“Non portare la merenda a scuola” è il progetto del Comune per contrastare le cattive abitudini alimentari

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È partito con entusiasmo il progetto alimentare per le classi dell’Infanzia e della Primaria che fanno il tempo pieno all’IC “Grimaldi” a San Paolo di Civitate. Un progetto proposto e condiviso con i rappresentanti dei genitori e delle insegnanti che hanno costituito una commissione mensa per la primaria e la scuola dell’infanzia che va ad integrare il progetto di educazione alimentare.

Iniziato la settimana scorsa in via sperimentale per i ragazzi iscritti al tempo pieno, ma con l’intenzione di estenderlo a tutte le classi della primaria e dell’infanzia considerato l’aumento dei disturbi alimentari nei giovani, dopo i due anni di pandemia. Sotto la guida dei nutrizionisti è stata proposta una merenda mattutina varia e salutare  distribuita  ai bambini, che sostituisce i prodotti portati da casa fino a qualche tempo fa liberamente. “È intenzione dell’amministrazione comunale, estendere il progetto a tutte le classi, se dovessero arrivare risultati positivi - ha dichiarato Francesco Marino, Sindaco di San Paolo -. Anzi, stiamo approntando il nuovo bilancio e vorremmo stanziare fondi comunali per cercare di sgravare in parte il costo dei buoni pasto dalle famiglie cosi da estendere il tempo pieno a quante più classi possibili delle due scuole. Finora c’è stato molto entusiasmo da parte dei ragazzi per questa novità”.

Un progetto che nasce grazie all’osservazione di ciò che i bambini portava come merenda di metà mattina: “Ci siamo attivati, io come Sindaco e medico specialista sulle questioni alimentari – ha ripreso a l’Attacco, il Sindaco Marino – dopo che le docenti del ‘Grimaldi’ c’hanno segnalato che nella merenda di metà mattina, i bambini portavano di tutto: dalle buste di patatine a brioches di tutti i tipi, passando per grandi quantità di barrette di cioccolato. Ecco che, poi, a pranzo, per le classi del tempo pieno, gli stessi bambini non avevano fame. Con l’ausilio di nutrizionisti, oltre che come medico, abbiamo scelto lo yogurt, che diventa alimento fondamentale, ma anche i carboidrati complessi e salutari. Questi alimenti vengono forniti a ‘costo zero’ per le famiglie, con l’obiettivo di combattere l’obesità infantile che fa insorgere in età adulta altre patologie serie”.

E Marino, conclude così: “La colazione a casa resta quella di primaria importanza – latte e biscotti, ma se col pane è meglio – poi, a scuola c’è l’integrazione della colazione a metà mattina, prima del pasto principale che avviene verso le ore 12.30/13.00. Mangiare sano, poco e spesso, serve ad evitare i picchi glicemici e contenere il senso di fame”. Condivisione dell’iniziativa da parte dei genitori a cui, di rimando, è rivolto il progetto per sensibilizzare all’uso di prodotti sani.

Luigi Zampino è il presidente del consiglio d’istituto e, quindi, rappresenta i genitori e tanto dichiara a l’Attacco: “Valuto, e valutiamo come genitori, molto positiva l’idea e la sua attuale applicazione, dando per scontato che tutto è migliorabile, essendo un progetto in fase sperimentale e riservato solo, per ora, alle classi del tempo pieno. I bambini e i ragazzi non portano più la merenda a scuola ma la fornisce gratuitamente il comune di San Paolo. Non si tratta di qualcosa legato alla dieta ma serve a regolamentare, in base a valutazioni nutrizionali, quello che serve ai piccoli utenti: dallo yogurt alla frutta, passando per biscottini e succhi di frutta”.

Le conclusioni di Zampino: “Mangiare tutto in quantità giusta e in base alle calorie necessarie. Si tratta di un discorso di equilibrio tra cultura alimentare e sensibilizzazione a stili di vista corretti, evitando cibi di stampo fast food. Inoltre sono state implementate le Commissioni mensa, con rappresentati dei genitori, dei docenti e dell’amministrazione comunale per discutere delle scelte e dell’andamento della sperimentazione, con l’auspicio che possa essere implementata anche nei plessi di Serracapriola e Chieuti”.

Leitmotiv ripreso dall’assessora alla Cultura e Pubblica Istruzione   Sabrina Rosito: “Con il progetto ‘Una merenda per tutti’, sono tanti gli obiettivi che ci siamo posti: educare i bambini, grazie alla collaborazione delle docenti e delle famiglie, ad uno stile di vita sano; distribuire agli stessi un’unica merenda, eliminando ogni forma di disagio/discriminazione tra bambini, ed infine sostenere quanto più ci è possibile le economie delle famiglie. Sicuramente abbiamo ancora tanto da migliorare ma, sono sicura che grazie alla collaborazione di tutti, riusciremo ad avere grandi risultati".

Così, invece, il dirigente dell’IC Raffaele Grimaldi, Ruggero Folliero: “Un’iniziativa assolutamente condivisibile in cui la scuola si fa promotrice di una corretta e sana alimentazione, con l’obiettivo di sensibilizzare i bambini e gli alunni verso un più consapevole processo di educazione alimentare”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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