Morte Egidio Robortaccio, Tribunale di Foggia rigetta patteggiamento ed esclude concorso di colpa della vittima

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Nella notte tra il 24 e il 25 giugno 2024 – al termine della serata in cui in tutta Italia si festeggiava la qualificazione della Nazionale agli ottavi di finale dei campionati europei di calcio, conquistata al novantottesimo minuto contro la Croazia – Egidio Robortaccio, di 25 anni, perdeva la vita a Foggia dopo essere caduto dall’autovettura in movimento sulla quale viaggiava come passeggero.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, dott. Armando Dello Iacovo, ha ora rigettato la richiesta di applicazione della pena – due anni di reclusione – concordata tra la Procura della Repubblica e Simone Guerra, che conduceva quell’autovettura ed è imputato di omicidio stradale per la morte di Egidio. Accogliendo le ragioni esposte nella memoria depositata dalle parti civili – i familiari di Egidio, assistiti dall’Avv. Michele Vaira – il Gip ha ritenuto che non sussista alcun concorso di colpa della vittima nella causazione dell’evento. Il procedimento proseguirà nelle forme del giudizio abbreviato e, alla prossima udienza, l’imputato sarà sottoposto a esame.

L’accordo sulla pena muoveva dall’assunto che la condotta di Egidio avesse avuto un peso prevalente nella dinamica del sinistro. Le parti civili hanno contestato questa ricostruzione e hanno chiesto al Giudice di esercitare il controllo che la legge gli affida sugli accordi tra accusa e imputato: sulla base degli atti – le dichiarazioni rese dallo stesso conducente nelle ore successive al fatto, le immagini delle telecamere che hanno ripreso la sequenza e gli accertamenti sanitari eseguiti quella mattina – la responsabilità dell’accaduto non poteva essere spostata sulla vittima. Il Gip ha condiviso questa impostazione: le condizioni del conducente al momento del fatto e le manovre compiute nei secondi decisivi saranno ora esaminate nel merito, nel giudizio in cui la responsabilità dell’imputato sarà accertata con le garanzie che la legge gli riconosce.

“Esprimiamo piena soddisfazione per una decisione giusta, che riporta il processo sul terreno dell’accertamento dei fatti – dichiara l’Avv. Michele Vaira –. La famiglia di Egidio non ha mai chiesto una pena esemplare e non ha alcun interesse alle conseguenze sanzionatorie che il giudizio potrà avere per l’imputato. Ha chiesto soltanto che la morte del proprio figlio non fosse archiviata come il frutto di una sua imprudenza e che i fatti fossero accertati pienamente, nel contraddittorio tra le parti. La decisione del Giudice restituisce a Egidio la dignità che un accordo fondato su un presunto concorso di colpa gli avrebbe negato. È questa la giustizia che la sua famiglia cercava: non la misura della pena, ma la verità.”

La famiglia Robortaccio ringrazia quanti le sono stati vicini in questi mesi e chiede che il giudizio possa proseguire nel riserbo e nel rispetto dovuti al dolore per la perdita di Egidio.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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