Quattro parlamentari della Capitanata presenti su sette, tre letture diverse della crisi e una porta che, a un certo punto, si è chiusa. Ieri mattina Confagricoltura Foggia ha riunito nella propria sede provinciale i parlamentari del territorio per presentare le sue proposte a sostegno del comparto agricolo. Al tavolo con il presidente provinciale di Confagricoltura Filippo Schiavone si sono seduti i deputati di Forza Italia Giandiego Gatta e Giorgio Lovecchio, la senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi e la senatrice del Movimento 5 Stelle Gisella Naturale. Assenti il deputato di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra e i pentastellati Marco Pellegrini e Carla Giuliano. Per descrivere il momento Schiavone ha ripreso una parola del presidente nazionale Massimiliano Giansanti, “policrisi”: dopo il Covid e la guerra in Ucraina, è stata la chiusura dello Stretto di Hormuz a pesare più di tutto, dal carburante ai concimi di sintesi come l’urea. “La provincia di Foggia è lo specchio dell’agricoltura italiana”, ha detto il presidente: un tempo era la patria del grano, oggi lo è anche del pomodoro e dell’asparago, e tutte queste filiere “stanno vivendo una crisi terribile”. Le misure già varate, ha osservato il presidente, dai 30 milioni promessi dalla Regione ai 60 milioni del governo per compensare il caro carburante, fino al decreto fertilizzanti, intervengono soprattutto sui maggiori costi, mentre la crisi di mercato resta “spaventosa”. Schiavone ha messo in fila i numeri del grano: oggi viene pagato 30 euro al quintale, mentre il costo di produzione per ettaro, che un tempo era tra i 700 e i 900 euro, al Sud è salito a 1.200 euro, come certificato dall’Ismea. Lo stesso vale per l’olio, soprattutto sul Gargano e nelle aree interne, un’olivicoltura finita in serie B “non per la qualità del prodotto”, ma per la difficoltà di coltivare terreni a determinate altitudini. Per questo servono interventi di mercato: “A noi il populismo, l’apparire brillanti non ci interessa, ci interessa trovare soluzioni”. Il presidente ha espresso “grande fiducia” nel Coltivaitalia e a l’Attacco ha spiegato che i 300 milioni per l’olivicoltura “saranno importanti e strategici anche per il mercato dei prossimi mesi, ma anche dei prossimi anni, perché l’Italia si andrà a dotare per la prima volta nella storia di un piano olivicolo nazionale”.
Chiusa questa parte, la stampa è stata congedata: alcune cose, ha spiegato, voleva dirle soltanto alla politica. Schiavone ha anche tenuto a separare l’appuntamento dalle mobilitazioni delle ultime settimane: “Questo non è un incontro che nasce a seguito delle manifestazioni, è un incontro che avevamo già in animo di fare”. Nel comunicato del 20 ottobre, però, aveva scritto di comprendere “l’esasperazione di chi ha deciso di scendere in piazza”. Nei presidi è stato anche Gatta, da San Giovanni Rotondo a Macchia, e a l’Attacco ha raccontato di aver trovato “gente pacifica, civile, dedita all’ascolto”. Sulle intimidazioni agli autotrasportatori che volevano lavorare, riportate dalla stampa anche in Puglia, ha rinviato agli accertamenti: “Questo lo accerteranno poi gli investigatori”.
Il nodo, per Confagricoltura, è il reddito. Nello stesso comunicato Schiavone aveva ricordato che il settore primario vale il 16% del Pil provinciale e che “l’imprenditore agricolo è un soggetto che, come tutti, deve ricavare reddito dal proprio lavoro”. Per questo, aveva scritto, “si deve trovare il modo di andare oltre il concetto di copertura dei costi di produzione”. Le richieste sono nero su bianco nel documento consegnato ai parlamentari: compensare il caro gasolio come già fatto per i fertilizzanti, sbloccare in tempi rapidi i 300 milioni del piano olivicolo, attivare il fondo di crisi per le filiere più colpite e imporre ai prodotti importati gli stessi requisiti chiesti ai produttori europei. Gatta ha difeso il lavoro della maggioranza: “La politica ha già fatto tanto e certamente ancora farà. Tra qualche giorno approderà al Senato il Coltivaitalia, un provvedimento legislativo che stanzia oltre un miliardo di euro.
Era dal 1977, dalla cosiddetta legge Quadrifoglio, che nessun governo aveva stanziato una cifra così imponente”. Il deputato ha parlato di oltre 16 miliardi destinati ad agricoltura e pesca in questi quattro anni di governo. Ha però ammesso che bisognerà “fare i conti con quelle che sono le risorse a disposizione”. Sulla stessa linea Lovecchio, che in una nota diffusa prima della riunione aveva annunciato la proposta di un tavolo provinciale permanente sull’agricoltura. “Le richieste del mondo agricolo non hanno colori politici”, aveva scritto, aggiungendo che “il Governo Meloni ha già messo in campo risorse importanti”.
Di segno opposto il giudizio di Naturale, che Filippo Schiavone a l’Attacco ha definito il Coltivaitalia “assolutamente una presa in giro” e ha ricordato che il suo emendamento per garantire la copertura dei costi di produzione “è stato bocciato, è stato stracciato”. I colori politici, al tavolo, si sono visti tutti. Confagricoltura chiede di andare oltre la copertura dei costi, la maggioranza rivendica le risorse stanziate e invita a misurarle con quelle disponibili, l’opposizione denuncia che perfino la copertura dei costi è rimasta fuori dal testo. La verifica arriverà al Senato, dove il Coltivaitalia, approvato dalla Camera il 6 agosto, attende il voto definitivo. Lì si capirà se la richiesta di Schiavone troverà posto in un testo di legge o resterà sulle copie stampate del documento che ha distribuito ai parlamentari.
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