In occasione del convegno di lunedì scorso sulle prospettive di riforma della prevenzione antimafia, l’Attacco ha intervistato il prefetto di Foggia Paolo Giovanni Grieco, salernitano, arrivato dall’UTG di Vibo Valentia e in carica da dicembre 2024.

Quali miglioramenti auspica rispetto all’attuale normativa?

Ci sono degli aspetti che già sono stati migliorati nel corso degli anni rispetto alla prevenzione antimafia, specie per quanto riguarda le interdittive prefettizie per le quali si è dato più spazio al contraddittorio e all’interlocuzione preventiva con l’impresa prima di giungere al provvedimento. Si sta quindi già lavorando in quel senso. Per quanto riguarda altre misure che ci interessano più da vicino, come lo scioglimento dei Comuni, c’è un dibattito in corso, ci sono molte proposte che ancora non si sono concretizzate. C’è spazio per i miglioramenti, ma i punti fermi di questa normativa non vengono messi in discussione e noi lavoriamo per renderli sempre più aderenti sia all’evoluzione normativa che ai principi costituzionali, nella nostra prassi applicativa.

La storia è semplice, quasi banale nella sua dinamica. Vincenzo Rizzi, cittadino attivo e voce critica della città, scopre di essere stato bloccato su Facebook dalla Sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo. Nessun insulto, nessuna minaccia, nessuna deriva personale: solo opinioni, osservazioni, richieste di chiarimento sull’operato amministrativo. Eppure, da un giorno all’altro, il suo contatto virtuale viene interrotto.

Foggia ha 659 autovetture ogni mille abitanti. Milano ne ha 519. La città con il reddito disponibile più basso d’Italia ha più auto della capitale economica del paese. Prima di leggere questo come un paradosso, vale la pena capirlo. A Milano si cammina, si prende la metro, si va in bici. A Foggia — dove il trasporto pubblico urbano resta debole e quello extraurbano molto limitato — l’auto non è un lusso: è l’unico modo per muoversi. Lo stesso ISTAT osserva che i territori con una maggiore offerta di trasporto pubblico tendono ad avere tassi di motorizzazione più bassi. Così anche chi non può permettersi di comprarla nuova, la compra lo stesso. E la tiene finché si rompe definitivamente. Nel comune di Foggia, secondo i dati ISTAT 2023, il 78,3% delle auto circolanti ha più di dieci anni. Quasi quattro su cinque. Il 29,9% è classificato Euro 0 o Euro 1 — le categorie più vecchie, più inquinanti, più costose da mantenere. Solo il 22,8% è Euro 5 o Euro 6, le classi più recenti. Se si sommano tutte le classi più vecchie — Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3 — si arriva al 73,6% del parco auto circolante nel comune: una quota enorme di vetture appartenenti a standard ambientali precedenti all’Euro 4, entrato in vigore a metà anni Duemila. Non sono auto d'epoca: sono le auto di tutti i giorni di decine di migliaia di famiglie foggiane. Di queste, quasi una su cinque — il 19,6% — è stata immatricolata più di vent'anni fa. I dati si riferiscono al comune capoluogo; quelli provinciali, disponibili sempre su ISTAT 2023, mostrano un quadro ancora peggiore: nella provincia di Foggia la quota di auto con oltre dieci anni sale al 78,9% e la percentuale di Euro 0-1 raggiunge il 34,5%. Il confronto con altre città italiane rende il quadro ancora più evidente: non solo con Milano o Bologna, che hanno redditi più alti e reti di trasporto incomparabili, ma anche con città del Centro e del Sud di dimensione più simile. La tabella racconta più di qualunque commento. Foggia non è la peggiore in assoluto su ogni singolo indicatore: Napoli e Catania hanno quote di Euro 0-1 ancora più alte, e Napoli supera il 79% di auto con oltre dieci anni. Ma a Foggia il dato colpisce perché combina tre elementi: molte auto, molte auto vecchie e uno dei livelli di reddito più bassi d’Italia. Ed è quella dove il confronto con le città del Nord emerge con più forza: a Ravenna la quota di auto Euro 0-1 si ferma al 18,2%. A Vicenza scende al 18,8%. A Lucca, che pure ha un tasso di motorizzazione alto (738 auto ogni mille abitanti), è al 17,3%. Sono tutte città dove il rinnovo del parco auto appare più frequente, anche grazie a condizioni economiche più favorevoli. Brindisi, l’altra città pugliese del confronto, mostra una situazione simile a Foggia: 74,7% di auto con più di dieci anni. È un dato che racconta quanto il problema non sia solo della Capitanata, ma di un intero sistema territoriale che non riesce a rinnovare il proprio parco auto. Anche a livello regionale il quadro è coerente: secondo ISTAT 2023, nel Mezzogiorno le auto con meno di tre anni rappresentano solo il 12,5% del parco totale, contro il 20,7% del Nord. La Puglia, e la provincia di Foggia in particolare, si collocano nella fascia peggiore di questa distribuzione.



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