Ex Tozzi Sud, spunta il nome di possibile acquirente. Renzullo: “Chiediamo cassa integrazione straordinaria”

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Altro sciopero organizzato ieri mattina davanti ai cancelli della G&W Electric, ex Tozzi Sud, da parte dei lavoratori che sono stati mandati via, dall’oggi al domani, a seguito della dichiarazione di fallimento del nuovo gruppo subentrato alla vecchia insegna. Sulla carta si parla di un licenziamento collettivo per oltre cento dipendenti deciso nel Cda del 17 gennaio 2023 dopo che il gruppo americano, nell’acquisizione del 2019, aveva annunciato ampliamenti e investimenti nello stabilimento in zona ASI. Insomma un colpo di coda, una retromarcia improvvisa che ha scioccato tutti, lavoratori in primis. “Proprio ieri si è svolto in Regione un incontro tra impresa ed Enel allo scopo di trovare la quadra su questa incresciosa situazione e completare il lavoro sui quadri commissionati - ha spiegato a l’Attacco Mosè Renzullo – per quel che ne concerne i lavoratori, invece, siamo ancora in sciopero data la mancanza di risposte esaustive sul nostro futuro. Ciò che chiediamo all’Azienda è quella di eliminare la procedura di licenziamento ed aprire eventualmente una cassa integrazione straordinaria affinché, nel caso si dovessero terminare i lavori sui quadri dell’Enel o farli ex novo, i lavoratori non interessati possano essere inseriti in cassa e recuperati nell’eventualità di qualche altro compratore”.

Proprio su questo fronte potrebbero esserci novità. Stando alle parole di Renzullo, si tratterebbe di un imprenditore dell’Aquila, un certo Falzitti Danilo che la settimana prossima potrebbe incontrare le parti interessate. Nella G&W Electric si parla di circa 140 lavoratori, 115 in contratto fisso.

“Le possibilità di salvaguardare i posti di lavoro ci sono - ha aggiunto Renzullo – anzitutto perché parliamo di un’azienda che lavora in un settore, quello dello sviluppo e della transizione ecologica, in crescita; per cui verranno create nuove linee. I quadri che facciamo servono alla distribuzione dell’energia elettrica. Il mercato offre oggi tante possibilità: è però necessario avere qualcuno che metta in campo nuove idee innovative così da poter ristrutturare il prodotto e rendere competitiva l’impresa”.

La storia dell’Ex Tozzi si perde nel tempo. In attività da circa 40 anni sul territorio foggiano, nel 2013 il patron Tozzi innovò il prodotto diversificandolo. Si passò quindi dai quadri di media e bassa tensione a quelli secondari per la distribuzione di cabine elettriche dell’Enel. La famiglia Tozzi sviluppò questo prodotto per il 60% della produzione proprio perché “era molto costo - ha ricordato Renzullo – era ex novo, dunque si dovevano fare prove per ogni singolo componente. Si spesero tanti soldi per creare la gamma di prodotti che oggi abbiamo a nostra disposizione”.

Poi il passaggio generazionale. “Quando il testimone dell’azienda passò da padre a figlio quest’ultimo preferì guardare su altri campi come il green, l’eolico, dunque fotovoltaico, piuttosto che continuare nello sviluppo dei prodotti esistenti. Nel 2019 il padre, Franco Tozzi, decise di vendere agli americani (G&W). In quello stesso periodo, però, eravamo già sul piano fallimentare perché avviata una situazione debitoria di grande portata. Gli americani sanarono tutti i debiti, rilanciando il prodotto sul mercato. Poi l’imprevisto. A causa della ingombrante struttura amministrativa aziendale rispetto al fatturato raggiunto, il Covid e la guerra che ha alzato il costo delle materie prime non si è più riusciti a riprendersi. Anche perché l’azienda ha dovuto mantenere gli stessi prezzi di prima. I contratti con Enel infatti, hanno durata triennale, non possono essere cambiati. Nessuno, ovviamente, poteva immaginare cosa sarebbe successo in questi ultimi periodi. Il prodotto che realizziamo, così com’è, con i suoi costi, non può stare sul mercato. Da qui la drastica decisione degli americani che hanno visto nell’azienda un business fallimentare, non più conveniente. È però altrettanto vero che l’impresa resta legata ad Enel che ha commissionato dei quadri che devono comunque essere consegnati”.

In questo guazzabuglio l’impresa ha dunque aperto la procedura di licenziamento (con scadenza il 3 aprile prossimo) di tutti i dipendenti.

“Il prossimo 27 marzo avremo un incontro in Regione con la proprietà – ha concluso Renzullo – la stessa Regione ha messo sul tavolo eventuali finanziamenti per poter rimodernare le attrezzature dello stabilimento e si sta prodigando a trovare un potenziale acquirente”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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