I musei hanno bisogno delle scuole e le scuole hanno bisogno dei musei”. E’ la sintesi della filosofia che guida Luciana Stella nella progettazione delle linee guida di Scuola in Circolo sin dal 2017, anno d’esordio di una metodologia che oggi raccoglie frutti importanti e allarga la platea dei partecipanti istituzionali e scolastici. Riconosciuto come miglior progetto di welfare culturale in Capitanata, il progetto che porta la firma di MIRA Aps torna in una nuova edizione special nei mesi di ottobre e novembre, proponendo quattro interessanti e divertenti itinerari culturali al Parco Naturale Regionale Bosco Incoronata, al Museo di Storia Naturale e Biblioteca La Magna Capitana, Museo del Territorio, La 900 Community Library, Museo civico e Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea.
“E’ una progettualità che risponde al bisogno delle scuole di svolgere attività di respiro culturale in modo gratuito” ha spiegato ieri Stella che con la sua associazione di promozione sociale ha elaborato un modello che misura il suo successo sulla capacità di fare rete intorno a concetti chiave come il contrasto alle povertà educative, l’attivazione di una comunità educante, la collocazione delle periferie al centro di una visione che porta l’azione didattico-culturale fuori dalle aule.
Il progetto intende creare un circolo di conoscenza in movimento, permettendo agli alunni dai 5 ai 14 anni che vivono in contesti esclusi dai processi culturali di connettersi e dialogare con la storia, con l’arte e con le scienze naturali. Ad affiancare MIRA in questa scommessa c’è anche la realtà del Polo biblio-museale di Foggia che offre la sua collaborazione con la messa a disposizione delle strutture e del patrimonio del sistema, come ha spiegato ieri la storica bibliotecaria responsabile dei servizi per bambini e ragazzi de La Magna Capitana Milena Tancredi: “Siamo parte di una famiglia allargata che sostiene la mission dei servizi bibliotecari così com’è sancito nello spirito del manifesto UNESCO sulle biblioteche pubbliche, via di accesso locale alla conoscenza, per lo sviluppo culturale dell’individuo e dei gruppi sociali” ha riferito Tancredi.
Poi un cenno ai molti riconoscimenti che la realtà foggiana raccoglie per la capacità di lavorare in rete “a Foggia la comunità educante esiste da tempo e funziona, e vi assicuro che una simile modalità di lavoro non è consuetudinaria, vinciamo premi un pò ovunque per la nostra capacità di mettere in condivisione le buone pratiche” ha affermato Tancredi, riconoscendo nel progetto Scuola in Circolo Special uno stimolo a crescere in maniera partecipata, sdoganando musei e biblioteche dall’accezione riduttiva di luoghi della cultura per farli diventare luoghi del benessere e del fare.
Nel patto educativo sancito grazie al progetto di MIRA c’è anche il Comune di Foggia: “Questa è una rete necessaria alla crescita e alla formazione, l’associazionismo svolge un ruolo fondamentale anche quando le istituzioni sono meno presenti - ha precisato l’assessora comunale Alice Amatore, esaltando il prezioso ruolo di supplenza svolto in molti casi dal terzo settore, riferito in modo particolare agli anni tutt’altro che produttivi della gestione commissariale -. Il Museo civico è forse l’emblema del decadimento culturale della nostra città, versa in condizioni terribili, stiamo lavorando alla predisposizione di un progetto per ristrutturarlo dalle fondamenta e rilanciare il suo patrimonio inestimabile”, ha detto l’assessora, richiamando anche l’intenzione di mettere in campo tutta una serie di attività per il teatro ragazzi e mettere in connessione i contenitori culturali della città.
Tra le 13 scuole che prenderanno parte al programma special di ottobre e novembre, non poteva mancare l’IC Dante Alighieri, che per primo ha aderito nel 2017 alla proposta didattica e culturale di Scuola in Circolo. “Il progetto in sè è stata un’idea geniale, merito ovviamente dell’associazione MIRA con cui avevamo già lavorato - ha spiegato a l’Attacco la dirigente Marialba Pugliese -. Avendo io una scuola che ha diversi plessi nelle borgate ho subito accolto la proposta che ha permesso ai ragazzi che provengono da situazioni disagiate di raggiungere i musei, che non avevano mai visto, e di fargli vivere un’esperienza che diversamente non avrebbero potuto fare, superando in primis il problema del trasporto. Ora siamo ben lieti di sapere della prosecuzione delle attività, è un progetto che dovrebbe diventare curriculare soprattutto per quelle scuole che insistono nelle periferie”.
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