Azzarone, stavolta è avvenuta mercoledì scorso, con netto anticipo rispetto alla seduta. Non è casuale né sorprendente, vista la spada di Damocle rappresentata dalla diffida del prefetto Paolo Giovanni Grieco in caso di mancato via libera al rendiconto della gestione, diffida dopo la quale ci sarebbero altri 21 giorni pena lo scioglimento dell’assise con nomina di un commissario ad acta. Come anticipato su queste colonne, la sindaca Marida Episcopo ha garantito di svelare il 2 giugno i nomi dei due nuovi assessori, ma le sue sono ormai considerate promesse da marinaio dai big ed eletti della coalizione, dove in tanti (Pd, M5S, socialisti, decariani legati al presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti) minacciano di non votare il consuntivo in caso di mancata chiusura dell’infinita verifica di maggioranza, iniziata lo scorso anno. Mentre i più scommettono che anche stavolta Episcopo non farà alcun cambiamento, in seno al campo largo gli animi sono esasperati e l’un contro l’altro armati. Non si contano, ormai, più gli scontri verbali sui social tra consiglieri e i botta e risposta a distanza tra sindaca ed eletti. “Governare o comandare? C'è una differenza sottile ma fondamentale che troppo spesso viene ignorata”, ha rimarcato il contiano Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio. 

“Quanto denunciato dall’Associazione Solidea è semplicemente inaccettabile. Parliamo di un tema che riguarda diritti fondamentali, come quello alla mobilità delle persone con disabilità, completamente ignorato dall’Amministrazione comunale. È gravissimo che nel recente bando per le licenze taxi non sia stato previsto neanche un mezzo accessibile. Ancora più grave è il comportamento tenuto nei confronti di Solidea: una richiesta di incontro avanzata già a novembre 2025, reiterata più volte, e rimasta senza alcuna risposta. Questo non è solo un errore amministrativo, è un problema di metodo e di rispetto istituzionale. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: il bando prevedeva 7 autorizzazioni NCC, ma ne sono state assegnate soltanto 3. Diversi candidati sono stati infatti esclusi per la mancanza di un requisito, la cosiddetta “disponibilità giuridica della rimessa”. Alcuni candidati erano convinti che la rimessa potesse essere reperita anche successivamente all’assegnazione della autorizzazione. 



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