Cartiera, la denuncia anonima dei lavoratori: “175 milioni di utili per IZPS ma Foggia viene calpestata”

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Zero meritocrazia, una gestione autocratica e un sistema privo di qualsiasi contrappeso. È la grave situazione denunciata dalle maestranze dello stabilimento IPZS di Foggia attraverso una nota inviata alle testate giornalistiche, una vertenza ora esplosa anche sul piano sindacale ufficiale. “Questa scelta, sofferta e ponderata, non nasce da viltà ma dalla concreta necessità di difendersi da un clima oppressivo. L’anonimato rappresenta l’unico scudo protettivo a fronte delle continue e pesanti pressioni psicologiche esercitate sui lavoratori. Il paradosso è stridente: proprio sui pilastri dello stabilimento l’azienda affigge campagne e locandine interne con lo slogan “Non siete soli – Nessun tipo di violenza può essere tollerata”, esortando i dipendenti a usare la propria voce per “creare un clima aziendale sano” e a segnalare in sicurezza all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Un messaggio che a Foggia suona come un’amara beffa: nella realtà quotidiana, chi prova a usare la propria voce non trova tutela ma ritorsioni”.

“Le pressioni si riverberano costantemente anche nelle comunicazioni inviate fuori dall’orario di lavoro: chi sceglie di non rispondere a questa reperibilità forzata o muove rilievi finisce immediatamente "fuori dal giro". Le e-mail aziendali e i messaggi interni ne sono la prova tangibile, tracciando un tono di minaccia velata che si traduce in pressioni personali e ingiustificati spostamenti punitivi di reparto”.
 
La prova schiacciante: il comunicato unitario RSU del 24 settembre 2026 e i ricatti nei reparti
“A conferma che le denunce dei lavoratori non sono invenzioni ma realtà quotidiane, è giunto il pesante comunicato unitario RSU del 24 settembre 2026 (firmato da SLC-CGIL, FISTel-CISL, UILFPC e UGL Chimici). Nel documento ufficiale, le rappresentanze sindacali denunciano nero su bianco una vera e propria gestione intimidatoria dello straordinario, delle ferie e dei permessi:
Reparto Qualità: il comunicato evidenzia esplicitamente l’esistenza di pesanti pressioni per forzare la disponibilità allo straordinario, con la minaccia diretta di ritorsioni sulle ferie o di formali segnalazioni punitive all’ufficio Risorse Umane;
Reparto Targhe: la presenza dello straordinario viene utilizzata come pretesto automatico per negare illegittimamente la fruizione di ferie e permessi contrattualmente spettanti;
Straordinario forzato: ciò che per legge deve rimanere prestazione volontaria viene trasformato d’imperio in un obbligo attraverso condizionamenti, forzature e velati ricatti che reprimono le esigenze personali e familiari dei lavoratori”.

Turni-sequestro e oltre 14 ore di lavoro forzato: l’incubo della produzione Euro e la dignità calpestata
“Ancora più eclatante, scandaloso e disumano è ciò che si consuma nei periodi ad alta intensità dedicati alla produzione dell’Euro, dove la pressione produttiva valica ogni confine di legalità. Se a fine turno non si riscontra una perfetta e millimetrica riconciliazione contabile e materiale tra i pezzi prodotti e i dati di bilancio del turno stesso, scatta una vera e propria reclusione forzata. I lavoratori vengono obbligati a rimanere trattenuti all’interno del reparto contro la propria volontà, senza possibilità di uscire fino a quando i conti non tornano. Una prassi aberrante che calpesta spietatamente lo statuto dei Lavoratori, la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e la stessa dignità umana: il tetto massimo legale delle 13 ore giornaliere viene sistematicamente travolto, arrivando a casi ampiamente documentati di oltre 14 ore consecutive di lavoro ininterrotto. Trattenere personale esausto oltre i limiti di legge, trasformando i dipendenti in ostaggi di un conteggio, rappresenta un’atroce barbarie gestionale e un pericolo inaccettabile per la salute e la sicurezza delle persone”.
 
Il triangolo del potere, lo scandaloso passaggio da RSU a prossimo HR e la farsa del nuovo bando per HRBP
“All’interno della fabbrica la Struttura di Programmazione della Produzione si è trasformata nella vera "mente" del sistema, muovendo i lavoratori come semplici pedine sullo scacchiere aziendale, con la direzione di stabilimento a far da braccio esecutivo e un ufficio HR ridotto a mero passacarte. A coprire e blindare questo meccanismo è un legame a doppio filo con una specifica sigla sindacale, a cui risulta iscritto un altissimo numero di responsabili, capi reparto e quadri. Anziché tutelare le maestranze, il sindacato si è trasformato nella cinghia di trasmissione della dirigenza, sorretto da un’intensa rete di appartenenza legata a ben precise "parrocchie" politiche”.
 
“Emblematico del livello di potere accumulato è il caso di un esponente RSU della sede di Roma legato a questo circuito: per anni ha gestito dinamiche aziendali vantando persino una presenza di propri familiari assunti in IPZS, per poi rassegnare le dimissioni da RSU con la promessa di un prossimo passaggio direttamente all’interno della struttura HR aziendale. Una scandalosa dinamica di "porte girevoli" a cui fa da sfondo l’ennesimo paradosso: la recente comparsa sul sito ufficiale ipzs.it di un’offerta di lavoro per un HR Business Partner (HRBP) destinato proprio allo stabilimento di Foggia. Una mossa che appare a molti come un goffo e tardivo tentativo di restyling facciata o di "tamponamento" formale, destinato inevitabilmente a infrangersi contro il muro di una struttura HR ormai del tutto depotenziata o piegata alle solite logiche di potere interno ormai da anni...”.
 
RSU e RLS: denunce di facciata, premi performance e la prova dei fatti
“Sebbene le RSU abbiano finalmente emesso un comunicato dai toni duri di fronte all’insostenibilità della situazione, tra i lavoratori resta forte lo scetticismo verso le prese di posizione del passato, spesso rivelatesi mere denunce di facciata utili solo a sedare gli animi o a lavarsi la coscienza. All’atto pratico, chi doveva vigilare ha troppo spesso tollerato lo status quo. A conferma di passati asservimenti, si registra come proprio alcuni rappresentanti abbiano in passato ricevuto premi di performance distribuiti dalla direzione: un vero e proprio compenso riservato a chi sceglieva il silenzio rispetto alla difesa reale dei lavoratori, mentre le criticità strutturali venivano colpevolmente tralasciate”.
 
L’abuso degli interinali e la rete delle parentele nei reparti chiave
“La trasparenza nei processi di reclutamento è stata completamente azzerata. I "job posting" ufficiali e gli avvisi interni sulla rete aziendale vengono del tutto ignorati per fare spazio al ricorso sistematico alle agenzie interinali, utilizzate come canale d’ingresso privilegiato. Il quadro si fa ancora più grave analizzando la collocazione di queste risorse nei settori nevralgici dello stabilimento:
Affari Generali: area in cui figura la presenza del figlio di un noto esponente politico locale;
Sicurezza Fisica: struttura in cui — fermo restando il ruolo del tutto autonomo ed estraneo della Guardia di Finanza, che svolge regolarmente il proprio presidio di vigilanza istituzionale nello stabilimento — si assiste alla strana selezione di lavoratori interinali scelti tra vecchie conoscenze di Guardie Particolari Giurate (asservite alla direzione aziendale) quando il servizio di vigilanza dello Stabilimento era affidato a loro prima dell’arrivo della Guardia di Finanza
Controllo Valori: settore delicatissimo in cui si assiste all’anomalia estrema di un lavoratore interinale che ricopre direttamente il ruolo di vice responsabile di struttura;
Bollini Farmaceutici: reparto in cui si registrano gli ultimi ingressi di personale interinale, disattendendo e calpestando apertamente chi ha sostenuto un lungo e pesante iter di selezione IPZS anche solo per aggiudicarsi un contratto a tempo determinato diretto con l’azienda;
Struttura HSE a Roma: persino nella capitale, per non farsi mancare nulla, risulta inserito il figlio di un noto ex sindaco locale già salito agli onori della cronaca giudiziaria per un’inchiesta passata relativa ad esami truccati presso l’Università di Foggia”.
 
“Gli interinali inseriti tramite queste corsie preferenziali vengono successivamente stabilizzati o assunti tramite selezioni IPZS "su misura". Una prassi che sbeffeggia e umilia apertamente tutti quei lavoratori che nel tempo hanno sostenuto con sacrificio, studio e meritocrazia regolari e faticosi iter selettivi per poter ottenere un contratto IPZS, fosse anche solo a tempo determinato”.
 
Premi performance manipolati, superminimi e l’anomalia dei timbratori "a vista"
“La totale assenza di meritocrazia trova conferma anche nella gestione delle risorse economiche destinate al personale. Quei rari premi di performance e i ricchi superminimi individuali — pari a centinaia di euro — vengono infatti elargiti ciclicamente e a pioggia sempre alla solita ristretta cerchia di fedelissimi e adulatori. Avviene così che, anche di fronte a motivate ed esigue  segnalazioni avanzate da singoli responsabili nei confronti di lavoratori realmente meritevoli, la direzione intervenga d’imperio per depennare i nomi di chi lavora con dedizione e professionalità”.
 
“Ma c’è di più: secondo la denuncia delle maestranze, mentre agli operai e impiegati viene garantito un controllo stringente e capillare per assicurare le 40 ore settimanali, per alcuni quadri e direttivi vigerebbe un sistema d’eccezione seppur contemplato dal ccnl, caratterizzato dall’obbligo di una sola ed unica timbratura giornaliera, a quanto non rispetterebbero l’obbligo delle minime 40 ore settimanali. Un regime di favore che di fatto non garantirebbe affatto il rispetto del monte orario contrattuale e che, stando a quanto segnalato, consentirebbe persino ad alcune figure apicali di gestire parallelamente attività imprenditoriali private, professionali e familiari, durante l’orario di lavoro o a scapito dei doveri aziendali”.
 
I 175 milioni di utile netto, la disparità con Roma e il paradosso delle indennità da tipografia di sicurezza generica
“A rendere inaccettabile questa situazione sono i dati finanziari complessivi: il Gruppo IPZS — che comprende le sedi romane, lo stabilimento di Verrès e il sito di Foggia — arriva a registrare nel bilancio del 2025 un utile netto complessivo di ben 175 milioni di Euro. Tuttavia, nonostante lo stabilimento di Foggia contribuisca in modo determinante a questi lusinghieri risultati di gruppo, a Foggia si negano ostinatamente il riconoscimento degli inquadramenti professionali e dei livelli che spetterebbero di diritto alle maestranze”.
 
“A questo si aggiunge un vero e proprio paradosso economico e contrattuale: un dipendente medio dello stabilimento IPZS di Foggia percepisce le stesse identiche indennità di un operaio/impiegato di una qualsiasi tipografia di sicurezza generica che ad esempio produce la carta valori per i libretti postali filigranati o assegni filigranati bancari. Un’assurdità inaccettabile se si considera che a Foggia si stampano e si producono prodotti ad altissima sicurezza come tutte le carte valori dello Stato Italiano ed anche per alcuni Stati Esteri, ad esempio gioco lotto, ricettari medici, cie, banconote ecc....ma operando sotto costante ed estenuante pressione produttiva, soggetti a rigidi protocolli di sicurezza quotidiani e con la presenza costante della Guardia di Finanza a presidio del sito”.
 
“Ciò che pesa ancor di più è la stridente e umiliante disparità di trattamento riservata allo stabilimento di Foggia rispetto alle strutture di Roma. Mentre nella capitale i dipendenti godono di infrastrutture impeccabili e servizi avanzati — tra cui navette aziendali, shuttle dedicati, parcheggi curati e persino la ludoteca —, la fabbrica foggiana viene sistematicamente declassata e trattata come un sito produttivo di "Serie B". A Foggia i reparti soffrono per problemi di sicurezza e per impianti di climatizzazione obsoleti e vecchi di trent’anni, mentre all’esterno i lavoratori sono costretti a "elemosinare" persino per un intervento di rattoppo alle buche di un parcheggio fatiscente, ridotto ormai a un tratturo dissestato. Rispetto e pari dignità tra le sedi del gruppo: zero”.
 
Le visite-passarella, le belle parole del Presidente e la sfida aperta alla smentita
“Il contrasto tra la propaganda, la messinscena istituzionale e il reale vissuto a Foggia risalta con sconcertante evidenza rileggendo l’editoriale pubblicato su IPZS News a firma del Presidente del CdA, dal titolo emblematico “Ascoltare per costruire insieme il futuro”. Il Presidente proclama solennemente che la priorità dell’Istituto sia “l’ascolto delle persone e la valorizzazione del patrimonio di professionalità che costituisce la vera forza dell’Istituto”, auspicando un “lavoro condiviso, improntato alla sobrietà nei comportamenti”. Parole condivisibili sulla carta, ma smentite clamorosamente dai fatti, dai comunicati sindacali, dai turni forzati di 14 ore e dai cartelli promozionali sulle pareti. L’aspetto più amaro della vicenda risiede nelle recenti visite istituzionali svolte a Foggia da esponenti dell’attuale CdA e da noti politici nazionali e locali: passerelle ufficiali e tour guidati durante i quali, per i visitatori illustri, viene fatto figurare che "è tutto OK". Un teatrino orchestrato ad arte che nasconde sotto il tappeto il malcontento delle maestranze, la disorganizzazione, le minacce, i doppi standard, il superamento dei tetti orari di legge e la precarietà diffusa”.
 
“I CdA si rinnovano e i vertici si avvicendano ciclicamente firmando editoriali di buone intenzioni, affiggendo manifesti contro la violenza sul lavoro e tagliando nastri in visite di facciata, ma a Foggia l’impalcatura di potere resta immobile e impermeabile a ogni sollecitazione”.
 
I lavoratori si rivolgono agli organi di stampa, al CdA, all’Ispettorato del Lavoro e alle istituzioni con una richiesta chiara e una sfida aperta: “traducete l’ascolto in fatti concreti. Venite a verificare di persona le reali condizioni di questo stabilimento, ma senza i filtri opportunamente predisposti dalla direzione e senza passerelle concordate. Se quanto riportato in questa denuncia e confermato dai comunicati RSU ufficiali che tutte le maestranze conoscono dovesse essere ritenuto falso o inesatto, invitiamo pubblicamente i vertici aziendali a smentire punto per punto le nostre affermazioni. Senza un intervento immediato che smantelli le logiche di favore e ripristini legalità, meritocrazia e pari dignità, la produzione foggiana resterà ostaggio di un feudo insostenibile per il futuro dell’intera azienda”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet