Un edificio rurale recuperato diventa uno spazio dedicato alla cultura del vino e alla memoria del territorio. È la Casa nel Vigneto, il progetto dell’architetto orsarese Nicola Tramonte presentato a Villa Jamele durante il 31° Appuntamento con la Daunia organizzato da Peppe Zullo.
L’intervento restituisce una nuova funzione a un fabbricato in muratura parzialmente diruto, integrandolo nel paesaggio della tenuta attraverso il dialogo tra materiali originari e architettura contemporanea. La struttura ospiterà un museo del vino, nato per valorizzare strumenti e testimonianze della cultura enologica e avvicinare soprattutto le nuove generazioni alla storia della produzione vitivinicola.
"Si tratta di un museo del vino. Abbiamo recuperato una serie di oggetti utilizzati negli anni per far conoscere, soprattutto a bambini e ragazzi, la nostra realtà vitivinicola. L'idea è anche quella di dare seguito al progetto attraverso varie iniziative", spiega Tramonte a l'Attacco.
La Casa nel Vigneto entrerà in una rete di spazi culturali che comprende il museo di arte contemporanea e che potrebbe presto arricchirsi con quelli archeologico, contadino e dedicato al sarto orsarese Michele Mescia. In programma attività didattiche, laboratori, mostre e degustazioni, con possibili percorsi verso la Cantina di Piano Paradiso e la Sala delle botti.
L’intervento è stato ammesso al finanziamento del Pnrr dedicato al recupero dell’architettura rurale, con il coinvolgimento del Ministero della Cultura e della Regione Puglia. Un progetto che punta a sottrarre una costruzione all’abbandono, trasformandola in un luogo di trasmissione dei saperi e di valorizzazione dell’identità dei Monti Dauni.
Domani su l’Attacco l’approfondimento.
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