Incatenato davanti al palazzo della presidenza della Regione Puglia: è stato il gesto di protesta posto in essere lunedì da Matteo Ciavarella, il dipendente del Consorzio di bonifica di Capitanata che con le sue denunce ha mandato a processo una decina di colleghi, presunti furbetti del cartellino, accusati di assenteismo. L’inchiesta è partita tra il 2015 e il 2016 quando Ciavarella sporse le prime denunce, resosi conto di svolgere turni massacranti e al di là delle sue effettive mansioni a copertura dei servizi degli operatori assenti. Da allora l’uomo denuncia di vivere in un ambiente di lavoro infernale, come per una sorta di ritorsione per aver messo in luce un sistema che oggi è oggetto di approfondimento da parte della magistratura. Con lui l’altro giorno a Bari, i rappresentanti del Sifus, federazione di sindacati che ha una sezione dedicata ai lavoratori dei consorzi di bonifica, la moglie Maddalena e il figlio Michele.
“Le ragioni di tale eclatante gesto – ha spiegato il segretario nazionale Cb Sifus, Ernesto Abate - vanno ricercate nelle continue vessazioni e nell'evitabile infortunio subito sul posto di lavoro lo scorso 15 febbraio a causa della miopia del Consorzio di bonifica della Capitanata”.
Il riferimento è all’incidente di qualche giorno fa, quando l’uomo è finito in pronto soccorso dopo essere stato colpito alla testa da alcuni calcinacci staccatisi dall’edificio nel quale presta servizio. “E’ andata bene, si fa per dire, perché Ciavarella indossava i dispositivi di protezione e soprattutto perché i calcinacci ammalorati erano di dimensioni contenute, altrimenti ci si sarebbe potuto aspettare di peggio – il commento del sindacalista -. Tuttavia il pericolo per il lavoratore non è scampato perché dovrà osservare un periodo di riposo controllato dalla supervisione medica a domicilio”.
L'incatenamento di lunedì è stato finalizzato ad accendere i riflettori sulla sua singolare vertenza per sostenere la quale a Bari in mattinata da Ciavarella è arrivata, oltre ad Abate, anche la responsabile nazionale vertenze del sindacato medesimo, Lucia Inzirillo.
I dirigenti del Sifus hanno immediatamente, grazie anche all’intervento delle forze dell'ordine, ottenuto un incontro con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale, appresa la notizia, è arrivato sul luogo della protesta.
“Il presidente Emiliano dinnanzi a Ciavarella e ai dirigenti del Sifus – hanno evidenziato i sindacalisti - ha reso nota l'indisponibilità del presidente del consorzio della Capitanata, Giuseppe De Filippo a discutere in sua presenza per provare a dirimere la vertenza e soprattutto, l'impossibilità dello stesso nell'obbligarlo ad un incontro. Secondo Michele Emiliano, il presidente della Regione non avrebbe il potere di obbligare il presidente del Consorzio della Capitanata, De Filippo a discutere e quindi ha suggerito a Ciavarella di perseguire le vie giudiziarie. Il Sifus non condivide e respinge sia l'atteggiamento di De Filippo, che è sempre pronto a fare muro contro muro nei confronti di un onesto lavoratore, sia quello del presidente Emiliano che della vicenda ha provato a lavarsene le mani come Pilato omettendo di ammettere il potere di controllo e vigilanza nei confronti dei consorzi che sta in capo all'ente regionale”.
Il gesto eclatante di Ciavarella ha sortito un effetto molto importante: ieri mattina infatti si è tenuto un tavolo di confronto tra i rappresentati dell’ispettorato del lavoro, quelli del Consorzio e il Sifus.
“Esprimiamo soddisfazione per questo passo in avanti – il commento di Abate a l’Attacco -, finalmente abbiamo potuto esprimere tutte le problematiche che da tempo denunciamo, che, va detto, non sono solo quelle di Ciavarella, ma di tanti dipendenti che restano nell’ombra. Abbiamo ribadito quali sono le nostre richieste: Ciavarella lavora in isolamento, presso l’impianto di Palude Grande è solo, non c’è nessuno che gli dia il cambio, a differenza di quanto accade a Palude Lauro dove si avvicendano ben 9 lavoratori, questo deve cambiare. Abbiamo chiesto che venga messa in primo piano la sicurezza dei lavoratori, a maggior ragione dopo l’incidente del 15. Ci riaggiorneremo tra circa un mese per capire cosa farà o potrà fare il Consorzio ma siamo fiduciosi che la vertenza si risolva per il meglio. Un risultato è stato comunque raggiunto: le istituzioni hanno dato il giusto peso ad una questione che è tutt’altro che isolata, sono tanti i Ciavarella a vivere in quelle condizioni e noi ci battiamo per loro”.
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