La settimana scorsa si è celebrata la Giornata Mondiale del Parkinson e l’associazione foggiana guidata dal presidente Lorenzo Taggio ha organizzato sabato scorso uno sportello informativo invitando tutta la cittadinanza a partecipare. Per l'occasione si sono offerti i tulipani, fiori simbolo di tale patologia. “È oggi importante far conoscere alla città questa malattia e, soprattutto, dell’esistenza di un’associazione dedicata qui su Foggia - spiega a l’Attacco Taggio - la nostra realtà è nata cinque anni fa ma con l’arrivo del Covid ha purtroppo dovuto limitare le sue attività riuscendo ad essere poco visibile. Passato il virus abbiamo ripreso alla grande, registriamo una forte crescita ed un’impennata delle iniziative che hanno sempre un buon riscontro”.
Il gazebo, allestito al centro dell’isola pedonale, ha sortito i suoi effetti, come evidenziato dallo stesso Taggio che ha poi aggiunto: “Il tempo avverso non ci ha fatto godere di tutta quella presenza che aspettavamo ma non ci può lamentare – dice – la gente si è avvicinata, segno che c’è sensibilità verso questo tema”.
Secondo gli ultimi dati forniti a fine 2022 sarebbero circa 10mila i pugliesi affetti dal Parkinson, numeri in aumento e che riguardano, mediamente, persone dai 60 anni in su ma “spesso la malattia esordisce anche prima”. Il 5% dei pazienti infatti ha meno di 50 anni.
“I numeri sono in forte aumento - rincara Taggio – la malattia sta progredendo e diventa sempre più invasiva, sempre più gente viene colpita anche in giovane età. Ed è forse questo il dato più preoccupante. Fortunatamente i reparti di Neurologia universitaria e ospedaliera sono molto presenti, seguono molto i pazienti. Danno un forte aiuto. Molte persone vanno fuori provincia e addirittura fuori regione, ma non ce n’è bisogno. La presenza reale dei medici degli ospedali è importante. Anche le strutture dislocate nei vari centri di Capitanata sono di ottima qualità e seguono i protocolli nazionali”.
La malattia di Parkinson è una malattia neurodegenerativa ad evoluzione lenta ma progressiva che coinvolge principalmente alcune funzioni motorie quali il controllo dei movimenti e dell'equilibrio che si possono associare o meno alla presenza di tremore a riposo. Si tratta della seconda patologia neurodegenerativa più frequente dopo la demenza: interessa circa 4 milioni di persone nel mondo, oltre 250.000 in Italia. La malattia è causata da una progressiva perdita di neuroni che coinvolge principalmente un'area del cervello denominata sostanza nera con conseguente riduzione della produzione del neurotrasmettitore dopamina. La terapia si basa principalmente sulla prescrizione di farmaci che aumentano i livelli di dopamina nel cervello o ne mimano l'azione. Accanto alla terapia farmacologica è infine fondamentale l'educazione del paziente ad intraprendere una vita sana ed attiva e a praticare abitualmente attività fisica. Anche se, in realtà, non ci sono vere forme di prevenzione.
“Purtroppo la malattia è verificabile solo nel momento in cui c’è – spiega Taggio – finché non parte non ce ne accorgiamo. Fin quando non ci sono neuroni che non funzionano non è possibile, al momento, accertarla. Dunque non c’è prevenzione, ma il mantenimento di una vita sana può comunque aiutare”.
E non finisce qui. L’associazione Parkinson di Foggia deve inoltre affrontare un altro gravoso problema: la mancanza di una sede fisica capace di accogliere le persone. “Quando interessiamo le istituzioni nelle nostre iniziative ci danno la loro disponibilità. Abbiamo però bisogno di una “casa”. Abbiamo fatto richiesta al Comune per avere una sede fisica, ma al momento nessuna risposta”.
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